
Il Parco Nacional Natural Amacayacu è stata una delle tappe del mio viaggio nell’Amazzonia colombiana che più desideravo vivere per entrare davvero in contatto con la selva. Dopo aver esplorato Leticia, ho lasciato la città per addentrarmi in un ambiente completamente diverso, dove il Río Amazonas diventa la principale via di comunicazione e la foresta prende progressivamente il sopravvento sul paesaggio.
La mia idea iniziale era di trascorrere due notti ad Amacayacu, vivendo per qualche giorno a stretto contatto con la natura e con una delle comunità locali. Non cercavo comodità o strutture particolarmente confortevoli: volevo soprattutto sperimentare un’Amazzonia più autentica, lontana dalle esperienze organizzate per il turismo di massa e capire, anche se solo per un breve periodo, cosa significhi vivere in un villaggio immerso nella foresta.
Per questa esperienza avevo scelto l’Hospedaje Kowapana, una semplice struttura a conduzione familiare immersa nella natura e nel cuore del villaggio di Amacayacu. Sapevo quindi di dover rinunciare a molti dei comfort a cui siamo abituati, ma era proprio questo uno degli aspetti che mi interessava maggiormente: lasciarmi alle spalle, almeno per qualche giorno, la normalità e adattarmi ai ritmi e alle condizioni della selva.
Quello che avevo immaginato, però, si sarebbe rivelato un po’ diverso dalla realtà. La foresta amazzonica è affascinante, ma è anche un ambiente esigente, nel quale caldo, umidità, insetti e condizioni molto semplici fanno parte dell’esperienza. E alla fine, quella che doveva essere una permanenza di due notti si sarebbe conclusa con una partenza anticipata verso Puerto Nariño.
Prima di raccontare la mia esperienza, però, vale la pena capire meglio dove si trova Amacayacu, cosa rende così speciale questo territorio e perché il parco rappresenta una delle aree più importanti dell’Amazzonia colombiana.
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Dove si trova il Parco Amacayacu
Il Parque Nacional Natural Amacayacu si trova nel dipartimento colombiano dell’Amazonas, nell’estremo sud del Paese, all’interno del Trapecio Amazónico, quella particolare porzione di territorio colombiano incuneata tra Perù e Brasile. È un’area in cui i confini politici contano poco di fronte alla vastità della foresta: qui il Río Amazonas rappresenta da sempre una delle principali vie di comunicazione e collega città, villaggi e comunità distribuiti lungo le sue rive.
Il parco si trova tra i territori dei municipi di Leticia e Puerto Nariño e si estende per ben 267.241 ettari. Istituito nel 1975 e ampliato nel 1987, è una delle più importanti aree protette dell’Amazzonia colombiana. Al suo interno si trovano diversi ecosistemi, dalla foresta di terraferma alle aree periodicamente inondate, dalle paludi alle lagune e ai numerosi corsi d’acqua che attraversano la foresta. Una superficie immensa, nella quale la presenza umana è strettamente legata al fiume e alla foresta.
Per arrivare ad Amacayacu, il principale punto di riferimento è Leticia, la capitale del dipartimento dell’Amazonas e la porta d’ingresso più importante all’Amazzonia colombiana. La città è collegata con Bogotá attraverso voli di linea, ma può essere raggiunta anche via fiume. È proprio questa la modalità con cui sono arrivato io in Colombia: dopo aver viaggiato in Perù, ho raggiunto Leticia partendo da Iquitos in lancha lenta, navigando per diversi giorni sul Río Amazonas e attraversando alcuni degli angoli più remoti dell’Amazzonia. Ho raccontato questo viaggio nel dettaglio nell’articolo Da Iquitos a Leticia in lancha lenta.
Arrivati a Leticia, per proseguire verso Amacayacu bisogna ancora affidarsi al fiume. Dal porto partono le lanchas rápidas dirette verso Puerto Nariño, che effettuano fermate lungo il percorso presso alcune delle comunità che sorgono sulle rive del Río Amazonas. Tra queste ci sono Mocagua e, attraverso la bocana del río Amacayacu, il territorio della comunità di San Martín de Amacayacu. Il viaggio dura generalmente tra un’ora e un’ora e mezza, a seconda della destinazione e delle condizioni del fiume.
Puerto Nariño si trova a poca distanza dal parco ed è un altro punto fondamentale per esplorare questa parte dell’Amazzonia. Per questo motivo, Leticia, Puerto Nariño e le comunità indigene lungo il fiume sono spesso inseriti nello stesso itinerario di viaggio, anche se offrono esperienze molto diverse tra loro. Nel mio caso, Amacayacu è stata proprio la tappa intermedia tra Leticia e Puerto Nariño.
