Tra le vie di Zadar


Ci svegliamo con tutta calma alle 11. Io, Dante e Luca andiamo alla ricerca di un supermercato e dopo aver chiesto informazioni ad un ragazzo in tenuta da basket scopriamo che ce n'è uno e anche molto grande a poche centinaia di metri dalla nostra abitazione e a piedi lo raggiungiamo per fare un po' di spesa. Nel primo pomeriggio, con Dante mi reco alla “scoperta” del quartiere Stanovi.

Zadar, "gabbia" nel quartiere Stanovi
Zadar, "gabbia" nel quartiere Stanovi
Zadar, quartiere popolare
Zadar, quartiere popolare
Zadar, stadio Stanovi
Zadar, stadio Stanovi
Attraversiamo enormi palazzi popolari, visitiamo il vicino stadio capace di ospitare circa 8.000 persone, ci avviciniamo a due case abbandonate e diroccate. In una di queste entriamo e inserite nella terra trovo 30 centesimi italiani del 1940. Zara è entrata a far parte ufficialmente nella Jugoslavia nel 1947 per cui è probabile che quella moneta fosse lì da veramente tanto tempo!

Zadar, abitazione diroccata
Zadar, abitazione diroccata

Un breve scroscio di pioggia ci costringe a rimanere a casa fino al tardi pomeriggio. Ne approfittiamo per visitare l'impolverata soffitta di casa. Ci rechiamo in centro in tempo per assistere a un spettacolare tramonto sul lungomare. Il cielo sembra aver preso fuoco. Alfred Hitchcock lo ha definito il più bello del mondo e non ha tutti i torti. In un piccolo ristorante del centro storico, il "Canzona", degustiamo il tipico Cevapcici, un piatto a base di carne trita variamente speziata servita con patatine fritte. 

Zadar, tramonto
Zadar, tramonto
Zadar, tramonto
Zadar, tramonto

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