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Puerto Nariño e lago Tarapoto: nel cuore dell’Amazzonia colombiana

18 Settembre 2026 · Manuel Santoro · Lascia un commento

Puerto Nariño, Colombia

Puerto Nariño è stato uno dei luoghi che ho apprezzato maggiormente durante il mio viaggio nell’Amazzonia colombiana, una piccola località affacciata sul Rio delle Amazzoni che ho raggiunto dopo aver attraversato il Parco Nazionale Naturale di Amacayacu. Qui mi sono fermato per alcuni giorni, utilizzando il villaggio come base per esplorare la zona e raggiungere il lago Tarapoto.

L’Amazzonia colombiana non è stata per me soltanto una grande distesa di foresta attraversata dal Rio delle Amazzoni. Durante il viaggio ho incontrato piccoli villaggi, comunità, fiumi e laghi che ho raggiunto quasi sempre sull’acqua e che mi hanno permesso di conoscere una dimensione molto diversa da quella delle città. Dopo essere passato da Leticia e dal Parco di Amacayacu, Puerto Nariño ha rappresentato una nuova tappa di questo itinerario.

Il villaggio ha avuto un carattere molto diverso da Leticia, la principale città colombiana della regione amazzonica. Se Leticia è stata soprattutto il punto di accesso e una base logistica per organizzare il viaggio, Puerto Nariño mi ha permesso di rallentare e di vivere maggiormente il rapporto con il fiume e con la foresta.

Da qui ho raggiunto anche il lago Tarapoto, una delle principali attrazioni naturalistiche della zona e uno dei luoghi più conosciuti per la possibilità di avvistare i delfini amazzonici. L’avvistamento, tuttavia, non è mai garantito e le condizioni del livello dell’acqua hanno sempre un ruolo importante nella ricerca dei delfini.

In questo articolo racconto quindi la mia esperienza tra Puerto Nariño e lago Tarapoto, dal trasferimento dal Parco di Amacayacu alla vita nel villaggio, passando per la sistemazione che ho scelto e per l’escursione sul lago alla ricerca dei delfini.

Contenuti del post

  • Puerto Nariño, sul Rio delle Amazzoni
    • Arrivare a Puerto Nariño lungo il fiume
  • Come arrivare a Puerto Nariño da Leticia e dal Parco di Amacayacu
    • Dal porto di Leticia al cuore dell’Amazzonia
    • Il mio percorso: Amacayacu → Puerto Nariño
  • Puerto Nariño: cosa vedere e cosa fare
    • A piedi tra le vie del paese
  • La rete telefonica e il Wi-Fi
  • Dove dormire a Puerto Nariño: Ecocabañas Manguare
  • Lago Tarapoto: l’escursione nella foresta amazzonica
    • Delfini rosa e delfini grigi: quando si possono vedere
  • Puerto Nariño o Leticia?
    • Quale scegliere?

Puerto Nariño, sul Rio delle Amazzoni

Sono arrivato a Puerto Nariño dopo aver lasciato il Parco Nazionale Naturale di Amacayacu, continuando il mio viaggio lungo il Rio delle Amazzoni. Non sono tornato verso Leticia, ma ho continuato lungo il fiume fino a raggiungere un luogo molto più raccolto, dove la presenza della foresta è rimasta evidente anche all’interno del paese.

Arrivare a Puerto Nariño lungo il fiume

Dal Parco Nazionale di Amacayacu ho raggiunto Puerto Nariño in barca. Anche in questo caso il viaggio stesso è stato parte dell’esperienza: in Amazzonia il fiume non è stato semplicemente uno scenario da osservare, ma la principale via di comunicazione tra i diversi centri abitati.

La differenza rispetto a Leticia è stata evidente già all’arrivo. Non ho trovato una città vera e propria, con traffico e movimento, ma un piccolo villaggio nel quale gli spostamenti sono avvenuti soprattutto a piedi e lungo il fiume.

A Leticia ho trovato l’aeroporto, servizi, negozi, ristoranti e diverse possibilità per organizzare escursioni e spostamenti. È stata quindi una tappa quasi inevitabile per entrare nella regione e organizzare il viaggio.

A Puerto Nariño ho invece avuto la sensazione di essermi allontanato ulteriormente dalla dimensione urbana. Non circolavano automobili e le strade sono rimaste tranquille. Ho potuto girare a piedi senza il continuo passaggio di moto e veicoli, attraversando il centro del paese con la vegetazione sempre presente intorno alle abitazioni.