La particolarità di Amacayacu è quindi evidente già osservando la sua posizione sulla mappa: non esiste un’unica strada per entrare nel parco e non c’è un solo ingresso turistico. È un territorio vastissimo, attraversato da fiumi e abitato da comunità che mantengono un rapporto quotidiano con la foresta. Per chi arriva da Leticia, il viaggio in barca sul Río Amazonas non è quindi soltanto un trasferimento necessario per raggiungere la destinazione, ma rappresenta già il primo vero contatto con l’ambiente amazzonico che caratterizza il Parco Amacayacu.


Il Parco Amacayacu e la sua biodiversità
Il Parque Nacional Natural Amacayacu protegge uno degli ambienti più rappresentativi della foresta amazzonica colombiana. All’interno dei suoi oltre 267.000 ettari si alternano foresta umida tropicale, boschi di terraferma, aree periodicamente allagate, paludi, lagune, canali e sistemi fluviali, creando un mosaico di ecosistemi nel quale l’acqua ha un ruolo fondamentale. Non esiste quindi una sola Amazzonia: il paesaggio cambia a seconda della presenza del fiume, della stagione e del livello delle acque.
La ricchezza biologica è impressionante. Secondo i dati di Parques Nacionales Naturales de Colombia, nel parco sono presenti oltre 5.000 specie di piante, 468 specie di uccelli e circa 150 specie di mammiferi, oltre a una straordinaria varietà di rettili e primati. Amacayacu è considerato infatti uno dei territori con la maggiore diversità di primati della Colombia, e proprio durante un’escursione nella selva uno degli incontri più affascinanti può essere quello con le numerose specie di scimmie che abitano la foresta.
Tra i primati presenti c’è il tití leoncito, o uistitì pigmeo, uno dei più piccoli primati del mondo. Ma la fauna del parco comprende anche scimmie churucos, urlatori e voladores. Muovendosi con attenzione tra gli alberi e la vegetazione è possibile imbattersi in una grande varietà di uccelli, tra cui pappagalli, are, tucani, garze e diverse specie di pava e paujil. In un ambiente così ricco, tuttavia, avvistare gli animali non è mai scontato: la foresta è talmente fitta che spesso è più facile sentire la presenza di un animale che riuscire a vederlo.
Anche l’acqua nasconde una parte importante della biodiversità di Amacayacu. Nei fiumi e nei numerosi corsi d’acqua del parco vivono diverse specie di pesci, tra cui il pirarucú, o arapaima, uno dei più grandi pesci d’acqua dolce del mondo. Nelle acque amazzoniche si possono inoltre trovare il delfino rosa, il tucuxi e il lamantino amazzonico. La presenza di questi mammiferi acquatici rende le escursioni in barca particolarmente interessanti, soprattutto quando si attraversano lagune e zone dove la corrente rallenta.
La varietà dei rettili è altrettanto notevole. Nel territorio del parco sono presenti diverse specie di caimani, tra cui il caimano nero, oltre a tartarughe, boa, anaconda e altre specie di serpenti. Non sono però soltanto gli animali di grandi dimensioni a rendere interessante una camminata nella foresta: una parte enorme della biodiversità amazzonica è rappresentata da insetti, anfibi e piccoli animali che spesso passano completamente inosservati a chi attraversa la selva troppo velocemente.
La vegetazione è altrettanto spettacolare. Tra le specie arboree segnalate nel parco ci sono ceiba, caucho, cedro rosso, palme di aguaje o moriche, matamatá e renaco, mentre nelle aree più umide e lungo i corsi d’acqua la vegetazione assume caratteristiche differenti. Le zone periodicamente sommerse ospitano infatti una flora adattata alla variazione del livello dei fiumi, mentre nelle aree di terraferma la foresta raggiunge dimensioni impressionanti, con alberi alti e una vegetazione spesso estremamente fitta.
È proprio questa varietà di ambienti a rendere Amacayacu molto più di una semplice grande distesa di foresta. Qui il rapporto tra acqua e terra cambia continuamente e determina la distribuzione della vegetazione e degli animali. Per chi visita il parco, questo significa che anche una breve escursione può attraversare ambienti molto diversi tra loro, passando dalla foresta più asciutta alle zone allagate e ai piccoli corsi d’acqua immersi nel verde.
