
Valencia è stata la protagonista di un viaggio nato dal desiderio di assistere a un evento speciale. Ci sono stati viaggi che sono nati dal desiderio di scoprire una nuova destinazione e altri che hanno preso forma attorno a un evento preciso. Nel mio caso, questo weekend a Valencia è nato dal concerto di Pablo Alborán, uno degli artisti spagnoli che più apprezzo, in programma alla nuova Roig Arena. Un’occasione perfetta non solo per assistere a uno spettacolo che attendevo da tempo, ma anche per trascorrere due giorni in una città che, pur essendo molto conosciuta, non avevo mai visitato.
Ho scelto di partire alla fine di maggio, un periodo che si è rivelato ideale. Le giornate sono state lunghe, il clima era già estivo ma ancora piacevole e la città si è mostrata nel suo momento migliore. Ho passeggiato senza fretta tra piazze e monumenti, ho mangiato all’aperto fino a tarda sera e ho potuto raggiungere il mare senza soffrire il caldo intenso dei mesi estivi.
Fin dai primi momenti Valencia mi ha trasmesso una sensazione particolare. Si è rivelata una città elegante ma senza ostentazione, moderna ma profondamente legata alla propria storia. Pur essendo la terza città della Spagna, non ha il ritmo frenetico di Madrid né la pressione turistica che spesso caratterizza Barcellona. Al contrario, tutto mi è sembrato più rilassato e a misura d’uomo.
Uno degli aspetti che più mi ha colpito è stata proprio la sua vivibilità. Gran parte delle attrazioni principali si trovava a breve distanza e molte potevano essere raggiunte comodamente a piedi. Nel giro di pochi minuti sono passato dalle piazze storiche del centro alle architetture futuristiche della Città delle Arti e delle Scienze, fino ai grandi spazi verdi dei Giardini del Turia. È una città che offre molto senza risultare dispersiva, caratteristica che l’ha resa perfetta per un weekend.
Naturalmente il concerto ha rappresentato il momento centrale del viaggio. La nuova Roig Arena sta rapidamente diventando uno dei principali spazi per eventi della Spagna e sempre più artisti scelgono Valencia come tappa dei loro tour. Nel mio caso, l’evento musicale è diventato la scusa perfetta per scoprire una città che è riuscita a combinare cultura, gastronomia, mare e qualità della vita.
In questo articolo ti racconterò il mio itinerario di 48 ore a Valencia, con consigli pratici, luoghi da non perdere e qualche impressione personale maturata durante il soggiorno. Dal centro storico alla Città delle Arti e delle Scienze, dai Giardini del Turia fino alla Roig Arena, scoprirai come ho organizzato due giorni in una delle città più piacevoli della Spagna.


