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I Viaggi di Manuel

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Iquitos, dove comincia l’Amazzonia peruviana

4 Agosto 2026 · Manuel Santoro · Lascia un commento

Arrivare a Iquitos significa entrare in un Perù completamente diverso da quello delle Ande, delle città coloniali e dei grandi siti archeologici. Qui il paesaggio cambia radicalmente: il caldo si fa intenso, l’umidità avvolge ogni cosa e la foresta amazzonica diventa una presenza costante, anche quando non la si vede direttamente.

Sono arrivato a Iquitos con un volo diretto da Lima, lasciandomi alle spalle la costa per ritrovarmi, dopo poche ore, nel cuore dell’Amazzonia peruviana. Il cambiamento si percepisce immediatamente. Iquitos è una città vivace, caotica e rumorosa, dove i mototaxi riempiono le strade e il ritmo della vita è inevitabilmente legato ai fiumi che la circondano.

La sua posizione contribuisce a renderla particolare. Iquitos non è collegata via strada al resto del Perù: per arrivare fin qui le alternative sono essenzialmente l’aereo o un lungo viaggio in barca. Una condizione geografica che ha plasmato l’identità della città e che ancora oggi fa del trasporto fluviale una parte fondamentale della vita quotidiana.

Per molti viaggiatori Iquitos è soprattutto il punto di partenza per escursioni nella foresta e soggiorni nei lodge amazzonici. Io ho scelto un percorso diverso. Ho trascorso alcuni giorni alla scoperta della città, dal mercato e dal quartiere di Belén al Centro de Rescate Amazónico, prima di proseguire il viaggio nella maniera che forse meglio permette di comprendere questo territorio: seguendo il fiume.

Da Iquitos sono infatti partito a bordo di una lancha diretta verso il confine con la Colombia. Tre giorni di navigazione lungo il Rio delle Amazzoni, con una sosta a San Pablo de Loreto, prima di raggiungere Santa Rosa e, infine, Leticia. Iquitos è diventata così non soltanto una tappa del viaggio, ma il punto in cui la strada ha lasciato definitivamente spazio al fiume.

Contenuti del post

  • Come arrivare a Iquitos
    • Arrivare a Iquitos in aereo
    • Arrivare a Iquitos in barca
  • Quanti giorni dedicare a Iquitos
  • Cosa vedere a Iquitos
    • Plaza de Armas e centro storico
    • Malecón Tarapacá
    • Mercado de Belén
    • Puente Nanay
    • I musei di Iquitos
  • Belén: il quartiere sull’acqua di Iquitos
    • La parte bassa di Belén
    • Belén vista dall’acqua
  • CREA – Centro de Rescate Amazónico
  • Cosa fare nei dintorni di Iquitos
    • Navigare sul Rio delle Amazzoni
    • Avvistare i delfini rosa
    • Reserva Nacional Pacaya Samiria
    • Reserva Nacional Allpahuayo-Mishana
    • Isla de los Monos
    • Dormire in un lodge nella foresta
    • Visitare le comunità lungo i fiumi
  • Dove mangiare a Iquitos
    • El Tarrafero: una soluzione economica per pranzo
    • Restaurante Fitzcarraldo: per una cena sul Malecón
    • Cosa mangiare a Iquitos
    • Dove dormire a Iquitos
    • Hospedaje Neydita: economico e piacevole
    • Hotel Aloe Uka: centrale, ma da ammodernare
    • Quale sceglierei?
  • Come muoversi a Iquitos
    • I mototaxi: il simbolo di Iquitos
    • Muoversi a piedi
    • I pittoreschi autobus di Iquitos
    • Dall’aeroporto al centro di Iquitos
    • Il traffico di Iquitos
  • Sicurezza a Iquitos: è una città pericolosa?
    • Attenzione al Mercado de Belén
    • Visitare Belén Bajo
  • Da Iquitos a Leticia in lancha lenta
  • Informazioni pratiche per un viaggio a Iquitos
    • Quando andare a Iquitos
    • Caldo e umidità
    • Zanzare
    • Cosa mettere nello zaino
    • Contanti e bancomat
    • Internet e Wi-Fi
    • Si può bere l’acqua del rubinetto?
    • Come vestirsi
    • Quanti giorni rimanere a Iquitos
    • Lima: la passeggiata sul Pacifico da Miraflores a Barranco
    • Entrata del Corpus Christi a Cusco: tra fede, danza e identità andina
    • Pellegrinaggio al Señor del Qoylloriti: un viaggio tra fede, ghiaccio e sincretismo andino
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Come arrivare a Iquitos

Una delle particolarità di Iquitos è il suo isolamento geografico. Non esistono strade che colleghino la città con Lima o con il resto della rete stradale peruviana: per raggiungerla bisogna necessariamente volare oppure affidarsi alla navigazione fluviale.

Arrivare a Iquitos in aereo

Il modo più semplice e veloce per raggiungere Iquitos è l’aereo. Io sono arrivato con un volo diretto da Lima, soluzione particolarmente comoda considerando le enormi distanze del Perù. Il volo dura meno di due ore e permette di passare in pochissimo tempo dal clima arido della costa alla vegetazione e all’umidità dell’Amazzonia.

I voli atterrano all’Aeropuerto Internacional Coronel FAP Francisco Secada Vignetta, situato a pochi chilometri dal centro di Iquitos. Una volta usciti dal terminal, il mezzo più caratteristico – e praticamente inevitabile – per raggiungere il proprio alloggio è il mototaxi. Conviene concordare il prezzo con il conducente prima di partire.

Iquitos, arrivo all’Aeropuerto Internacional Coronel FAP Francisco Secada Vignetta

Arrivare a Iquitos in barca

Per chi ha più tempo a disposizione, Iquitos può essere raggiunta anche via fiume. È sicuramente l’alternativa più lenta, ma anche quella che permette di entrare gradualmente nell’atmosfera dell’Amazzonia.

