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Ciaspolata dal Passo Duran al rifugio Carestiato

17 Gennaio 2014 · Manuel Santoro · 6 commenti

Le previsioni meteo annunciavano neve e così è stato. Intorpidito dal sonno apro le finestre della mia camera di hotel, il Garni Posta a Forno di Zoldo. Fuori sta nevicando, una decina di centimetri si è già poggiata al suolo. Da queste parti ci sono abituati ma per me che vengo da una località di mare è un’emozione vedere il paesaggio così bianco. L’appuntamento con gli altri partecipanti è appena fuori il nostro hotel. Una volta organizzati con i mezzi ci mettiamo in marcia verso il poco distante punto di partenza dell’escursione odierna, il Rifugio San Sebastiano sul Passo Duran a quota 1605 metri. Oggi è in programma una facile ciaspolata sino al Rifugio Carestiato. Una volta indossate le “caspe”, le ciaspole in dialetto zoldano, siamo pronti a partire.

Passo Duran, Rifugio San Sebastiano
Passo Duran, Rifugio San Sebastiano
Passo Duran, Rifugio San Sebastiano
Risaliamo immersi nella neve il declivio a lato del rifugio. La visibilità oggi non è delle migliori e possiamo solamente avvertire la maestosa presenza delle cime dolomitiche attorno a noi. Ci inoltriamo all’interno di un bosco mentre la nevicata non accenna a diminuire creando un manto soffice ed ovattato che farebbe venir voglia a chiunque di tuffarcisi dentro.
Ciaspolata verso il Rifugio Carestiato
Ciaspolata verso il Rifugio Carestiato
Ciaspolata verso il Rifugio Carestiato
Ciaspolata verso il Rifugio Carestiato
Ciaspolata verso il Rifugio Carestiato
Ascoltiamo con attenzione la nostra guida Emiliano immaginando che 300 milioni di anni fa, proprio dove ora noi stiamo camminando, vi era un mare tropicale costellato da tante piccole isole e atolli corallini abitate dai primi dinosauri. Con condizioni meteo migliori le testimonianze a riguardo sarebbero ben evidenti. Giunti nei pressi del Carestiato la visibilità migliora leggermente e così abbiamo la possibilità di ammirare tra la nebbia la grande parete delle Masenade/Moiazza Sud, molto nota per la difficile ferrata “Gianni Costantini”.
Ciaspolata verso il Rifugio Carestiato
Ciaspolata verso il Rifugio Carestiato
Ciaspolata verso il Rifugio Carestiato
Dopo un’ora e mezza di cammino siamo accolti nella baita di montagna dal calore della stufa a legna e soprattutto dall’ottimo cibo. L’abbondante menu farebbe gola a tutti: affettati misti, pane fatto in casa, i tradizionali “casunziei” (tortelli con rapa rossa e semi di papavero) accompagnati con tortelli dalle erbe selvatiche, polenta, goulash e per concludere, strudel. Il tempo scorre velocemente tra piacevoli chiacchiere. E’ ora di tornare alle nostre auto, lungo lo stesso itinerario di andata.

Nei pressi del Rifugio Carestiato
Nei pressi del Rifugio Carestiato
Rifugio Carestiato
Rifugio Carestiato
Rifugio Carestiato, tagliere di affettati
Rifugio Carestiato, tagliere di affettati
Rifugio Carestiato, "casunziei" e tortelli con erbe selvatiche
Rifugio Carestiato, “casunziei” e tortelli con erbe selvatiche
Rifugio Carestiato, goulash e polenta
Rifugio Carestiato, goulash e polenta
Per maggiori informazioni:
www.valdizoldo.net: il sito ufficiale del Consorzio turistico della Val di Zoldo
www.dolomitidizoldo.it: le Dolomiti di Zoldo raccontate attraverso le esperienze. Un vero viaggio nel tempo e nello spazio. È un blog che accompagna tutti coloro che desiderano entrare in relazione con questi magnifici luoghi.

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Commenti

  1. Anna Bernasconi Art dice

    23 Gennaio 2014 alle 16:33

    Pure il cibo hai fotografato, vuoi proprio farti invidiare al 100% eh? 😉
    Battute a parte, bellissima camminata!

    Rispondi
    • Manuel Santoro dice

      23 Gennaio 2014 alle 16:51

      Ti ringrazio Anna! Dopo questa bellissima camminata tutto questo cibo avrebbe fatto gola a chiunque, davvero ottimo!

      Rispondi
  2. Andrea Pizzato dice

    24 Gennaio 2014 alle 20:25

    sempre fatto in estate il rifugio carestiato, mai visto sotto la neve:(( Una camminata comunque che merita sempre! belle foto, complimenti. buona serata, ciao Andrea

    Rispondi
    • Manuel Santoro dice

      25 Gennaio 2014 alle 9:32

      Ciao Andrea. La mia prima volta da quelle parti. Con la neve è stato bellissimo ma la visibilità non era il massimo. Mi hanno detto che in estate è ancora meglio, quindi sarà un'occasione per tornare. Saluti, Manuel

      Rispondi
  3. Unknown dice

    28 Gennaio 2014 alle 13:38

    La più bella ciaspolata che io abbia mai fatto! (beh in totale ne ho fatte 3, non era difficile) Ma questa, con la nevicata, è stata speciale.

    Rispondi
    • Manuel Santoro dice

      28 Gennaio 2014 alle 19:25

      Concordo. E' stata la mia prima ciaspolata. Davvero speciale!

      Rispondi

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Chi è Manuel Santoro

Blogger, tour leader e digital creator.
Autore del libro "Ande dimenticate".
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