Contenuti del post
Informazioni pratiche per organizzare il viaggio
Come arrivare a Valencia
Grazie ai numerosi collegamenti aerei con l’Italia, Valencia si è rivelata una destinazione perfetta anche per un semplice weekend. Nel mio caso sono partito da Pescara con un volo diretto Ryanair, una soluzione comoda che mi ha permesso di raggiungere la città in meno di due ore. È proprio questa facilità di accesso uno dei motivi per cui Valencia si presta così bene a una fuga di pochi giorni: senza lunghi trasferimenti o complicazioni logistiche, in poco tempo mi sono ritrovato immerso nell’atmosfera mediterranea della città.
L’Aeroporto di Valencia si trova a circa 8 chilometri dal centro ed è ben collegato attraverso il trasporto pubblico. Una volta atterrato, ho scelto di raggiungere il centro con la metropolitana, probabilmente il mezzo più pratico per chi viaggia leggero e vuole contenere i costi. Le linee 3 e 5 collegano direttamente l’aeroporto con diverse zone della città e consentono di arrivare in centro in circa venti o trenta minuti.
Per chi preferisce una soluzione più comoda sono naturalmente disponibili anche taxi e servizi di trasporto privato, ma per la maggior parte dei viaggiatori la metropolitana rappresenta il miglior compromesso tra rapidità ed economicità.
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente di Valencia è stata proprio la semplicità degli spostamenti. In molte città europee il trasferimento dall’aeroporto al centro può richiedere tempo e organizzazione, mentre qui tutto mi è sembrato intuitivo e ben segnalato. Nel giro di poco tempo mi sono ritrovato già tra le strade del centro storico pronto a iniziare l’esplorazione della città.
Dove dormire
Per questo soggiorno ho scelto l’Hospedería del Pilar, una struttura semplice situata nel cuore del centro storico. Non si è trattato di un hotel particolarmente lussuoso, ma la sua posizione si è rivelata perfetta per un viaggio breve come il mio.
Uno dei principali vantaggi è stato la possibilità di raggiungere a piedi gran parte delle attrazioni più importanti della città. Nel giro di pochi minuti mi sono trovato al Mercato Centrale, alla Lonja de la Seda, in Plaza del Ayuntamiento o in Plaza de la Virgen. Questo mi ha permesso di sfruttare al massimo il tempo a disposizione senza dover ricorrere continuamente ai mezzi pubblici.
Per chi visita Valencia per la prima volta consiglio senza dubbio di scegliere un alloggio nel centro storico o nelle immediate vicinanze. La città offre quartieri molto diversi tra loro, ma se si hanno soltanto due o tre giorni è importante ottimizzare gli spostamenti. Dormire in centro mi ha consentito di vivere l’atmosfera della città fin dal primo mattino e di continuare a godermela fino a tarda sera.
Un altro aspetto che ho apprezzato particolarmente è stata l’atmosfera che ho trovato appena uscito dall’alloggio. Le piazze si sono animate lentamente, i caffè hanno iniziato a riempire i tavolini all’aperto e le strade del centro sono diventate il punto di incontro tra residenti e visitatori. Dopo cena è stato piacevole passeggiare senza una meta precisa tra i vicoli del quartiere del Carmen o fermarmi in una delle numerose terrazze presenti nella zona.
Naturalmente esistono altre aree interessanti dove soggiornare. Chi cerca una vita notturna più vivace potrebbe preferire Ruzafa, oggi uno dei quartieri più trendy della città. Chi invece desidera trovarsi vicino alla Città delle Arti e delle Scienze può optare per la zona moderna sviluppatasi attorno al celebre complesso progettato da Santiago Calatrava. Tuttavia, per una prima visita e soprattutto per un weekend, continuo a ritenere il centro storico la scelta migliore.
Anche nel caso in cui si venga a Valencia per assistere a un concerto alla Roig Arena, come è successo a me, soggiornare in centro non rappresenta un problema. I collegamenti sono efficienti e permettono di raggiungere facilmente l’arena, mantenendo però tutti i vantaggi di una sistemazione nel cuore della città.