Anche le dimensioni hanno fatto la differenza. Puerto Nariño è un luogo nel quale non ho avuto bisogno di spostarmi continuamente per raggiungere quello che mi interessava. Ho potuto semplicemente camminare, osservare le case, il fiume e la vita della comunità locale, lasciando che fosse il paese stesso a diventare parte del viaggio.

Una delle caratteristiche che mi ha colpito maggiormente è stato proprio il rapporto tra il centro abitato e l’ambiente naturale. La foresta non è distante dal villaggio, ma è rimasta costantemente presente.

Ho trovato interessante anche il fatto che Puerto Nariño non mi sia esclusivamente orientato al turismo. Naturalmente il villaggio accoglie viaggiatori e sono disponibili diverse attività ed escursioni, ma ho continuato a percepire la presenza della comunità locale e una quotidianità propria, indipendente dai visitatori.

Da Puerto Nariño ho poi organizzato l’escursione verso il lago Tarapoto, uno dei luoghi più conosciuti della zona e famoso soprattutto per la presenza dei delfini amazzonici.

Puerto Nariño


Come arrivare a Puerto Nariño da Leticia e dal Parco di Amacayacu

In questa parte dell’Amazzonia il fiume sostituisce le strade. Puerto Nariño non è collegato a Leticia da una strada e il modo più semplice per raggiungerlo è affidarsi alle imbarcazioni che percorrono il Rio delle Amazzoni.

Dal porto di Leticia al cuore dell’Amazzonia

Per chi arriva in aereo, Leticia è il principale punto di accesso alla regione. Nel porto fluviale della città, partono le lanchas rápidas dirette verso Puerto Nariño. Il percorso risale il Rio delle Amazzoni e dura generalmente circa due ore, anche se i tempi possono variare in funzione del livello dell’acqua e delle condizioni della navigazione. Il sito ufficiale di Puerto Nariño indica attualmente quattro partenze giornaliere da Leticia, mentre le informazioni di Parques Nacionales confermano che il collegamento viene effettuato con imbarcazioni rapide.

Le imbarcazioni sono essenziali e funzionali: barche veloci utilizzate soprattutto per il trasporto di passeggeri, nelle quali il viaggio si svolge all’aperto o sotto una copertura. Non bisogna aspettarsi un trasferimento turistico panoramico organizzato come un’escursione: si tratta principalmente di un normale servizio di trasporto fluviale.

Il tragitto è però tutt’altro che banale dal punto di vista paesaggistico. Lasciata Leticia, il paesaggio urbano scompare progressivamente e il fiume diventa il protagonista assoluto.

Le informazioni ufficiali attualmente pubblicate da Puerto Nariño indicano partenze da Leticia alle 7:00, 10:00, 12:00 e 14:00, con un biglietto indicato in 45.000 pesos colombiani. Gli orari e il punto preciso di imbarco possono comunque cambiare in relazione alla stagione e al livello del fiume, quindi è sempre meglio verificarli prima della partenza.

Nella lancha verso il Parco Amacayacu

Il mio percorso: Amacayacu → Puerto Nariño

Nel mio caso non sono partito da Leticia. Avevo già lasciato la città per raggiungere il Parco Nazionale Naturale di Amacayacu e, dopo aver concluso la mia permanenza nel parco, ho proseguito direttamente verso Puerto Nariño.

È stata una soluzione particolarmente comoda perché Puerto Nariño si trova proprio lungo questa direttrice fluviale. Parques Nacionales indica il paese a circa 9 chilometri a monte del parco, con un tragitto di circa 15 minuti in barca veloce per il collegamento dalla zona di Amacayacu.

Nel mio itinerario, quindi, ho semplicemente continuato a seguire il fiume, trasformando quello che altrimenti sarebbe stato un doppio trasferimento in una naturale prosecuzione del viaggio.

È anche uno dei motivi per cui considero interessante costruire l’itinerario Leticia → Amacayacu → Puerto Nariño, invece di utilizzare Leticia come base per tutte le escursioni.

Puerto Nariño: cosa vedere e cosa fare

Puerto Nariño non è un paese nel quale ho avuto bisogno di preparare una lunga lista di monumenti o attrazioni da vedere. La sua particolarità è stata soprattutto il modo in cui il paese si è inserito nell’ambiente amazzonico. Ho potuto visitarlo tranquillamente a piedi, lasciando spesso che fosse la curiosità a decidere dove andare, tra strade tranquille, abitazioni, vegetazione e scorci sul fiume.