Uno dei principali punti di partenza è Yurimaguas, raggiungibile via terra e collegata alla zona di Iquitos attraverso le rotte fluviali che passano generalmente per Nauta. Un’altra possibilità è arrivare da Pucallpa, affrontando diversi giorni di navigazione lungo l’Ucayali e poi verso il Rio delle Amazzoni.

I tempi possono variare notevolmente in base al tipo di imbarcazione, alle condizioni del fiume e alle numerose soste effettuate lungo il percorso. Le tradizionali lanchas trasportano non soltanto passeggeri, ma anche merci di ogni genere e rappresentano ancora oggi un mezzo fondamentale per collegare le comunità amazzoniche.

È un modo di viaggiare che richiede tempo e una certa capacità di adattamento, ma che permette di osservare una dimensione dell’Amazzonia completamente diversa rispetto a quella che si percepisce arrivando in aereo. Nel mio caso ho scelto la lancha per lasciare Iquitos, proseguendo per tre giorni lungo il Rio delle Amazzoni in direzione di Leticia, in Colombia.

Quanti giorni dedicare a Iquitos

Per visitare Iquitos senza partecipare a escursioni di più giorni nella foresta, due o tre giorni sono sufficienti per scoprire i luoghi più interessanti della città con una certa tranquillità.

Io ho utilizzato questo tempo per esplorare soprattutto Iquitos e i suoi dintorni più immediati, senza prendere parte ai classici tour nella giungla. Ho visitato il Mercado de Belén e l’omonimo quartiere, fatto un giro in barca di circa un’ora tra i canali e raggiunto il Centro de Rescate Amazónico (CREA). Il resto del tempo l’ho dedicato semplicemente alla città, camminando per il centro e osservando quella quotidianità amazzonica che, a mio avviso, costituisce una parte importante dell’esperienza.

Iquitos, Mercado de Belén


Con due giorni a disposizione si riescono già a vedere le attrazioni principali, mentre tre giorni permettono di muoversi con maggiore calma e di lasciare spazio a qualche deviazione o a un giro in barca.

Il discorso cambia completamente se Iquitos viene utilizzata come base per esplorare la foresta amazzonica. In questo caso bisogna aggiungere almeno due o tre giorni, e possibilmente di più, per soggiornare in un lodge o partecipare a escursioni lungo i fiumi e nella selva.

Personalmente non ho fatto questo tipo di esperienza durante il mio soggiorno a Iquitos. La mia immersione nell’Amazzonia è proseguita invece in un altro modo: lasciando la città a bordo di una lancha e navigando per tre giorni verso il confine colombiano e Leticia. Per questo, nel mio itinerario, Iquitos è stata allo stesso tempo una destinazione e il punto di partenza per la parte più lenta del viaggio.

Cosa vedere a Iquitos

Iquitos non è una città ricca di monumenti nel senso più classico del termine. Il suo interesse sta soprattutto nell’atmosfera, nei mercati, nell’architettura lasciata dall’epoca del caucciù e, naturalmente, nel rapporto strettissimo con i fiumi e con la foresta amazzonica. Il centro si visita facilmente a piedi, mentre per raggiungere i luoghi più distanti il mezzo più pratico rimane il mototaxi.

Plaza de Armas e centro storico

La Plaza de Armas è il cuore del centro di Iquitos e rappresenta un buon punto di partenza per iniziare a conoscere la città. Intorno alla piazza si trovano alcuni degli edifici più rappresentativi e, soprattutto nelle ore serali, la zona diventa uno dei principali luoghi di ritrovo.

Tra gli edifici più conosciuti spicca la Casa de Fierro, immediatamente riconoscibile per la sua struttura metallica. La sua storia è legata al periodo di grande prosperità vissuto da Iquitos tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando il boom del caucciù trasformò rapidamente la città attirando commercianti e imprenditori.

Sulla piazza si affaccia anche la Iglesia Matriz, la principale chiesa cattolica di Iquitos, caratterizzata dalla torre con l’orologio. Vale poi la pena allontanarsi dalla Plaza de Armas e passeggiare senza un itinerario preciso nelle strade circostanti.

È proprio camminando per il centro che si incontrano diversi edifici risalenti agli anni d’oro del caucciù. Alcuni conservano facciate decorate con azulejos importati dall’Europa, testimonianza della ricchezza raggiunta dalla città in quel periodo. Un passato affascinante, ma anche controverso, considerando che l’espansione dell’industria del caucciù nell’Amazzonia peruviana fu accompagnata dallo sfruttamento e da gravissime violenze nei confronti delle popolazioni indigene.

Iquitos, passeggiando nel centro


Malecón Tarapacá

A poca distanza dalla Plaza de Armas si trova il Malecón Tarapacá, uno dei luoghi più piacevoli per passeggiare nel centro di Iquitos. Si sviluppa lungo il margine della città affacciato verso il sistema fluviale amazzonico e offre una prospettiva completamente diversa rispetto alle strade trafficate del centro.

Il momento migliore per andarci è probabilmente il tardo pomeriggio, quando le temperature iniziano leggermente a diminuire e la luce cambia. Con l’arrivo della sera il Malecón si anima, tra bancarelle, piccoli locali e persone che si ritrovano per passeggiare.

Più che una vera attrazione turistica, è uno di quei luoghi in cui fermarsi semplicemente a osservare ciò che accade intorno.

Iquitos, Malecón Tarapacá al tramonto


Mercado de Belén

Se dovessi indicare uno dei luoghi che più raccontano il carattere di Iquitos, sceglierei sicuramente il Mercado de Belén. È enorme, affollato, rumoroso e a tratti disorientante, ma proprio per questo rappresenta una delle esperienze più interessanti da fare in città.

Tra i banchi si trova praticamente di tutto. Ci sono pesci provenienti dai fiumi amazzonici, carni, frutta tropicale, verdure, spezie e prodotti della foresta difficili da incontrare altrove in Perù. Alcune sezioni sono dedicate alle piante medicinali e ai rimedi tradizionali, con cortecce, radici, erbe e preparazioni utilizzate nella medicina popolare amazzonica.