Come muoversi a Valencia
Uno dei punti di forza di Valencia è stata la facilità con cui mi sono spostato durante il soggiorno. Molte delle principali attrazioni si trovano relativamente vicine tra loro e questo mi ha permesso di visitare gran parte della città senza utilizzare continuamente i mezzi pubblici.
Durante questi due giorni ho scelto infatti di muovermi prevalentemente a piedi. È stato il modo migliore per scoprire la città, osservare i dettagli architettonici, attraversare le piazze storiche e imbattermi in scorci che difficilmente avrei notato utilizzando soltanto la metropolitana. Valencia è una città che invita a camminare e che premia chi decide di prendersi il tempo per esplorarla senza fretta.
Quando le distanze sono aumentate, ho utilizzato la rete di trasporto pubblico, moderna ed efficiente. La metropolitana collega il centro con l’aeroporto, la zona universitaria, diversi quartieri periferici e numerosi punti di interesse turistico. Le stazioni mi sono sembrate ben segnalate e il sistema semplice da utilizzare anche per chi visita la città per la prima volta.
Anche gli autobus urbani rappresentano una valida alternativa. La rete copre praticamente tutta Valencia e può risultare particolarmente utile per raggiungere alcune zone non direttamente servite dalla metropolitana.
Un’altra soluzione molto diffusa è la bicicletta. Valencia viene spesso considerata una delle città più ciclabili della Spagna grazie alla presenza di numerose piste ciclabili e di grandi aree verdi. I Giardini del Turia, che attraversano buona parte della città seguendo l’antico corso del fiume, rappresentano uno dei luoghi migliori per pedalare e godersi un punto di vista diverso sulla città.
Per quanto riguarda i costi, ho trovato il trasporto pubblico valenciano piuttosto economico rispetto a quello di molte altre grandi città europee. I biglietti hanno prezzi contenuti e sono disponibili diverse formule pensate per i turisti, comprese carte che includono trasporti illimitati e sconti su alcune attrazioni.
Detto questo, il mio consiglio è semplice: scegli un alloggio centrale e sfrutta il più possibile gli spostamenti a piedi. È proprio camminando che ho scoperto la vera anima di Valencia, tra piazze eleganti, mercati storici e quartieri pieni di carattere. I mezzi pubblici funzionano bene e sono utili quando necessario, ma gran parte del fascino della città si scopre semplicemente passeggiando.
Giorno 1: alla scoperta della Valencia storica
Dopo aver lasciato i bagagli all’Hospedería del Pilar, ho iniziato subito a esplorare il centro storico di Valencia. Uno dei grandi vantaggi di soggiornare in questa zona è che gran parte delle attrazioni principali si trova a pochi minuti a piedi. Senza un itinerario troppo rigido, mi sono lasciato guidare dalle strade del centro, alternando monumenti, piazze storiche e qualche sosta gastronomica.
Plaza del Ayuntamiento: il primo impatto con la città
La mia prima vera tappa è stata Plaza del Ayuntamiento, la piazza più importante di Valencia. Ampia, elegante e circondata da edifici monumentali, rappresenta uno dei migliori punti di partenza per comprendere il carattere della città.
Qui si trovano il Municipio e il maestoso Palazzo delle Poste, due degli edifici più iconici della piazza. Fin dai primi minuti ho avuto la sensazione di trovarmi in una città ordinata, curata e piacevole da vivere. Nonostante il traffico e il movimento tipici di una grande città, l’atmosfera mi è sembrata rilassata e mai caotica.
La piazza è anche un ottimo punto di riferimento per orientarsi durante la visita e costituisce il collegamento naturale tra la parte moderna della città e il centro storico.

Mercato Centrale: colori, profumi e tradizioni
Da Plaza del Ayuntamiento ho proseguito verso il Mercato Centrale, una delle attrazioni che più desideravo visitare. Considerato uno dei mercati coperti più grandi e belli d’Europa, rappresenta una tappa imprescindibile per chiunque voglia conoscere la gastronomia valenciana.
L’edificio stesso merita la visita: la struttura modernista, le vetrate colorate e la grande cupola centrale lo rendono uno dei luoghi più affascinanti della città. Ma il vero spettacolo si trova all’interno.
Tra i banchi si susseguono frutta, verdura, spezie, prosciutti, formaggi, pesce fresco e prodotti tipici provenienti da tutta la Comunità Valenciana. Anche senza acquistare nulla, passeggiare tra i corridoi del mercato è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.
Tra le specialità che consiglio di provare ci sono il jamón ibérico, le olive locali, la frutta fresca di stagione e naturalmente l’horchata, una delle bevande più rappresentative della regione.
Da segnalare che il mercato è chiuso la domenica.



La Lonja de la Seda: il capolavoro gotico di Valencia
Proprio di fronte al mercato si trova la Lonja de la Seda, uno dei monumenti più importanti della città e sito dichiarato Patrimonio UNESCO.
Costruita tra il XV e il XVI secolo, testimonia l’importanza commerciale raggiunta da Valencia durante il suo periodo di massimo splendore. L’esterno è già notevole, ma è entrando nella Sala delle Colonne che si comprende davvero il valore dell’edificio.
Le alte colonne tortili si innalzano verso il soffitto creando un ambiente quasi surreale, più simile a una cattedrale che a un antico luogo destinato agli affari. È uno di quei monumenti che riescono a stupire anche chi normalmente non è particolarmente interessato all’architettura storica.
La visita richiede poco tempo ma rappresenta una delle esperienze più interessanti del centro storico.
Plaza de la Virgen e la Cattedrale
Proseguendo la passeggiata si raggiunge facilmente Plaza de la Virgen, considerata da molti il cuore storico di Valencia.
Questa elegante piazza è circondata da alcuni degli edifici più importanti della città, tra cui la Cattedrale di Valencia, la Basilica della Vergine degli Abbandonati e il Palazzo della Generalitat.
A differenza di altre piazze monumentali europee, qui ho trovato un’atmosfera particolarmente vivace e autentica. Turisti e residenti condividono lo stesso spazio, seduti ai tavolini dei caffè oppure all’ombra della celebre Fontana del Turia.
La Cattedrale merita sicuramente una visita. Costruita nel corso di diversi secoli, presenta elementi romanici, gotici, rinascimentali e barocchi che convivono armoniosamente nello stesso edificio. Secondo la tradizione custodirebbe anche il celebre Santo Graal.
Anche senza entrare, la piazza rappresenta uno dei luoghi più piacevoli dove fermarsi qualche minuto e osservare la vita cittadina.