E poi c’è un elemento che si percepisce immediatamente, anche senza conoscere nulla di botanica o zoologia: la sensazione di trovarsi dentro un ecosistema vivo in ogni sua parte. Basta fermarsi per qualche minuto e ascoltare. Il rumore degli uccelli, il movimento degli insetti, le scimmie tra gli alberi e i suoni provenienti dalla vegetazione ricordano continuamente che, ad Amacayacu, l’uomo è soltanto un ospite temporaneo di un ambiente immensamente più grande di lui.


Le comunità indigene e il turismo comunitario
Parlare di Amacayacu senza parlare delle comunità indigene che vivono in questo territorio significherebbe raccontarne soltanto una parte. Una porzione molto ampia del parco si sovrappone infatti a territori appartenenti a resguardos indígenas, e la gestione dell’area protetta viene portata avanti attraverso forme di collaborazione con le autorità tradizionali. Il rapporto tra conservazione della foresta e presenza delle comunità non è quindi qualcosa di secondario, ma rappresenta uno degli elementi fondamentali per comprendere questo angolo dell’Amazzonia.
La popolazione indigena maggiormente rappresentata nell’area è quella Ticuna, anche se nel territorio sono presenti anche Yagua e Cocama. I Ticuna hanno sviluppato nei secoli una conoscenza estremamente profonda dell’ambiente amazzonico, maturata attraverso un rapporto quotidiano con la foresta e con il fiume. Pesca, agricoltura, raccolta, artigianato e conoscenza delle piante fanno ancora parte della vita delle comunità, insieme ad attività più recenti come l’ecoturismo.
Questo rapporto con la foresta è particolarmente evidente nelle attività che vengono proposte ai visitatori. A San Martín de Amacayacu e Mocagua, le comunità hanno sviluppato forme di turismo comunitario che permettono di entrare nel territorio accompagnati da interpreti locali, cioè persone della comunità che conoscono non soltanto sentieri, animali e piante, ma anche la storia e la cultura del luogo. Le escursioni possono comprendere camminate nella selva, osservazione della fauna, escursioni in canoa, attività notturne, visite alle chagras, laboratori artigianali e incontri dedicati alla gastronomia tradizionale.
La figura della guida locale assume quindi un significato diverso rispetto a quello che normalmente associamo a un’escursione naturalistica. Non si tratta semplicemente di qualcuno che indica dove si trova una scimmia o riconosce una pianta, ma di una persona che può interpretare la foresta attraverso le conoscenze della propria comunità. È attraverso queste guide che il visitatore può comprendere, per esempio, l’utilizzo tradizionale di alcune piante, il funzionamento delle chagras, le tecniche di pesca o il significato di determinati elementi della cultura Ticuna.
Anche l’organizzazione del turismo è in buona parte affidata alle comunità. A San Martín e Mocagua esistono Segreterie dell’Ecoturismo, organismi collegati alle autorità indigene locali che coordinano i diversi servizi e contribuiscono alla gestione delle attività turistiche. La filiera comprende alloggi, ristorazione, trasporto fluviale, guide e interpreti ambientali, artigiani e altre attività. Sono stati inoltre creati fondi comunitari nei quali confluiscono parte delle entrate generate dal turismo, con l’obiettivo di far sì che i benefici non rimangano concentrati nelle mani di pochi ma possano essere reinvestiti nella comunità.
È un modello particolarmente interessante perché il turismo viene considerato anche come un’alternativa alle attività estrattive che in passato hanno segnato profondamente l’Amazzonia. Oro, caucciù, legname, pelli e altre forme di sfruttamento delle risorse hanno avuto conseguenze pesanti sia sull’ambiente sia sulle popolazioni locali. L’ecoturismo comunitario cerca invece di attribuire un valore economico alla conservazione della foresta e, allo stesso tempo, di valorizzare conoscenze e tradizioni che rischierebbero altrimenti di perdere importanza.
Per chi visita Amacayacu, questo significa che la comunità non è semplicemente il luogo in cui si dorme prima di entrare nella foresta. È parte integrante dell’esperienza. Il villaggio, le persone, le abitazioni, la cucina, le chagras, l’artigianato e il modo stesso di muoversi sul territorio contribuiscono a raccontare un’Amazzonia diversa da quella che si potrebbe osservare attraverso una semplice escursione organizzata da una grande agenzia.
È anche per questo che, visitando Amacayacu, credo sia importante affidarsi alle guide locali e rispettare le regole stabilite dalle comunità. All’arrivo nei villaggi è previsto il passaggio dai punti di informazione turistica, dove vengono fornite indicazioni sulle attività, sulle norme di comportamento e sul contributo comunitario. Non si entra semplicemente in un parco: si entra in un territorio collettivo, dove la conservazione della natura e la vita delle popolazioni che lo abitano sono strettamente legate tra loro.