Visitare il mercato significa immergersi in una quotidianità che ha ben poco di costruito per i turisti. Gli spazi possono essere stretti, il terreno bagnato, il caldo intenso e il continuo movimento di persone e merci rende l’ambiente particolarmente caotico.

Proprio per questo è necessario prestare molta attenzione agli oggetti personali. Durante la mia visita mi sono accorto che qualcuno stava cercando di aprirmi la borsa mentre camminavo tra i banchi. Fortunatamente all’interno non avevo nulla di valore, soltanto una bottiglia d’acqua, ma l’episodio mi ha fatto capire quanto sia facile distrarsi in mezzo alla confusione.

Meglio quindi tenere telefono e macchina fotografica sotto controllo, evitare di mostrare inutilmente oggetti di valore e portare zaini e borse in una posizione che permetta di controllarli facilmente.

Nonostante questo episodio, considero la visita al Mercado de Belén una delle esperienze da non perdere a Iquitos. È un luogo intenso e non sempre facile, ma permette di osservare da vicino una parte autentica della vita quotidiana della città.

Iquitos, Mercado de Belén


Puente Nanay

Decisamente più moderno è il Puente Nanay, diventato in pochi anni uno dei nuovi simboli di Iquitos. Il grande ponte attraversa il fiume Nanay e fa parte del collegamento verso la zona di Bellavista e Santo Tomás.

Al di là dell’importanza infrastrutturale, vale la pena raggiungerlo soprattutto per il paesaggio. Le dimensioni del fiume e l’estensione della vegetazione circostante aiutano a comprendere quanto l’acqua condizioni la geografia di questa parte del Perù.

Il ponte può essere inserito facilmente in un giro verso la zona settentrionale di Iquitos e offre un interessante contrasto con l’immagine più caotica e disordinata del centro cittadino.

Iquitos, Puente Nanay

I musei di Iquitos

Iquitos possiede anche alcuni piccoli musei che possono aiutare ad approfondire la storia della città e delle popolazioni amazzoniche. Sono una buona alternativa soprattutto nelle ore più calde della giornata o se si dispone di qualche giorno in più.

Tra quelli da tenere in considerazione c’è il Museo Amazónico, lungo il Malecón Tarapacá, ospitato in un edificio storico legato al periodo del caucciù. La visita permette di approfondire alcuni aspetti della storia regionale e della presenza delle diverse popolazioni indigene dell’Amazzonia.

Interessante è anche il Museo de Culturas Indígenas Amazónicas, dedicato alle culture dei numerosi popoli che abitano il bacino amazzonico. Attraverso oggetti, abiti, strumenti e manufatti permette di avere una prima introduzione alla straordinaria diversità culturale della regione.

Non considererei i musei il motivo principale per visitare Iquitos, ma possono essere utili per dare un contesto a ciò che si osserva successivamente nei mercati, lungo i fiumi e nelle comunità dell’Amazzonia.

Iquitos, Museo Amazónico


Belén: il quartiere sull’acqua di Iquitos

Se il mercato rappresenta uno dei volti più intensi di Iquitos, proseguendo verso la parte bassa di Belén si entra in una realtà ancora diversa. È probabilmente uno dei luoghi che più mi hanno colpito durante la permanenza in città, ma è importante avvicinarsi a questo quartiere senza considerarlo semplicemente un’attrazione turistica.

Belén è infatti una delle zone più povere di Iquitos e le condizioni di vita di molte famiglie sono difficili. La precarietà delle abitazioni, i problemi legati alla gestione dei rifiuti e la mancanza di alcuni servizi essenziali fanno parte della quotidianità del quartiere. Visitandolo ci si trova quindi davanti non a una ricostruzione pensata per i viaggiatori, ma a un luogo abitato, con tutte le sue contraddizioni.

La parte bassa di Belén

La zona più particolare è la parte bassa del quartiere, conosciuta come Belén Bajo. Qui la vita degli abitanti è completamente condizionata dalle variazioni stagionali del livello dell’acqua.

Molte case sono costruite in legno, alcune su alte palafitte, altre su strutture pensate per adattarsi alle piene. Il paesaggio cambia sensibilmente nel corso dell’anno. Durante la stagione delle piogge l’acqua invade ampie porzioni del quartiere e quelle che nei mesi più asciutti sono strade e passaggi diventano veri e propri canali.

Nella stagione più secca, con il progressivo abbassamento delle acque, riemergono invece terreni e percorsi che possono essere attraversati a piedi. È proprio questa continua trasformazione a rendere Belén così particolare: qui il confine tra terraferma e fiume non è mai definitivo.

Camminando nella parte bassa si osservano abitazioni molto semplici, piccoli negozi, bambini che giocano e persone impegnate nelle attività quotidiane. Le barche non sono soltanto un mezzo di trasporto, ma un elemento essenziale della vita del quartiere.

È anche una zona in cui consiglio di muoversi con una certa prudenza, soprattutto se ci si allontana dalle aree più frequentate. Meglio evitare di mostrare oggetti di valore e informarsi sul posto prima di addentrarsi autonomamente nelle parti meno conosciute.

Iquitos, Belén Bajo


Belén vista dall’acqua

Uno dei modi migliori per comprendere il rapporto tra Belén e l’acqua è osservarla direttamente dal fiume. Durante la mia visita ho fatto un giro in barca di circa un’ora, partendo dalla zona bassa del quartiere.

Lasciate alle spalle le parti raggiungibili a piedi, la prospettiva cambia rapidamente. Dalla barca si passa accanto alle case in legno e alle palafitte, osservando da vicino una quotidianità organizzata intorno all’acqua.

Piccole imbarcazioni si spostano tra le abitazioni trasportando persone e merci, mentre lungo le rive si alternano case, vegetazione e spazi utilizzati dagli abitanti per le attività di tutti i giorni. In alcuni punti la distinzione tra un canale e una strada sembra quasi perdere significato.