Il quartiere del Carmen
Da Plaza de la Virgen mi sono addentrato nel quartiere del Carmen, probabilmente la zona più affascinante del centro storico.
Qui Valencia mostra il suo volto più autentico e creativo. Le strade diventano più strette, gli edifici più antichi e dietro ogni angolo si nasconde un dettaglio interessante. Murales colorati convivono con palazzi storici, cortili nascosti e piccole piazze che invitano a rallentare il passo.
È stato uno dei luoghi che ho apprezzato maggiormente durante il soggiorno. Più che seguire un itinerario preciso, consiglio semplicemente di passeggiare senza meta. Molti degli scorci più belli li ho scoperti proprio così.
Per chi ama la fotografia, il Carmen offre infinite opportunità tra arte urbana, architettura medievale e scene di vita quotidiana.




Torres de Serranos: il miglior panorama sul centro storico
All’estremità del quartiere si trovano le Torres de Serranos, una delle antiche porte che proteggevano Valencia nel Medioevo.
Oltre al loro valore storico, rappresentano uno dei migliori punti panoramici della città. Salendo sulla sommità delle torri si gode infatti di una splendida vista sui tetti del centro storico e sui Giardini del Turia.
Dall’alto è possibile apprezzare meglio la struttura urbana di Valencia e comprendere come il centro storico si sviluppi attorno ai suoi principali monumenti.
La salita è breve e la vista ripaga ampiamente lo sforzo.
Un’alternativa meno frequentata ma altrettanto interessante è rappresentata dalle Torres de Quart, situate sul lato occidentale del centro storico. Costruite nel XV secolo, erano un altro degli accessi principali alla città fortificata. A differenza delle Torres de Serranos, conservano ancora i segni dei bombardamenti subiti durante la Guerra d’Indipendenza contro le truppe napoleoniche all’inizio del XIX secolo, con numerosi fori visibili sulla facciata. Anche qui è possibile salire in cima per ammirare Valencia dall’alto, godendo di una prospettiva diversa sul centro storico e sui quartieri circostanti. Generalmente risultano meno affollate e permettono una visita più tranquilla rispetto alle più celebri Torres de Serranos.

Il Giardino Botanico di Valencia
Poco distante dalle Torres de Quart si trova il Giardino Botanico di Valencia, uno degli angoli più tranquilli e piacevoli della città. Fondato all’inizio del XIX secolo e oggi gestito dall’Università di Valencia, ospita oltre 4.000 specie vegetali provenienti da diversi continenti e rappresenta un importante centro di ricerca e conservazione botanica.
Passeggiando lungo i suoi viali alberati si incontrano collezioni di cactus e piante succulente, palme monumentali, specie tropicali e mediterranee, oltre a eleganti serre in ferro e vetro che conservano esemplari particolarmente delicati. L’atmosfera è rilassata e silenziosa, tanto che spesso sembra difficile credere di trovarsi a pochi passi dal centro storico.
Il giardino è particolarmente piacevole durante le ore più calde della giornata grazie alle numerose zone d’ombra create dagli alberi secolari. Tra laghetti, pergolati e panchine immerse nel verde, rappresenta una sosta ideale per chi desidera prendersi una pausa dalle visite ai monumenti e dal ritmo della città. Anche senza essere appassionati di botanica, vale la pena dedicargli almeno un’ora per godersi uno degli spazi verdi più affascinanti e meno turistici di Valencia.