Nel mio caso, questa dimensione comunitaria è stata una parte importante dell’esperienza ad Amacayacu. Dormire in una struttura familiare, mangiare piatti della selva e trovarmi all’interno di un piccolo villaggio immerso nella foresta mi ha permesso di percepire l’Amazzonia non soltanto come una destinazione naturalistica, ma come un territorio abitato e vissuto quotidianamente. Ed è probabilmente questo uno degli aspetti che distingue maggiormente Amacayacu da una semplice escursione nella foresta.




Come arrivare ad Amacayacu
Raggiungere il Parco Nacional Natural Amacayacu significa, inevitabilmente, affidarsi al fiume. Non esiste infatti una strada che colleghi direttamente il parco al resto della Colombia e, giunti a Leticia, il viaggio prosegue in barca lungo il Río Amazonas. Leticia è raggiungibile in aereo da Bogotá, ma anche via fluviale da Iquitos, in Perù, o da Manaus, in Brasile. Nel mio caso, come ho raccontato nell’articolo dedicato al viaggio in lancha lenta da Iquitos a Leticia, sono arrivato proprio navigando sul Río Amazonas.
Dal porto fluviale di Leticia bisogna prendere una delle lanchas rápidas che navigano in direzione di Puerto Nariño. Il servizio pubblico fluviale effettua diverse corse giornaliere e, secondo le indicazioni attualmente fornite da Parques Nacionales, è possibile acquistare o prenotare il biglietto direttamente negli uffici delle compagnie presenti sul malecón di Leticia. È comunque consigliabile organizzarsi in anticipo, soprattutto se si viaggia con una destinazione precisa all’interno del territorio di Amacayacu.
Una delle possibilità più semplici è scendere a Mocagua, comunità situata a circa 57,5 chilometri da Leticia. Il tragitto in lancha rápida dura normalmente circa un’ora e mezza, anche se i tempi possono cambiare durante la stagione di acque basse. Mocagua rappresenta uno dei principali punti di accesso alle esperienze ecoturistiche legate ad Amacayacu dove è possibile proseguire con le attività organizzate dalla comunità.
Un’altra possibilità (ed è quella che ho seguito io), che è quella da considerare per raggiungere San Martín de Amacayacu, prevede di proseguire in barca da Leticia fino alla bocana del río Amacayacu (Bocas de Amacayacu). Il viaggio sul Río Amazonas dura circa un’ora e quaranta minuti; da qui bisogna cambiare imbarcazione e continuare per circa 30 minuti su una barca privata, precedentemente concordata con la comunità di San Martín. È proprio questo secondo trasferimento che rende particolarmente importante organizzarsi prima dell’arrivo: non conviene semplicemente presentarsi alla bocana sperando di trovare una barca disponibile.

Nel mio caso, la destinazione era proprio il territorio di Amacayacu, dove avevo programmato di trascorrere due notti. Per questo avevo organizzato in anticipo il trasferimento e il pernottamento, evitando di arrivare sul posto senza avere già definito come proseguire dalla principale rotta fluviale. In un ambiente dove il fiume è la strada e le comunità sono sparse lungo un territorio enorme, la logistica fa parte dell’esperienza stessa.
Anche Puerto Nariño può essere utilizzato come punto di partenza o di collegamento. Il paese si trova a circa 9 chilometri dal parco in linea fluviale, un tragitto di circa 15 minuti in barca veloce secondo le indicazioni di Parques Nacionales. Questo rende abbastanza naturale combinare le due destinazioni all’interno dello stesso viaggio: si può arrivare ad Amacayacu da Leticia e proseguire poi verso Puerto Nariño, oppure fare il percorso inverso.
Una volta arrivati nelle comunità, inoltre, non si tratta semplicemente di scendere dalla barca e iniziare a esplorare autonomamente la foresta. I visitatori devono registrarsi presso i punti di informazione delle comunità e ricevere le indicazioni necessarie prima delle attività. Per le escursioni è inoltre previsto l’accompagnamento di guide o interpreti locali autorizzati, che possono essere organizzati direttamente attraverso le strutture e le segreterie dell’ecoturismo di Mocagua e San Martín de Amacayacu.
Il viaggio verso Amacayacu, insomma, è molto diverso da quello verso un normale parco nazionale. Non c’è un ingresso, un parcheggio e un sentiero che comincia appena oltre un cancello: prima bisogna seguire il Río Amazonas, poi affidarsi alle piccole imbarcazioni locali e infine entrare in un territorio gestito insieme alle comunità indigene. Ed è proprio questa successione di spostamenti a rendere l’arrivo nella selva parte integrante dell’esperienza.