Navigando lentamente si comprende meglio anche l’ingegnosità con cui le abitazioni sono state adattate a un ambiente che cambia continuamente. Le palafitte permettono alle case di resistere all’innalzamento delle acque, mentre le barche consentono di mantenere i collegamenti quando intere zone diventano impraticabili a piedi.

Il giro dura appena un’ora, ma è sufficiente per allontanarsi dal caos del mercato e vedere un volto completamente differente di Belén. Più che un’escursione panoramica, per me è stato soprattutto un modo per osservare quanto profondamente la vita quotidiana di questa parte di Iquitos sia legata al ritmo del fiume.

Belén lascia sensazioni contrastanti. Da una parte affascinano le case sull’acqua, le barche e un modo di vivere sviluppatosi in simbiosi con l’ambiente amazzonico; dall’altra sono evidenti le difficili condizioni sociali e ambientali in cui vive una parte della popolazione. Ed è proprio tenendo insieme questi due aspetti, senza trasformare la povertà in qualcosa di folkloristico, che credo abbia senso visitare e raccontare questo quartiere.

Iquitos, Belén vista dall’acqua


CREA – Centro de Rescate Amazónico

Tra i luoghi che ho visitato durante la permanenza a Iquitos c’è anche il CREA – Centro de Rescate Amazónico, una realtà dedicata alla protezione della fauna dell’Amazzonia e, in particolare, al recupero di animali vittime del commercio illegale, della cattività o di altre situazioni che ne impediscono temporaneamente il ritorno in natura.

Il centro si trova fuori dal cuore di Iquitos, lungo la strada che conduce verso Nauta, ed è facilmente raggiungibile con un mototaxi. Può quindi essere visitato anche senza partecipare a un’escursione organizzata e rappresenta una piacevole deviazione rispetto al caos del centro cittadino.

Il CREA è conosciuto soprattutto per il suo lavoro con i lamantini amazzonici, una delle specie più caratteristiche e allo stesso tempo vulnerabili dell’Amazzonia. In passato molti esemplari, soprattutto giovani, sono stati catturati illegalmente per essere tenuti come animali domestici o sono rimasti vittime della caccia. Il lavoro del centro non consiste semplicemente nell’ospitarli, ma punta, quando possibile, alla loro riabilitazione e successiva reintroduzione nell’ambiente naturale.

Durante la visita si possono conoscere anche altre specie della fauna amazzonica recuperate dal centro. Più che la quantità di animali presenti, però, trovo interessante il messaggio alla base del progetto: far comprendere le conseguenze del traffico di fauna selvatica e l’importanza della conservazione degli ecosistemi amazzonici.

Una parte del percorso permette inoltre di entrare maggiormente in contatto con la vegetazione locale. Ci si allontana così, almeno per un momento, dal rumore continuo dei mototaxi e dal traffico di Iquitos per ritrovarsi in un ambiente decisamente più verde.

La visita non richiede un’intera giornata e può essere facilmente inserita in un soggiorno di due o tre giorni in città. Nel mio caso è stata anche un’interessante introduzione alla biodiversità dell’Amazzonia prima di proseguire il viaggio lungo il fiume.

Consiglio comunque di controllare prima della visita gli orari di apertura e le modalità di ingresso, che possono cambiare nel tempo. È inoltre importante considerare il CREA per quello che realmente è: non uno zoo, ma un centro che lavora per il recupero, la sensibilizzazione e, quando le condizioni lo permettono, il ritorno degli animali alla vita selvatica.

CREA – Centro de Rescate Amazónico


Cosa fare nei dintorni di Iquitos

Iquitos è soprattutto una delle principali porte d’accesso all’Amazzonia peruviana e molti viaggiatori arrivano fin qui proprio per lasciare la città e trascorrere qualche giorno nella foresta. Le possibilità sono numerose, dalle semplici escursioni giornaliere ai soggiorni di più giorni in lodge raggiungibili esclusivamente in barca.

Personalmente non ho partecipato a escursioni nella giungla partendo da Iquitos, perché ho preferito dedicare il tempo alla città e proseguire successivamente lungo il Rio delle Amazzoni in lancha verso la Colombia. Segnalo comunque alcune delle esperienze più conosciute per chi vuole esplorare i dintorni.

Navigare sul Rio delle Amazzoni

Una delle esperienze più semplici da organizzare è un’escursione in barca lungo il Rio delle Amazzoni e i suoi affluenti. Esistono uscite di poche ore e itinerari di una giornata intera, spesso combinati con visite a comunità, brevi passeggiate nella foresta e osservazione della fauna.

Al di là delle escursioni organizzate, navigare è probabilmente il modo migliore per comprendere la geografia di questa regione. Le strade hanno un ruolo secondario e sono i fiumi a costituire le vere vie di comunicazione dell’Amazzonia.

Avvistare i delfini rosa

Tra gli animali simbolo dell’Amazzonia c’è il delfino rosa, o boto, che vive nelle acque del grande bacino amazzonico. Diverse escursioni da Iquitos includono la navigazione nelle zone dove è più frequente incontrarlo.

Naturalmente si tratta di animali selvatici e l’avvistamento non può essere garantito. Nella scelta dell’escursione preferirei inoltre operatori che mantengano le distanze dagli animali e non propongano interazioni invasive.

Reserva Nacional Pacaya Samiria

Per chi dispone di più giorni, una delle destinazioni più importanti è la Reserva Nacional Pacaya Samiria, una gigantesca area naturale protetta caratterizzata da foresta allagata, fiumi, lagune e un’eccezionale biodiversità.

La riserva si trova a una certa distanza da Iquitos e richiede quindi più tempo rispetto alle classiche escursioni giornaliere. Molti itinerari prevedono diversi giorni tra spostamenti in barca, escursioni nella foresta e pernottamenti all’interno o nelle vicinanze dell’area protetta.

È una soluzione da prendere in considerazione soprattutto se l’obiettivo principale del viaggio a Iquitos è vivere un’esperienza più immersiva nella natura amazzonica.

