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I Viaggi di Manuel

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Da Chiclayo a Pimentel

9 Settembre 2013 · Manuel Santoro · 2 commenti

Pimentel, molo. Caballitos
Il quartiere dove è situato il nostro hotel cambia volto e la tranquillità della domenica è solo un ricordo. I negozi sono aperti e le persone, alla ricerca di un affare, affollano la strada. Usciamo verso le 10 per fare colazione nello stesso locale scelto il giorno prima per la cena, l’El Boom. Nelle vicinanze, la Plaza de Armas, conosciuta con il nome di Parque Principal, è un posto ideale per scattare qualche foto e rilassarsi sulle panchine in compagnia della gente del posto.
Chiclayo, Catedral
Chiclayo, Catedral
Chiclayo, Avenida Balta
Chiclayo, Avenida Balta
Chiclayo, Parque Principal
Entriamo nella cattedrale, risalente alla fine del XIX secolo. Nonostante non sia orario di messa sono molti i fedeli a pregare, a testimonianza di quanto sia sentita le religione in Perù. Accanto all’edificio religioso sorge l’elegante Municipalidad.
Chiclayo, Catedral, interno
Chiclayo, Catedral, interno
Chiclayo, Municipalidad
Torniamo in hotel per preparare gli zaini in vista del check out delle 13. In attesa di prendere l’autobus notturno per Chachapoyas abbiamo deciso di trascorrere il pomeriggio nella vicina località balneare di Pimentel. Raggiungiamo il punto di partenza dei taxi colectivos, all’angolo tra San José e Lora y Lora. Attendiamo pochi minuti, il taxi si riempe e possiamo partire. Pimentel in questo periodo dell’anno è quasi deserta. Le case dei villeggianti sono vuote e ad eccezione di qualche coppietta alla ricerca di qualche momento romantico non c’è nessuno. Percorriamo lentamente il lungomare ammirando la sottostante spiaggia sabbiosa e ed alcuni decadenti edifici coloniali al nostro fianco. Prima di salire sul lunghissimo molo fatiscente che si estende per centinaia di metri in acqua andiamo alla ricerca di un ristorante dove poter pranzare.
Pimentel, lungomare
Pimentel, lungomare
Pimentel, lungomare
Pimentel, lungomare
Pimentel, lungomare
Pimentel, molo
Pimentel, molo
Pimentel, molo
La scelta è obbligata, il Restaurant Tienda del Pato è l’unica struttura aperta. Non ci facciamo scappare l’idea di poter mangiare pesce con vista sull’Oceano Pacifico ed ordiniamo un tortino di polpo con patate all’olio d’oliva ed un arroz con pescado (riso con pesce misto). Il polpo, dal gusto delicato, è davvero ottimo mentre l’arroz, per i miei gusti, è troppo speziato.
Pimentel, pranzo al restaurant Tienda del Pato
Pimentel, pranzo al restaurant Tienda del Pato
Dopo aver pagato il biglietto d’ingresso, 2 soles, ci incamminiamo lungo il molo, le cui assi di legno scricchiolano in maniera inquietante sotto i nostri piedi. Dall’oceano soffia una forte brezza fredda e per questo lungo il cammino sono poste delle panchine riparate dal per chi volesse rilassarsi. Nel molo sono esposti alcuni caballitos, tradizionali barche utilizzate ancora adesso dalla popolazione realizzate a mano con canne di totora.
Pimentel, molo
Pimentel, molo
Pimentel, molo
Pimentel, molo
Pimentel, vista dal molo
Pimentel, vista dal molo
Comincia a scendere la nebbia, ragion per cui decidiamo di fare ritorno a Chiclayo. Un altro taxi colectivo è pronto a partire e noi cogliamo al volo l’occasione. Trascorriamo un po’ di tempo nella Plaza de Armas mentre i lustrascarpe cercano clienti e la gente conversa sulle panchine. Torniamo nuovamente a El Boom per cenare ed anche oggi ho sbagliato cosa ordinare. Mi aspettavo un semplice hamburger con carne e uovo ma la salsa dolciastra all’interno è davvero pessima, rovinando tutto il sapore. Dopo una lunga chiacchierata con i receptionist dell’hotel raggiungiamo in taxi il terminal dell’impresa di trasporti Tepsa. Alle 20,30 si parte verso Chachapoyas, capitale della regione Amazonas.

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Commenti

  1. Fabio Casalini dice

    2 Novembre 2013 alle 13:34

    ciao Manuel.
    Ottimo come sempre. L'ultima fotografia è qualcosa di spettacolare……
    ciao

    Rispondi
    • Manuel Santoro dice

      2 Novembre 2013 alle 14:22

      Ciao Fabio! Grazie mille!!! 😉

      Rispondi

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Chi è Manuel Santoro

Blogger, tour leader e digital creator.
Autore del libro "Ande dimenticate".
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