A piedi tra le vie del paese

La prima cosa che ho fatto è stata semplicemente camminare senza una meta precisa. Le dimensioni ridotte di Puerto Nariño hanno reso facile esplorare il centro a piedi e in poco tempo ho potuto farmi un’idea della vita del villaggio.

L’assenza di automobili ha contribuito molto all’atmosfera del luogo. Non ho incontrato il traffico e il continuo passaggio di moto che avevo visto a Leticia e questo ha reso le passeggiate molto più piacevoli. Ho potuto fermarmi, osservare le abitazioni e guardare la gente del posto senza avere la sensazione di trovarmi in una località esclusivamente turistica.

Il paese è stato anche un buon punto di partenza per conoscere il rapporto tra la comunità e l’ambiente circostante. Le attività legate al turismo, alla pesca, al fiume e alla foresta hanno fatto parte della quotidianità locale e mi è sembrato interessante osservare come queste realtà convivessero nello stesso spazio.

Passeggiando per Puerto Nariño ho incontrato anche piccoli negozi e attività gestite dalla comunità locale. Non si tratta di una grande area commerciale, naturalmente, ma di piccoli esercizi inseriti nella vita quotidiana del paese.

Per avere una visione completamente diversa di Puerto Nariño si può salire al Mirador Naipata.

La torre, alta circa 18 metri, si trova sulla collina alle spalle del paese. Dall’alto si osservano il paese, la foresta e i corsi d’acqua della zona, compresi il Loretoyacu e l’Amazzonia. Il nome Naipata significa “casa sull’albero” in lingua Ticuna.

Un’altra tappa interessante è il Museo Natütama, dedicato all’ecosistema amazzonico e soprattutto alla vita che si nasconde sotto la superficie dell’acqua.

È utile soprattutto per comprendere il rapporto tra le comunità locali, i fiumi e la fauna amazzonica prima di partecipare alle escursioni sul territorio.

È stato però soprattutto nel tardo pomeriggio che ho apprezzato Puerto Nariño. Con la diminuzione della luce e del caldo, il paese ha assunto un’atmosfera ancora più tranquilla. Il tramonto sul fiume è stato uno dei momenti più piacevoli per fermarsi a osservare il paesaggio.

Puerto Nariño


La rete telefonica e il Wi-Fi

Una delle prime cose pratiche che ho scoperto arrivando a Puerto Nariño ha riguardato le comunicazioni. Al mio arrivo ho scoperto che le comunicazioni telefoniche con Claro non funzionavano ormai da alcuni mesi. Non si è trattato quindi di un problema momentaneo legato soltanto al luogo in cui mi trovavo o a una particolare giornata: la rete non era disponibile da tempo.

Per chi viaggia in questa parte dell’Amazzonia è un’informazione da tenere presente. Non ho potuto fare affidamento sulla normale rete telefonica, né considerare il telefono come unico strumento per comunicare durante la permanenza a Puerto Nariño.

Per questo, prima di partire per Puerto Nariño, consiglio di scaricare mappe e documenti importanti, salvare sul telefono le prenotazioni e avere a disposizione anche le informazioni essenziali offline. Lo stesso vale per gli orari delle imbarcazioni e per i contatti relativi alle escursioni.

Non significa necessariamente viaggiare completamente isolati, ma semplicemente essere preparati alla possibilità di non avere una connessione mobile.

In questa situazione il Wi-Fi della struttura dove ho soggiornato è stato particolarmente utile. La connessione era funzionante e mi ha permesso di comunicare con l’esterno nonostante l’assenza della rete Claro.

Dove dormire a Puerto Nariño: Ecocabañas Manguare

Per il mio soggiorno a Puerto Nariño ho scelto l’Ecocabañas Manguare, una struttura semplice e senza particolari pretese, ma che si è rivelata adatta alle mie esigenze.

La struttura si trova nel cuore di Puerto Nariño, leggermente in salita e a 10 minuti di cammino dal porto, in una posizione molto comoda perché mi ha permesso di muovermi tranquillamente a piedi per il paese. Le camere e i servizi sono essenziali e non bisogna aspettarsi i comfort di un hotel di categoria superiore, ma il rapporto tra semplicità e prezzo è stato interessante.