Reserva Nacional Allpahuayo-Mishana

Più vicina alla città si trova la Reserva Nacional Allpahuayo-Mishana, interessante soprattutto per la particolare biodiversità delle sue foreste e per la presenza di numerose specie di uccelli.

Rispetto a Pacaya Samiria è più semplice da inserire in un soggiorno breve a Iquitos e può rappresentare una buona scelta per chi vuole conoscere un ambiente naturale amazzonico senza affrontare diversi giorni di navigazione.

Isla de los Monos

Un’altra escursione conosciuta è quella verso la Isla de los Monos, un progetto che ospita primati amazzonici recuperati da situazioni di cattività o dal traffico illegale di animali.

Prima di visitare centri di questo genere consiglio sempre di informarsi sul progetto e sulle modalità con cui vengono gestiti gli animali, privilegiando realtà realmente impegnate nel recupero e nella conservazione ed evitando strutture che utilizzano la fauna principalmente come attrazione fotografica.

Dormire in un lodge nella foresta

Chi vuole andare oltre l’escursione giornaliera può trascorrere due o più notti in un lodge amazzonico. Le strutture sono generalmente raggiungibili in barca e propongono attività come passeggiate diurne e notturne nella foresta, navigazioni sui fiumi, birdwatching e osservazione della fauna.

La qualità e soprattutto l’approccio delle strutture possono essere molto differenti. Prima di prenotare controllerei non soltanto il prezzo e le attività incluse, ma anche la posizione effettiva del lodge, il numero di partecipanti alle escursioni e l’attenzione riservata alla fauna e alle comunità locali.

Visitare le comunità lungo i fiumi

Numerosi tour includono infine la visita a comunità indigene o piccoli villaggi amazzonici. È forse una delle esperienze che richiede maggiore attenzione nella scelta dell’operatore.

Una visita può essere interessante quando nasce da una collaborazione reale con la comunità e porta un beneficio economico diretto agli abitanti. Eviterei invece le esperienze eccessivamente costruite intorno al turista, nelle quali usi, abiti e tradizioni vengono trasformati in una semplice rappresentazione folkloristica.

Dove mangiare a Iquitos

La cucina è un altro modo per avvicinarsi all’Amazzonia peruviana. A Iquitos si trovano ristoranti di ogni livello, dai piccoli locali che a pranzo propongono economici menú del día fino a ristoranti più curati e frequentati anche dai turisti. Durante il mio soggiorno ho provato entrambe le alternative.

El Tarrafero: una soluzione economica per pranzo

Per mangiare spendendo poco mi sono trovato bene da El Tarrafero, un locale semplice che ho scelto per il pranzo. Si trova in Calle Morona, non troppo distante dal centro, ed è una buona soluzione se si cerca qualcosa di più quotidiano rispetto ai ristoranti maggiormente orientati ai turisti.

A pranzo vengono proposti menù economici, la classica formula molto diffusa in Perù che consente di mangiare un pasto completo spendendo poco. È proprio il genere di posto che preferisco durante il giorno: semplice, senza particolari pretese e con prezzi contenuti.

Restaurante Fitzcarraldo: per una cena sul Malecón

Per la sera ho invece provato il Restaurante Fitzcarraldo, situato nei pressi del Malecón e della Plaza de Armas. L’ambiente è decisamente più curato e turistico rispetto ai piccoli ristoranti frequentati durante il giorno e, di conseguenza, anche i prezzi sono più alti.

Il menù combina cucina peruviana e amazzonica con proposte internazionali. Il nome del ristorante è un omaggio a Fitzcarraldo, il celebre film di Werner Herzog girato anche a Iquitos all’inizio degli anni Ottanta.

È una scelta che consiglierei soprattutto per la cena, magari dopo una passeggiata sul Malecón, quando si ha voglia di fermarsi in un ambiente più tranquillo e curato.

Iquitos, Restaurante Fitzcarraldo

Cosa mangiare a Iquitos

Vale la pena approfittare del soggiorno per assaggiare alcuni dei piatti tipici dell’Amazzonia peruviana. Uno dei più famosi è il juane, preparato generalmente con riso, pollo, uovo e spezie, il tutto avvolto nelle foglie di bijao e cotto. La forma compatta e l’involucro lo rendevano tradizionalmente anche un alimento pratico da trasportare durante gli spostamenti nella foresta.

Nel mio caso il juane è stato particolarmente presente perché sono capitato a Iquitos proprio durante la Festa di San Juan, una delle celebrazioni più importanti dell’Amazzonia peruviana. Si festeggia il 24 giugno e in quei giorni il juane diventa praticamente onnipresente. Famiglie, mercati e ristoranti ne preparano grandi quantità e il piatto è uno dei simboli della festa.

Trovarmi a Iquitos proprio durante San Juan mi ha permesso quindi di assaggiarlo non semplicemente come una specialità regionale proposta ai visitatori, ma nel momento dell’anno in cui è maggiormente legato alla vita e alle tradizioni locali.

Un altro grande classico è il tacacho con cecina, preparato con platano verde arrostito e schiacciato, generalmente accompagnato da carne di maiale affumicata o essiccata. Molto diffusa è anche la patarashca, pesce condito con erbe e aromi, avvolto in foglie e cotto alla brace.

Il pesce di fiume occupa naturalmente un posto importante nella gastronomia locale, mentre tra gli ingredienti caratteristici si trova la chonta, il cuore di palma, spesso utilizzata nelle insalate.

Da non dimenticare infine la frutta amazzonica e i succhi freschi. Camu camu, aguaje, cocona e altri frutti meno conosciuti fuori dall’Amazzonia compaiono frequentemente nei mercati e nei locali della città. Anche attraverso questi sapori Iquitos riesce a mostrare quanto sia distante, geograficamente e culturalmente, dal Perù andino che molti viaggiatori conoscono meglio.

