Upper Mustang Trek. Giorno 7. Visitando Lo Manthang


Oggi è la prima giornata libera dall'inizio del trekking. E' bastata solamente una notte di riposo per metterci alle spalle le fatiche dei giorni scorsi e così, dopo una fugace colazione all'interno del nostro hotel, possiamo andare alla scoperta di Lo Manthang, capitale dell'"ultimo regno proibito". La parte antica della città è ancora oggi circondata da alte mura intonacate ed è presidiata da ben 14 torri rimaste intatte nel corso dei secoli. Solamente a partire dagli anni 80' del XX secolo, quando il raja ha cominciato a vendere gran parte dei terreni al di fuori delle mura, Lo Manthang ha iniziato ad espandersi con la costruzione di case, stalle ed alloggi per turisti. Una volta entrati all'interno della cinta muraria paghiamo il biglietto d'ingresso, 10 dollari, per visitare i quattro principali monasteri buddhisti della capitale. Un monaco ci accompagna al colorato complesso monastico posto all'estremità nord-est della città nei pressi dell'ufficio turistico. Nel gompa di Chöde sono esposte preziose statue di Buddha realizzate in ottone e rame insieme a piccoli bronzi cesellati ma quello che colpisce di più è sicuramente il ritratto spaventoso della divinità Mahakala.

Lo Manthang, gompa di Chöde
Lo Manthang, gompa di Chöde
Lo Manthang, gompa di Choprang
Lo Manthang, gompa di Choprang
Lo Manthang, gompa di Choprang
Il vicino gompa di Choprang, conosciuto come "nuovo gompa", è utilizzato dagli studenti per le preghiere mattutine e serali. Qui sono visibili i ritratti delle principali santità della setta sakya. Adiacente ai due monasteri vi è un piccolo museo che ospita importantissime reliquie legate alla cultura buddhista e tibetana, maschere utilizzate nella tradizionale festa di Tiji, preziosi documenti rinvenuti nel 2008 in una grotta nelle vicinanze ed ancora utensili metallici e piccole sculture. Abbiamo la possibilità di visitare anche la Shree Mahakuruna Sakyapa School, una scuola per giovani monaci. Quando entriamo, nelle classi, le campanella è suonata da poco e i bambini sono nuovamente a lezione. Gli scolari, tutti rigorosamente dalle teste rasate, ci accolgono festanti e sorridenti incuriositi dalla presenza straniera.

Lo Manthang, Shree Mahakuruna Sakyapa School
Lo Manthang, Shree Mahakuruna Sakyapa School
Passeggiando tra le strette viuzze acciottolate di Lo Manthang, ci spostiamo nel monastero più antico della città, il Jampa Lakhang. Le porte sono chiuse e dobbiamo attendere per alcuni minuti l'arrivo di un altro monaco dall'omonimo nome, Jampa, figlio dei proprietari dell'hotel in cui alloggiamo. Nel frattempo facciamo conoscenza di tre simpatici e soprattutto vivaci bambini dall'immancabile moccio, intenti a giocare sull'uscio di un'abitazione.

Lo Manthang, incontri
Lo Manthang, incontri
Lo Manthang, incontri
Il monastero, con i suoi tre piani e un cortile centrale adornato da bandiere di preghiera, risale al lontano 1447-8. Al suo interno si erge una imponente statua dorata d'argilla raffigurante Jampa, il Buddha dell'età a venire, nella posizione meditativa del loto. Camminiamo all'esterno ammirando lo splendido panorama sulla città.