Dove dormire: Hospedaje Kowapana
Per la mia esperienza ad Amacayacu ho scelto l’Hospedaje Kowapana, dove avevo inizialmente previsto di trascorrere due notti. Alla fine ne ho passata soltanto una, ma il soggiorno è stato comunque sufficiente per farmi capire cosa significhi pernottare in una comunità immersa nella foresta amazzonica.
La struttura si trova nel villaggio di Amacayacu, completamente circondata dalla natura, e ha un’impostazione molto semplice e familiare. Non bisogna aspettarsi un lodge di lusso o una sistemazione pensata per offrire tutti i comfort ai visitatori: qui l’idea è piuttosto quella di vivere un’esperienza a contatto con l’ambiente e con la realtà quotidiana della comunità. Anche l’accoglienza ha quindi un carattere molto più personale rispetto a quello di una normale struttura ricettiva.
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è stata la possibilità di mangiare cucina tradizionale della selva. I pasti fanno parte dell’esperienza e permettono di conoscere, almeno in parte, ingredienti e sapori legati al territorio amazzonico. In un viaggio come questo trovo che sia un valore aggiunto importante: non si tratta soltanto di avere un posto dove passare la notte, ma di entrare in contatto con una realtà locale attraverso anche la sua cucina.
Il rovescio della medaglia è rappresentato proprio dalla semplicità della struttura. Durante il mio soggiorno non c’era acqua corrente, un aspetto del quale bisogna essere consapevoli prima di scegliere una sistemazione di questo tipo. Per chi è abituato a hotel e guesthouse dotati di tutti i servizi può essere una rinuncia significativa, mentre per chi considera queste limitazioni parte dell’esperienza amazzonica può rappresentare semplicemente una delle caratteristiche del viaggio.
Anche per quanto riguarda le attività, ho avuto qualche riserva. Le escursioni extra proposte dalla struttura, almeno secondo la mia esperienza, avevano prezzi che ho trovato troppo elevati rispetto a quanto veniva offerto. È quindi un aspetto che consiglierei di valutare con attenzione quando si organizza il soggiorno, soprattutto se si ha intenzione di partecipare a diverse attività guidate.
Nel complesso, considero il Kowapana una sistemazione interessante soprattutto per chi vuole vivere un’esperienza semplice e autentica nella comunità, mettendo in secondo piano il comfort. Non lo sceglierei invece per chi cerca comodità, servizi alberghieri o un soggiorno particolarmente rilassante. Nel mio caso, anche se la permanenza è stata breve, dormire in questo contesto ha contribuito a rendere Amacayacu un’esperienza molto diversa dalle altre tappe del viaggio in Amazzonia.






Esplorare la selva: cosa fare ad Amacayacu
Esplorare Amacayacu significa soprattutto entrare nella foresta e lasciarsi guidare dai suoi ritmi. Non aspettatevi però una destinazione dove le attività si susseguono una dopo l’altra secondo un programma prestabilito: qui gran parte dell’esperienza dipende dalle condizioni del fiume, dal livello dell’acqua, dal meteo e soprattutto dalla disponibilità delle guide locali. È proprio questo carattere poco prevedibile che rende l’esplorazione della selva così affascinante.
Una delle attività principali sono i trekking nella foresta. Camminare nella selva amazzonica è molto diverso dal percorrere un normale sentiero naturalistico: la vegetazione è fitta, il terreno può essere umido o fangoso e bisogna procedere con attenzione, osservando continuamente ciò che accade intorno. Una guida locale può fare una grande differenza, perché molte delle specie presenti sono difficili da individuare per un occhio inesperto. A volte è sufficiente fermarsi e ascoltare per accorgersi che, nascosto tra gli alberi, c’è molto più movimento di quanto sembri.
L’osservazione della fauna è naturalmente uno degli obiettivi principali. Scimmie, uccelli, rettili e una quantità enorme di insetti popolano la foresta, ma bisogna partire con aspettative realistiche: Amacayacu non è uno zoo e gli animali non sono lì ad aspettare i visitatori. Gli avvistamenti richiedono pazienza e un po’ di fortuna. In diversi casi si sentono versi o movimenti tra la vegetazione senza riuscire a vedere l’animale, ed è proprio questa ricerca continua a rendere interessante l’esplorazione.