Dove dormire a Iquitos

Durante la mia permanenza a Iquitos ho dormito in due strutture differenti, entrambe economiche ma con caratteristiche abbastanza diverse: Hospedaje Neydita, dove sono rimasto per due notti, e Hotel Aloe Uka, scelto invece per l’ultima notte. La mia esperienza è stata complessivamente migliore nella prima struttura, anche se entrambe presentano alcuni aspetti da considerare.

Hospedaje Neydita: economico e piacevole

Per le prime due notti ho scelto l’Hospedaje Neydita, in Calle Morona, affacciato su Plaza Sargento Lores. Non si trova esattamente nel cuore turistico di Iquitos, ma la Plaza de Armas è raggiungibile tranquillamente a piedi: personalmente impiegavo circa 15 minuti.

La struttura è semplice ed economica, ma nel complesso piacevole. Ci sono spazi comuni e un’atmosfera rilassata che ho apprezzato durante il soggiorno.

La mia camera, invece, presentava qualche limite. Era piuttosto scura e si percepiva un certo odore di umidità. Una particolarità era la disposizione della doccia, collocata fuori dal bagno vero e proprio e direttamente all’interno della camera, una soluzione che probabilmente contribuiva all’umidità dell’ambiente.

Anche la pulizia, almeno nella camera che mi è stata assegnata, potrebbe essere migliorata leggermente. Sono aspetti da tenere in considerazione, ma nel complesso mi sono trovato bene e considero l’Hospedaje Neydita una soluzione valida per chi cerca una sistemazione semplice senza spendere troppo. La struttura dispone inoltre di Wi-Fi e di spazi comuni con cucina.

Iquitos, Hospedaje Neydita


Hotel Aloe Uka: centrale, ma da ammodernare

Per l’ultima notte mi sono invece spostato all’Hotel Aloe Uka, in Calle Condamine. Il suo principale vantaggio è sicuramente la posizione molto centrale, comoda per raggiungere a piedi Plaza de Armas, il Malecón e buona parte dei luoghi di interesse del centro di Iquitos.

Un altro punto a favore è stata la presenza dell’aria condizionata, tutt’altro che secondaria considerando il caldo e soprattutto l’umidità di Iquitos.

Ho apprezzato inoltre la disponibilità del personale. Il giorno della partenza mi hanno gentilmente consentito di mantenere la camera oltre il normale orario di check-out, cosa che mi è stata particolarmente utile prima di lasciare la città.

La camera, tuttavia, non mi ha entusiasmato. Era piccola e avrebbe bisogno di essere ammodernata, sia negli arredi sia nell’aspetto generale. Non l’ho trovata particolarmente attraente e, anche in questo caso, ritengo che la pulizia potrebbe essere migliorata.

Ho riscontrato inoltre un certo odore di fumo e al mattino la camera risultava piuttosto rumorosa a causa dei motori degli impianti di climatizzazione.

La posizione e l’aria condizionata sono quindi i principali punti di forza dell’Hotel Aloe Uka, mentre chi cerca una sistemazione particolarmente curata potrebbe rimanere deluso. L’hotel dispone comunque di Wi-Fi e reception aperta 24 ore su 24.

Iquitos, Hotel Aloe Uka

Quale sceglierei?

Dovendo scegliere nuovamente tra le due, tornerei probabilmente all’Hospedaje Neydita. Pur trovandosi leggermente più lontano dal centro e nonostante alcuni difetti della mia camera, ho trovato l’ambiente complessivamente più piacevole.

L’Hotel Aloe Uka può invece essere interessante soprattutto per chi dà priorità alla posizione centrale e all’aria condizionata, magari per un soggiorno breve o per un’ultima notte prima di proseguire il viaggio.

Come muoversi a Iquitos

Muoversi a Iquitos è piuttosto semplice. Il centro non è particolarmente grande e molte delle zone di interesse possono essere raggiunte a piedi, mentre per le distanze maggiori il mezzo di trasporto per eccellenza è il mototaxi, chiamato anche motocarro.

I mototaxi: il simbolo di Iquitos

È praticamente impossibile immaginare Iquitos senza i suoi mototaxi. Sono ovunque, a qualsiasi ora, e costituiscono uno degli elementi più caratteristici della città. Si tratta di motociclette a tre ruote con una piccola cabina posteriore coperta destinata ai passeggeri.

Trovarne uno è semplicissimo: generalmente basta fermarsi sul bordo della strada e aspettare pochi istanti. Sono economici e particolarmente comodi per raggiungere rapidamente quartieri e luoghi troppo distanti per andarci a piedi.

Ma hanno anche un’altra caratteristica impossibile da ignorare: il rumore. Il continuo passaggio dei mototaxi crea un sottofondo quasi ininterrotto di motori, soprattutto nelle strade più trafficate del centro. È una delle prime cose che ho notato arrivando a Iquitos e, nel bene e nel male, finisce per diventare parte dell’identità della città.

Non esiste normalmente un tassametro: il prezzo viene concordato direttamente con il conducente prima della partenza. Il mio consiglio è quindi quello di chiedere sempre quanto costa la corsa prima di salire, soprattutto per le distanze maggiori.

Come riferimento, per una breve corsa nel centro si possono considerare indicativamente 3-5 soles, mentre dall’aeroporto alla zona centrale il mototaxi può costare intorno agli 8-12 soles. Le tariffe possono naturalmente cambiare e dipendono dalla distanza, dall’orario e dalla capacità di contrattazione, quindi prendete queste cifre soltanto come riferimento.

Iquitos, mototaxi

Muoversi a piedi

Per visitare il centro di Iquitos, camminare rimane secondo me la soluzione migliore. Plaza de Armas, Malecón Tarapacá e molte delle strade con gli edifici dell’epoca del caucciù si trovano a poca distanza tra loro.

Anche dal mio Hospedaje Neydita raggiungevo il cuore della città in circa 15 minuti a piedi.

Bisogna però fare i conti con il clima. Caldo e soprattutto umidità possono rendere faticose anche distanze relativamente brevi nelle ore centrali della giornata. In questi casi, considerando il costo ridotto dei mototaxi, spesso vale la pena utilizzarne uno anche soltanto per pochi chilometri.