Anche il proprietario si è dimostrato gentile e disponibile, contribuendo a rendere piacevole il soggiorno.

Nel complesso, l’Ecocabañas Manguare è stata una soluzione che ho trovato adatta soprattutto a chi cerca un alloggio economico, centrale e funzionale, senza particolari esigenze di comfort. Per chi utilizza Puerto Nariño come base per esplorare il territorio, è stata più che sufficiente.

Puerto Nariño, Ecocabañas Manguare


Lago Tarapoto: l’escursione nella foresta amazzonica

Raggiungere il lago Tarapoto è stata una delle esperienze che aspettavo con maggiore curiosità durante la permanenza a Puerto Nariño. Il lago è infatti una delle principali attrazioni naturalistiche della zona, soprattutto per la possibilità di incontrare i delfini rosa e grigi dell’Amazzonia. L’escursione, però, non si è limitata alla ricerca degli animali: già il percorso per arrivare a Tarapoto mi ha permesso di entrare in uno degli ambienti più caratteristici della regione.

Ho organizzato l’escursione direttamente a Puerto Nariño, affidandomi a un’imbarcazione locale e contrattando il prezzo con un pescatore locale. Inizialmente ci eravamo accordati per 60 pesos per circa due ore di escursione, ma mi sono trovato molto bene con lui e ho preferito lasciargli 80 pesos. Venti pesos in più non mi cambiavano certamente la vita e mi sembrava un prezzo più adeguato per il tempo e il servizio offerto.

Una volta lasciato il paese, la barca ha seguito il sistema di corsi d’acqua che collega il villaggio alla zona di Tarapoto. Il paesaggio è cambiato progressivamente e l’impressione è stata quella di allontanarmi sempre di più dagli spazi abitati.

Il paesaggio è rimasto estremamente silenzioso. A parte il rumore del motore, ho avuto soprattutto la sensazione di trovarmi circondato dalla foresta, con l’acqua che si apriva davanti alla barca.

Il lago Tarapoto è conosciuto soprattutto per i suoi delfini amazzonici, ed è inevitabile che gran parte delle escursioni siano organizzate con la speranza di riuscire ad avvistarli. È però riduttivo considerare l’esperienza soltanto come una sorta di “caccia al delfino”.

Anche senza un avvistamento, il percorso ha avuto un interesse naturalistico notevole. Ho potuto osservare il paesaggio, la vegetazione e il modo in cui l’acqua ha modificato completamente l’ambiente circostante.

Quando sono arrivato al lago, prima di accedere all’area, ho dovuto pagare una tassa d’ingresso direttamente sul posto. Mi sono trovato davanti a un paesaggio molto tranquillo, con l’acqua circondata dalla vegetazione e una sensazione di isolamento molto più forte rispetto a quella provata a Puerto Nariño.

Il livello dell’acqua, come avrei scoperto durante l’escursione, è stato comunque un elemento importante per la ricerca dei delfini. Quando l’acqua del lago è più bassa, infatti, i delfini possono spostarsi verso il fiume, rendendo necessario continuare la navigazione per cercare di incontrarli.

Verso il lago Tarapoto


Delfini rosa e delfini grigi: quando si possono vedere

La zona è conosciuta per la presenza sia del delfino rosa, chiamato localmente bufeo colorado, sia del delfino grigio, due specie che vivono nelle acque del bacino amazzonico.

L’avvistamento, però, non è qualcosa che si possa dare per scontato. Anche partecipando a un’escursione organizzata con questo obiettivo, i delfini rimangono animali selvatici e la loro presenza dipende dalle condizioni del fiume e del lago.

Quando il lago Tarapoto ha un livello più basso, i delfini possono spostarsi verso il fiume, dove trovano condizioni più favorevoli per muoversi e alimentarsi. È esattamente quello che è successo durante la mia escursione. L’acqua del lago non era comunque particolarmente bassa, ma i delfini non si trovavano dove speravo di incontrarli.

Abbiamo quindi deciso di proseguire la navigazione verso il Rio delle Amazzoni, lasciandoci alle spalle il lago Tarapoto e tornando progressivamente verso il grande corso d’acqua. La ricerca, a quel punto, sembrava quasi una piccola avventura nella stessa avventura: continuavamo a scrutare la superficie dell’acqua, cercando di cogliere il movimento di una pinna o il caratteristico sbuffo di un delfino.