Lo Manthang, Jampa Lakhang
Lo Manthang, Jampa Lakhang
Lo Manthang, Jampa Lakhang
Lo Manthang, vista dal Jampa Lakhang
Lo Manthang, vista dal Jampa Lakhang
Ultima tappa il gompa di Tupchen, nel centro cittadino, all'ingresso del quale fanno bella mostra le statue colorate delle divinità protettrici dei punti cardinali, Dhristrarastra, Baishnawan, Birudhak e Birupaksha. Gli interni sono illuminati solamente da un fascio di luce solare proveniente da una piccola finestrella in alto e dalle tremolanti fiammelle delle candele al burro. Con una torcia ci avviciniamo alle pareti e con grande stupore vediamo che sono ricoperte da splendidi affreschi decorati da elaborati mandala. Non aveva torto Tiziano Terzani quando definiva il Mustang la "Cappella Sistina" d'Oriente. Da alcuni anni, ci racconta Jampa, sono iniziate opere di ristrutturazione degli affreschi che vedono l'italiano Luigi Fieni in prima linea grazie allo stanziamento di denaro da parte di progetti stranieri. Luigi Fieni ai più potrebbe essere sconosciuto ma in Mustang è una vera e propria star e tutti gli abitanti ci chiedono di lui una volta essere venuti a conoscenza che siamo italiani. Altre statue di inestimabile valore si ergono nel tempio: il Buddha Shakyamuni è circondato da Chenresig, Vaisravana e Guru Rinpoche.

Lo Manthang, gompa di Tupchen
Lo Manthang, gompa di Tupchen
Lo Manthang, gompa di Tupchen
Tornando in hotel per il pranzo riceviamo la notizia che noi tutti volevamo sentire: il principe del Mustang, Jigme Singhe Palbar Bista, è disponibile ad accogliere i turisti nel Palazzo Reale e così ci prepariamo all'evento, che da queste parti è abbastanza raro (almeno così ci dicono) acquistando una khata (foulard tibetano) da portare in dono. E' bene comunque sottolineare che le cariche di re e principe del Mustang sono state abolite dal governo nepalese nel 2008 seppure le due personalità siano molto rispettate dalla popolazione e dai capi dell'altro Lo. Raggiungiamo il Palazzo Reale, un imponente costruzione di quattro piani al centro di Lo Manthang.

Lo Manthang, Palazzo Reale
Lo Manthang, Palazzo Reale
Il principe ci accoglie nella sua caratteristica stanza e dopo i saluti di rito prendiamo posto sui divanetti. Chiunque si aspetti un uomo vestito elegantemente si sbaglia di grosso: Jigme Singhe Palbar Bista indossa abiti fin troppo sportivi per la sua personalità. Mentre sorseggiamo un fumante tè gentilmente offerto, il principe è a disposizione nel rispondere alle nostre domande. Egli si mostra fiducioso sul futuro aprendo al turismo e alla costruzione di nuove strade. Scattiamo alcune foto ricordo e salutiamo il principe, in attesa di accogliere altri turisti.

Lo Manthang, Palazzo Reale. Incontro con il principe
Lo Manthang, Palazzo Reale. Incontro con il principe
Vagabondiamo per Lo Manthang in compagnia di Jampa. Il monaco ci racconta che per un anno ha ricevuto l'incarico di aprire i templi cittadini ai turisti in visita e di sostituire le offerte alle varie divinità al termine di ogni giornata. Lo seguiamo osservando il suo da fare quotidiano. Passeggiare tra le vie di Lo Manthang sembra quasi di tornare indietro nel tempo.

Lo Manthang
Lo Manthang
Lo Manthang
Lo Manthang
Lo Manthang
Lo Manthang
Lo Manthang
Una donna lava i suoi lunghi capelli in una fontana pubblica mentre un paio di contadini li vediamo arrancare trasportando sulle spalle un carico di fieno talmente grande da scomparire all'interno. Venditori di negozi di artigianato tibetano cercano di attirarci nei loro locali. Alcuni ragazzini, aspiranti monaci vestiti con tradizionali tuniche rosse, si sfidano nel polveroso campo di calcio nei pressi del muro mani appena fuori la cinta muraria.

Lo Manthang
Lo Manthang
Lo Manthang, scene di vita quotidina
Nelle vicinanze, un grande chorten si affaccia sulle montagne circostanti dominate da alcuni castelli ormai in rovina. Il sole inizia a tramontare e noi ci rechiamo nel Community Center alla ricerca di un telefono. Il complesso ospita anche un internet point, spesso non funzionante, ed un'ordinata biblioteca che visitiamo leggendo qualche libro in inglese sul Mustang.

Lo Manthang, chorten
Lo Manthang, chorten
Lo Manthang, vista sulle montagne circostanti
Lo Manthang, vista sulle montagne circostanti
Lo Manthang, Community Center. Biblioteca
Lo Manthang, Community Center. Biblioteca

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