I pittoreschi autobus di Iquitos

Tra le immagini più curiose delle strade di Iquitos ci sono anche i suoi vecchi autobus urbani, piccoli mezzi dall’aspetto decisamente vintage, spesso colorati e con le destinazioni dipinte sulla carrozzeria. In mezzo alla marea di mototaxi che domina il traffico cittadino, è impossibile non notarli. Alcuni sembrano appartenere a un’altra epoca e contribuiscono all’atmosfera particolare della città. Le linee collegano il centro con diversi quartieri periferici e rappresentano una soluzione molto economica per spostarsi, anche se per un viaggiatore il sistema dei mototaxi rimane decisamente più immediato e intuitivo.

Iquitos, autobus

Dall’aeroporto al centro di Iquitos

L’Aeropuerto Internacional Coronel FAP Francisco Secada Vignetta si trova a circa 7 chilometri dal centro. All’uscita dell’aeroporto si trovano facilmente mototaxi e taxi con cui raggiungere il proprio hotel. Il tragitto richiede generalmente una ventina di minuti, a seconda del traffico.

Il mototaxi è l’alternativa più economica, con una tariffa indicativa di circa 8-12 soles per il centro, mentre per un taxi in automobile si possono considerare orientativamente 20-30 soles. Se si viaggia con valigie ingombranti, sotto una pioggia intensa o semplicemente si desidera maggiore comodità, quest’ultima soluzione può essere preferibile.

Anche in aeroporto consiglio di chiedere e concordare chiaramente il prezzo prima di partire.

Il traffico di Iquitos

Nonostante l’isolamento geografico e l’assenza di collegamenti stradali con il resto del Perù, Iquitos è tutt’altro che una città senza traffico.

Nelle vie principali la quantità di motociclette e mototaxi può essere sorprendente. Agli incroci si formano file di mezzi a tre ruote che ripartono contemporaneamente producendo quel caratteristico frastuono di motori che accompagna praticamente ogni passeggiata.

All’inizio può sembrare caotico, ma dopo qualche giorno ci si abitua. In fondo anche questo fa parte dell’esperienza di Iquitos: una città isolata nel cuore dell’Amazzonia dove, paradossalmente, uno dei ricordi più persistenti è proprio il rumore del traffico.umore onnipresente dei mototaxi, uno degli elementi più caratteristici della città.

Sicurezza a Iquitos: è una città pericolosa?

Durante il mio soggiorno non mi sono sentito particolarmente in pericolo a Iquitos, soprattutto nelle zone centrali e più frequentate. Come in molte altre città del Perù, però, è opportuno adottare alcune normali precauzioni, soprattutto nei mercati, nelle strade molto affollate e quando ci si allontana dalle aree maggiormente frequentate.

La zona intorno alla Plaza de Armas e al Malecón è generalmente molto animata, anche la sera. Questo non significa abbassare completamente la guardia: eviterei comunque di mostrare grandi quantità di denaro, tenere lo smartphone inutilmente in mano o portare oggetti di valore troppo in vista.

Le autorità internazionali consigliano in generale maggiore cautela in Perù a causa della criminalità comune, che comprende soprattutto furti e rapine. Anche a Iquitos negli ultimi anni sono state rafforzate alcune operazioni di sicurezza e controllo del territorio.

Attenzione al Mercado de Belén

Il luogo in cui presterei maggiore attenzione è sicuramente il Mercado de Belén. Il problema principale per un viaggiatore è rappresentato soprattutto dai furti opportunistici favoriti dalla confusione.

L’ho sperimentato personalmente. Mentre camminavo tra i banchi mi sono accorto che qualcuno stava aprendo la mia borsa. Fortunatamente all’interno avevo lasciato soltanto una bottiglia d’acqua e quindi non è successo nulla, ma è stato un buon promemoria di quanto sia facile non accorgersi di quello che succede alle proprie spalle quando si è distratti dal mercato.

Da quel momento ho prestato ancora più attenzione. Se visitate Belén, consiglio di tenere lo zaino davanti o comunque sotto controllo, mettere telefono e portafoglio in tasche difficilmente accessibili e portare con sé soltanto il denaro necessario. Eviterei anche gioielli, orologi costosi e attrezzatura fotografica troppo appariscente.

Iquitos, Mercado de Belén


Visitare Belén Bajo

Un po’ di cautela in più è consigliabile entrando nella parte bassa di Belén, soprattutto allontanandosi dal mercato e dalle zone più frequentate.

Io l’ho visitata e considero l’esperienza molto interessante, in particolare abbinandola al giro in barca tra le abitazioni e i canali. Tuttavia, non conoscendo il quartiere, eviterei di avventurarmi senza una direzione precisa nelle zone più isolate.

Se non ci si sente tranquilli, una soluzione semplice è farsi accompagnare da una persona del posto o da una guida, soprattutto per esplorare Belén Bajo. Non è indispensabile trasformare la visita in un tour organizzato, ma avere qualcuno che conosca il quartiere può rendere l’esperienza più serena.

In generale, quindi, non credo ci sia motivo di vivere Iquitos con particolare apprensione. La mia esperienza è stata positiva e ho girato buona parte della città senza problemi. L’unico episodio spiacevole è avvenuto proprio nel luogo in cui era più facile aspettarselo, nel caos del Mercado de Belén. Attenzione agli oggetti personali, un po’ di prudenza e buon senso sono stati sufficienti per vivere tranquillamente il resto del soggiorno.

Iquitos, Belén Bajo


Da Iquitos a Leticia in lancha lenta

Il mio viaggio a Iquitos non si è concluso con un volo di ritorno verso Lima. Ho scelto di proseguire via fiume fino a Leticia, in Colombia, viaggiando per circa tre giorni sulle lanchas locali lungo il Rio delle Amazzoni.