Un altro modo per conoscere l’ambiente amazzonico è quello di navigare tra fiumi, canali e lagune in barca o in canoa. L’acqua permette di osservare la foresta da una prospettiva completamente diversa e di raggiungere zone difficilmente accessibili a piedi. Nei periodi di acqua alta, inoltre, alcuni tratti della foresta vengono sommersi e diventano navigabili, creando quello straordinario ambiente conosciuto come igapó. Il paesaggio cambia quindi sensibilmente a seconda della stagione e del livello del Río Amazonas.
Per gli appassionati di natura, Amacayacu offre anche ottime possibilità di birdwatching. La quantità di specie presenti è impressionante e, anche senza essere esperti, è difficile non accorgersi della presenza costante degli uccelli. Pappagalli, tucani, are e numerose altre specie attraversano la volta della foresta, mentre nelle zone umide e lungo i corsi d’acqua si possono incontrare altre specie ancora. Una guida con una buona conoscenza della fauna locale è particolarmente utile per riconoscere i richiami e individuare gli animali nascosti tra la vegetazione.
Quando cala il sole, la foresta cambia completamente volto. Le escursioni notturne permettono di conoscere un’Amazzonia diversa, dominata dai rumori e dai movimenti degli animali che durante il giorno rimangono nascosti. Con una torcia si possono cercare insetti, rane, ragni, rettili e altri piccoli abitanti della selva, mentre intorno continua il concerto incessante della foresta. È un’esperienza che richiede ancora più attenzione rispetto alle escursioni diurne, perché spesso gli animali si trovano a pochi metri di distanza senza che ce ne accorgiamo.
Una parte importante dell’esperienza può infine essere rappresentata dalle attività organizzate dalle comunità indigene. Visite alle chagras, dimostrazioni di artigianato, conoscenza delle piante utilizzate tradizionalmente, pesca e attività gastronomiche permettono di guardare alla foresta non soltanto come a un ambiente naturale da osservare, ma come a un territorio nel quale le persone vivono e dal quale ricavano da generazioni parte delle proprie risorse.
Nel mio caso, il tempo trascorso ad Amacayacu è stato piuttosto breve e non ho avuto modo di sperimentare tutte le attività possibili. Questo è un aspetto da tenere presente quando si organizza il viaggio: una sola notte permette appena di assaggiare ciò che il territorio può offrire. Se l’obiettivo principale è esplorare la foresta, osservare la fauna e conoscere maggiormente le comunità, avrebbe senso fermarsi più a lungo.
E forse è proprio questo il modo migliore per vivere Amacayacu: senza avere fretta di riempire ogni ora con un’attività. Nella selva anche sedersi davanti alla propria sistemazione, ascoltare i rumori della foresta o osservare ciò che si muove tra gli alberi può diventare parte dell’esperienza. L’Amazzonia non ha bisogno di essere continuamente “animata” per essere interessante: basta fermarsi e lasciarle il tempo di mostrarsi.




Vivere nella foresta: caldo, insetti e qualche difficoltà
La foresta amazzonica è affascinante, ma bisogna essere consapevoli che viverla significa anche accettarne gli aspetti meno romantici. Una cosa è attraversarla per qualche ora durante un’escursione, un’altra è trascorrere la notte in una comunità immersa nella selva, dove le condizioni sono molto più semplici rispetto a quelle a cui siamo abituati.
Il caldo e soprattutto l’umidità si fanno sentire fin dal primo momento. Anche quando le temperature non sembrano particolarmente elevate, l’umidità rende tutto più faticoso e i vestiti rimangono facilmente umidi. Camminare nella foresta significa inoltre convivere continuamente con fango, vegetazione bagnata e acqua, soprattutto dopo la pioggia. È un ambiente nel quale è difficile rimanere perfettamente asciutti e puliti, ma fa semplicemente parte dell’esperienza.
Il vero problema, almeno per me, sono stati però gli insetti. E in particolare i mosquitos. Sapevo che sarebbero stati presenti e avevo quindi preso le mie precauzioni, utilizzando regolarmente il repellente. Nonostante il repellente, i mosquitos mi hanno devastato le gambe. Le punture sono state così numerose da diventare uno degli aspetti più fastidiosi dell’intera permanenza ad Amacayacu.
È una cosa che può sembrare banale quando si prepara un viaggio in Amazzonia, ma che sul posto assume tutt’altra importanza. Il repellente è assolutamente indispensabile, così come lo è coprire il più possibile la pelle, soprattutto durante le ore in cui gli insetti sono maggiormente attivi. Pantaloni lunghi e leggeri, calze e maglie a maniche lunghe possono risultare molto più utili di quanto si possa immaginare prima della partenza.