E alla fine non abbiamo dovuto aspettare troppo.

I delfini grigi si sono fatti vedere proprio sul Rio delle Amazzoni, comparendo tra le acque con una rapidità che non mi aspettavo. Non è stato necessario inseguirli a lungo né percorrere chissà quale distanza: una volta raggiunto il fiume, gli avvistamenti sono arrivati abbastanza rapidamente.

Vederli nel loro ambiente naturale, con la foresta amazzonica tutto intorno e senza altre imbarcazioni affollate a condividere il momento, è stato probabilmente il ricordo più bello dell’escursione. I delfini emergevano per pochi istanti, per poi scomparire nuovamente sott’acqua, rendendo ogni avvistamento breve ma particolarmente emozionante.

Questa esperienza mi ha fatto capire anche quanto sia variabile la ricerca dei delfini in Amazzonia. Non esiste necessariamente un punto preciso nel quale arrivare e trovare gli animali ad aspettare i visitatori. Bisogna adattarsi alle condizioni del momento, al livello dell’acqua e agli spostamenti degli animali.

Nel mio caso, quindi, il fatto di non aver trovato subito i delfini a Tarapoto non ha rappresentato affatto una delusione. Al contrario, ci ha portato a continuare la navigazione fino al Rio delle Amazzoni, dove alla fine abbiamo incontrato i delfini grigi.

E forse è proprio questo uno degli aspetti più belli di un’escursione di questo tipo: non sapere esattamente cosa si incontrerà lungo il percorso.

Nel mio caso, la ricerca è iniziata tra i canali e le acque tranquille del lago Tarapoto ed è terminata sul grande Rio delle Amazzoni, con i delfini grigi che finalmente sono comparsi davanti alla barca.

Sul Río Amazonas


Puerto Nariño o Leticia?

Nel corso del viaggio ho avuto modo di conoscere sia Leticia sia Puerto Nariño, e il confronto tra le due località è venuto abbastanza naturale. Pur trovandosi nella stessa regione amazzonica e facendo parte dello stesso itinerario, le ho vissute in maniera molto diversa.

Leticia è stata soprattutto il punto di accesso all’Amazzonia colombiana. La presenza dell’aeroporto rende il luogo più pratico da raggiungere e la maggiore dimensione della città ha significato anche una disponibilità molto più ampia di servizi. Ho trovato banche, negozi, ristoranti, hotel e agenzie attraverso le quali organizzare escursioni e trasferimenti.

Per chi arriva dall’Italia, o comunque dall’estero, è difficile prescindere completamente da Leticia: è qui che normalmente si arriva in aereo e da qui si organizzano molti degli spostamenti verso le comunità e le aree della foresta.

Puerto Nariño è stato invece completamente diverso. Più piccolo, senza automobili e immerso nella vegetazione, mi ha permesso di vivere una dimensione più tranquilla dell’Amazzonia. Qui non ho trovato la stessa quantità di servizi di Leticia, ma non ne ho sentito particolarmente la mancanza.

Le due località, quindi, non le ho considerate come alternative tra cui scegliere necessariamente una sola. Leticia è soprattutto una base logistica, mentre Puerto Nariño è da considerare come luogo dove rallentare e vivere più da vicino il fiume e la foresta.

Leticia


Quale scegliere?

Più che chiedermi quale delle due sia preferibile, nel mio itinerario ho trovato più interessante utilizzarle entrambe per quello che offrivano.

Leticia mi ha permesso di arrivare nell’Amazzonia colombiana e di organizzare gli spostamenti; Amacayacu mi ha portato nella foresta; Puerto Nariño mi ha permesso di vivere il fiume e di raggiungere il lago Tarapoto.

È stata proprio questa successione a rendere il viaggio particolarmente interessante. Non ho trovato un’unica Amazzonia, ma ambienti e modi diversi di viverla, passando progressivamente dalla città alla foresta e poi al piccolo villaggio fluviale.

Se si dispone di tempo sufficiente, quindi, nel mio caso è stato molto più interessante non scegliere tra Leticia e Puerto Nariño, ma inserirle entrambe in un itinerario più ampio. E dopo Amacayacu, proseguire direttamente verso Puerto Nariño è stata la soluzione che mi ha permesso di continuare il viaggio senza interrompere il filo conduttore rappresentato dal Rio delle Amazzoni.

Leticia

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