Da Iquitos ho navigato verso San Pablo de Loreto, dove ho fatto una sosta prima di ripartire in direzione di Santa Rosa, ultimo avamposto peruviano prima del confine. A bordo, tra amache, pasti semplici, merci e continue fermate nei villaggi lungo il fiume, ho potuto osservare da vicino una delle principali forme di trasporto dell’Amazzonia.

Arrivato a Santa Rosa ho effettuato le formalità di uscita dal Perù e preso una piccola barca per attraversare il fiume e raggiungere Leticia, in Colombia.

Più che un semplice trasferimento, è stato un viaggio nel viaggio, lento e spartano, seguendo per tre giorni il corso del Rio delle Amazzoni.

Ho raccontato itinerario, costi, lanchas, vita a bordo, sosta a San Pablo e passaggio della frontiera nell’articolo dedicato al viaggio da Iquitos a Leticia in lancha lenta.

Informazioni pratiche per un viaggio a Iquitos

Prima di partire per Iquitos è utile tenere presente che ci si trova nel cuore dell’Amazzonia: caldo, elevata umidità e piogge fanno parte del viaggio in qualsiasi periodo dell’anno. Con qualche accorgimento, però, organizzarsi è piuttosto semplice.

Quando andare a Iquitos

Iquitos può essere visitata durante tutto l’anno. Le temperature cambiano relativamente poco, mentre a variare maggiormente sono le precipitazioni e soprattutto il livello dei fiumi.

Indicativamente, da novembre ad aprile/maggio le piogge sono più frequenti e il livello delle acque aumenta. È il periodo in cui molte zone della foresta vengono allagate e gli spostamenti in barca permettono di raggiungere aree che nella stagione più asciutta presentano caratteristiche differenti.

Tra giugno e ottobre le precipitazioni tendono a diminuire e il livello dei fiumi progressivamente si abbassa. Non significa però trovare un clima secco: siamo pur sempre in Amazzonia e un acquazzone può arrivare in qualsiasi momento.

Io sono stato a Iquitos nel mese di giugno, proprio in coincidenza con la Festa di San Juan.

Caldo e umidità

Più delle temperature in sé, è l’umidità elevata a farsi sentire. Durante il giorno il caldo può risultare pesante, soprattutto camminando nelle ore centrali.

Una struttura con aria condizionata può quindi fare la differenza, anche se non è indispensabile. Ventilatore, docce frequenti e abbigliamento leggero aiutano parecchio ad adattarsi al clima.

Zanzare

Le zanzare sono una presenza da mettere in conto, soprattutto vicino ai corsi d’acqua, nella vegetazione e durante le ore serali.

Porterei con me un buon repellente, oltre a pantaloni lunghi e una camicia leggera a maniche lunghe da utilizzare soprattutto al tramonto e durante eventuali escursioni fuori città. Se si prevede di trascorrere diversi giorni nella foresta, la protezione dagli insetti diventa ancora più importante.

Cosa mettere nello zaino

Non serve un equipaggiamento particolarmente sofisticato per visitare la città. Consiglio però di portare vestiti leggeri e traspiranti, repellente per insetti, crema solare, cappello, occhiali da sole e una giacca impermeabile leggera o un poncho.

Utili anche una sacca impermeabile o delle semplici protezioni per telefono, documenti e dispositivi elettronici, soprattutto se si prevedono spostamenti in barca.

Per le scarpe sceglierei qualcosa di leggero e comodo, tenendo presente che pioggia, fango e pozzanghere sono piuttosto comuni.

Contanti e bancomat

A Iquitos si trovano banche e sportelli ATM, soprattutto nella zona centrale, quindi prelevare denaro non è particolarmente complicato.

Conviene comunque avere sempre con sé una certa quantità di soles in contanti, possibilmente anche banconote di piccolo taglio. Sono utili per mototaxi, mercati, piccoli ristoranti, barche e acquisti quotidiani, dove il pagamento con carta non è sempre disponibile.

Se si prosegue verso villaggi o zone più remote lungo il fiume, è ancora più importante prelevare il necessario prima di lasciare Iquitos.

Internet e Wi-Fi

La connessione internet in città è generalmente disponibile e molti hotel, hospedajes, ristoranti e locali offrono il Wi-Fi. La qualità può però essere variabile e non bisogna aspettarsi sempre la stessa velocità o stabilità delle principali città peruviane.

Per avere maggiore autonomia può essere utile acquistare una SIM peruviana con traffico dati, soprattutto se si rimane diversi giorni.

Fuori da Iquitos e navigando lungo il Rio delle Amazzoni, invece, la copertura può diventare molto più irregolare o scomparire completamente.

Si può bere l’acqua del rubinetto?

Meglio non bere l’acqua del rubinetto. Durante il soggiorno ho utilizzato acqua imbottigliata, facilmente reperibile praticamente ovunque in città.

Con il caldo e l’umidità di Iquitos si beve molto più del normale, quindi consiglio di avere sempre una bottiglia d’acqua con sé durante le visite.

Come vestirsi

Per Iquitos sceglierei un abbigliamento il più possibile leggero, comodo e traspirante. T-shirt, pantaloni leggeri e bermuda sono sufficienti per girare in città.

Per la sera, le escursioni in barca e soprattutto eventuali attività nella foresta sono invece preferibili pantaloni lunghi e maniche lunghe leggere, principalmente per proteggersi dagli insetti.

Non dimenticherei inoltre qualcosa di impermeabile: in Amazzonia un cielo apparentemente tranquillo può trasformarsi rapidamente in un acquazzone.

Quanti giorni rimanere a Iquitos

Se l’obiettivo è conoscere esclusivamente la città, due o tre giorni sono sufficienti per visitare il centro, Belén, il mercato, il CREA e fare un giro in barca.

Bisogna invece prevedere almeno qualche giorno in più se si vuole utilizzare Iquitos come base per un’esperienza nella foresta, pernottare in un lodge o raggiungere aree naturali più lontane.

Nel mio caso ho preferito dedicare pochi giorni alla città e continuare poi l’esplorazione dell’Amazzonia in maniera diversa, partendo in lancha lungo il fiume verso Leticia.

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