Anche la sistemazione molto semplice contribuisce a rendere l’esperienza più impegnativa. Come raccontavo parlando del Kowapana, durante la mia permanenza non c’era acqua corrente e non si potevano certamente avere le stesse comodità di una normale struttura alberghiera. In un ambiente del genere bisogna quindi partire con la mentalità giusta: non si va ad Amacayacu per essere coccolati, ma per vivere, per quanto possibile, le condizioni di un ambiente completamente diverso dal nostro.
Anche la notte è un’esperienza particolare. La foresta non diventa silenziosa quando tramonta il sole, anzi: sembra quasi risvegliarsi. Rumori, versi, insetti e movimenti nella vegetazione continuano per tutta la notte. Per chi è abituato al silenzio di una camera d’albergo può essere difficile prendere sonno, ma è anche uno degli aspetti più autentici del dormire nella selva.
Per questo motivo, prima di partire per Amacayacu è importante non sottovalutare la preparazione. Repellente efficace, abbigliamento lungo e leggero, scarpe adatte a fango e acqua, torcia, power bank e sacche impermeabili sono alcuni degli oggetti che possono fare davvero la differenza. Anche una piccola farmacia da viaggio può essere utile, soprattutto considerando che ci si trova lontani dai principali centri abitati.
Nel mio caso, proprio la combinazione tra caldo e soprattutto la quantità impressionante di punture ha finito per pesare sull’esperienza più di quanto avessi previsto. Avevo programmato due notti ad Amacayacu, ma alla fine ho deciso di spostarmi a Puerto Nariño con un giorno di anticipo. Nonostante questo, non considero l’esperienza negativa: semplicemente, la selva mi ha ricordato che l’Amazzonia reale è molto diversa da quella che spesso immaginiamo guardando fotografie e documentari.
La mia esperienza ad Amacayacu
Sono arrivato ad Amacayacu passando da Bocas de Amacayacu, una piccola ansa fangosa del fiume che rappresenta di fatto il punto di arrivo per chi deve raggiungere il villaggio. È un luogo molto isolato, dove non prende il telefono, e questo è un aspetto da tenere assolutamente presente quando si organizza il trasferimento: non potendo contare sulla connessione per comunicare all’ultimo momento, è necessario concordare prima orari e modalità di incontro. Nel mio caso, avevo già organizzato tutto e a Bocas de Amacayacu sono venuti a prendermi per accompagnarmi verso il villaggio.
Da Bocas si risale il río Amacayacu, ed è probabilmente uno dei momenti che ricordo con maggiore piacere di questa esperienza. Il fiume era bellissimo e placido, immerso in una vegetazione rigogliosa che rendeva il trasferimento quasi surreale. La navigazione su queste acque tranquille, lontano dal traffico e dai rumori della città, è stata già di per sé parte dell’esperienza nella selva. Al ritorno, invece, il paesaggio aveva assunto un aspetto completamente diverso: è arrivata un po’ di pioggia, un evento tutt’altro che insolito in Amazzonia, che ha reso il viaggio ancora più suggestivo.




Arrivato al villaggio ho avuto modo di girare a piedi tra le abitazioni e le strade di Amacayacu, osservando da vicino la vita quotidiana della comunità. Il villaggio mi è piaciuto molto: è semplice, immerso nel verde e caratterizzato da un’atmosfera molto diversa da quella dei centri turistici più conosciuti dell’Amazonas. Non ci sono grandi infrastrutture o particolari attrazioni costruite per i visitatori e forse è proprio questo a renderlo interessante. Qui la vita sembra scorrere ancora secondo ritmi propri, decisamente più lenti.
Durante la mia visita, però, il villaggio era animato anche da una festa, e questo ha inevitabilmente cambiato un po’ l’atmosfera. La presenza di numerosi uomini ubriachi è stata l’unica vera nota stonata della mia permanenza. Nonostante questo, il lato più bello della vita del villaggio era probabilmente rappresentato dai tanti bambini, curiosi e giocosi, che contribuivano a rendere l’ambiente molto più vivace e spontaneo.






Uno dei momenti più belli è arrivato verso sera. Il tramonto ad Amacayacu è stato spettacolare, tanto da essere uno dei più belli che abbia visto durante i miei viaggi. Poco prima che il sole iniziasse a calare, è comparso anche un arcobaleno, quasi come un’anticipazione di quello che sarebbe arrivato subito dopo. Il cielo ha iniziato a cambiare colore lentamente e, con la foresta e il fiume come sfondo, si è creato uno di quei momenti nei quali viene naturale fermarsi semplicemente a guardare.




Amacayacu: informazioni utili e considerazioni finali
Visitare Amacayacu richiede una certa predisposizione all’adattamento. Non è una destinazione che consiglierei a chi cerca comfort, infrastrutture turistiche e un’esperienza completamente organizzata: qui bisogna accettare condizioni semplici, spostamenti in barca, caldo, umidità, insetti e una certa imprevedibilità. Al contrario, può essere una scelta molto interessante per chi vuole vivere un’Amazzonia più autentica, entrare in contatto con le comunità locali e trascorrere del tempo realmente immerso nella foresta.
Per quanto riguarda il tempo da dedicare, personalmente avevo programmato due notti, anche se alla fine ne ho trascorsa soltanto una. Una notte può essere sufficiente per avere un primo assaggio dell’esperienza, ma se l’obiettivo è esplorare maggiormente la selva, partecipare alle attività organizzate dalle comunità e avere maggiori possibilità di osservare la fauna, consiglierei almeno due o tre notti. Con più tempo si può inoltre vivere il territorio con maggiore calma, senza dover concentrare tutte le attività in poche ore.
Non esiste un periodo perfetto in assoluto per visitare Amacayacu. Il livello delle acque del Río Amazonas varia durante l’anno e questo modifica concretamente il paesaggio e le modalità di esplorazione. Durante la stagione delle acque alte, alcune zone della foresta vengono sommerse e possono essere raggiunte in canoa o piccole imbarcazioni; con le acque più basse emergono invece sentieri e aree altrimenti difficilmente accessibili. La scelta del periodo dipende quindi anche dal tipo di esperienza che si vuole fare.
Il consiglio più importante riguarda quello che bisogna mettere nello zaino. Repellente per insetti, pantaloni lunghi, maglie leggere a maniche lunghe, scarpe adatte a fango e acqua, impermeabile o poncho, torcia, power bank e sacche impermeabili sono praticamente indispensabili. Nel mio caso, nonostante avessi utilizzato il repellente, i mosquitos mi hanno devastato le gambe, quindi non sottovaluterei assolutamente questo aspetto. Coprire la pelle il più possibile, soprattutto nei momenti di maggiore attività degli insetti, può fare una grande differenza.
Anche sul fronte del comfort bisogna ridimensionare le aspettative. Le strutture sono spesso molto semplici e nel mio caso, al Kowapana, non c’era acqua corrente. È una caratteristica da considerare prima di partire, perché può trasformare quella che sulla carta sembra una semplice vacanza nella foresta in un’esperienza decisamente più impegnativa. Personalmente credo che sia proprio questo il punto: Amacayacu va affrontato come un’esperienza nella selva, non come un soggiorno in un lodge.
Per quanto riguarda i costi, è difficile indicare una cifra complessiva valida per tutti, perché il prezzo finale dipende dal trasporto fluviale, dalla sistemazione scelta, dalle guide e dalle attività organizzate dalla comunità. È importante inoltre informarsi in anticipo su cosa sia effettivamente compreso nel prezzo del pernottamento. Nel mio caso ho trovato piuttosto care le escursioni extra proposte dalla struttura, quindi consiglierei di chiedere preventivamente prezzi e servizi inclusi, soprattutto se si intende partecipare a diverse attività.
Le escursioni con le guide locali rimangono comunque, a mio avviso, il modo migliore per comprendere realmente il territorio. Una guida esperta può aiutare a individuare animali nascosti nella vegetazione, riconoscere piante e tracce e soprattutto spiegare il rapporto tra la comunità e la foresta. Trekking, navigazione in canoa, osservazione della fauna, birdwatching ed escursioni notturne sono alcune delle esperienze che si possono organizzare, anche se la disponibilità concreta dipende dalla comunità e dalle condizioni del momento.
In definitiva, Amacayacu mi è piaciuta proprio perché non è una destinazione facile. La mia permanenza è stata breve e ho deciso di anticipare la partenza verso Puerto Nariño, ma nonostante le difficoltà considero interessante aver vissuto almeno per una notte questa realtà. È un’Amazzonia più semplice, più rustica e meno costruita per il turismo, dove il contatto con la natura e con le comunità viene prima del comfort.
La consiglierei quindi soprattutto a viaggiatori indipendenti, amanti della natura e persone disposte ad adattarsi, mentre probabilmente non è la scelta migliore per chi cerca comodità, servizi e un’esperienza priva di inconvenienti. Se però siete pronti ad accettare qualche sacrificio, Amacayacu può regalarvi momenti difficili da dimenticare.
Dopo questa breve ma intensa esperienza nella selva, ho quindi proseguito il viaggio verso Puerto Nariño, dove ho trovato un ambiente ancora immerso nell’Amazzonia ma con caratteristiche completamente diverse.
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