Concerto alla Roig Arena
Dopo una giornata trascorsa tra monumenti e quartieri storici, è arrivato il momento che aveva dato origine all’intero viaggio: il concerto di Pablo Alborán alla Roig Arena.
La nuova arena rappresenta uno dei progetti più ambiziosi della Valencia contemporanea e si sta rapidamente affermando come uno dei principali spazi per eventi della Spagna. L’organizzazione si è dimostrata efficiente e gli accessi ben gestiti, nonostante l’elevato numero di spettatori presenti.
L’atmosfera all’interno è stata straordinaria. Fin dalle prime canzoni il pubblico ha accompagnato l’artista cantando praticamente ogni brano, creando un coinvolgimento che ha reso la serata ancora più speciale. Per chi ama la musica dal vivo, assistere a un concerto alla Roig Arena è un’ottima scusa per organizzare un weekend a Valencia.
Valencia sta investendo molto nella propria offerta culturale e questa struttura rappresenta uno dei progetti più ambiziosi degli ultimi anni, attirando già artisti nazionali e internazionali e trasformando la città in una tappa sempre più importante dei grandi tour europei.
Com’è assistere a un concerto alla Roig Arena
La Roig Arena mi ha fatto un’ottima impressione: una struttura moderna, ben organizzata e progettata secondo standard internazionali. Gli spazi sono ampi, i percorsi intuitivi e la visibilità risulta buona da gran parte dei settori. Anche con migliaia di persone presenti, l’organizzazione è apparsa efficiente e ordinata.
Durante il concerto di Pablo Alborán l’atmosfera è stata straordinaria, con il pubblico che ha cantato praticamente ogni brano. Dopo aver vissuto questa esperienza, capisco perché la Roig Arena stia diventando uno dei principali spazi per eventi della Spagna. Grazie alla sua capienza, alle tecnologie moderne e alla posizione strategica di Valencia, sempre più concerti, eventi sportivi e spettacoli internazionali scelgono questa città, offrendo ai viaggiatori un motivo in più per programmare un weekend tra musica, cultura e mare.

La Valencia serale
Terminato il concerto, sono rientrato nel centro storico dove la città era ancora pienamente viva. Una delle cose che più mi ha colpito durante questo viaggio è stata proprio l’atmosfera serale.
A fine maggio le temperature sono perfette per passeggiare e le piazze restano animate fino a tarda notte. Le zone più piacevoli per una camminata serale sono senza dubbio Plaza de la Virgen, Plaza de la Reina e le stradine del quartiere del Carmen, dove locali, terrazze e ristoranti contribuiscono a creare un ambiente vivace ma mai eccessivamente caotico.
Giorno 2: Valencia moderna e mare
Dopo una prima giornata dedicata al centro storico e al concerto alla Roig Arena, il secondo giorno l’ho riservato alla Valencia più moderna e al suo rapporto con il Mediterraneo. Uno degli aspetti che rende questa città così interessante è proprio la varietà delle sue attrazioni: nel giro di poche ore si può passare da monumenti medievali a opere di architettura contemporanea, per poi ritrovarsi sul lungomare con i piedi quasi nella sabbia.
La Città delle Arti e delle Scienze
La prima tappa della giornata è stata la celebre Città delle Arti e delle Scienze, probabilmente il simbolo più riconoscibile della Valencia contemporanea.
Progettato dall’architetto valenciano Santiago Calatrava, questo enorme complesso futuristico è diventato negli anni una delle immagini più iconiche della Spagna. Anche chi non è particolarmente interessato all’architettura rimane inevitabilmente colpito dalle forme avveniristiche degli edifici e dai giochi di riflessi creati dalle grandi vasche d’acqua che li circondano.
La prima impressione è quella di trovarsi in un luogo quasi irreale. Le strutture bianche sembrano emergere dall’acqua e il contrasto con il cielo azzurro di Valencia crea uno scenario estremamente fotogenico.
Tra gli edifici più famosi si trovano l’Hemisfèric, che ricorda un gigantesco occhio umano, il Museo delle Scienze Principe Felipe, l’Umbracle, il giardino panoramico sopraelevato, e l’Oceanogràfic, il più grande acquario d’Europa.
Anche senza visitare gli interni, vale assolutamente la pena passeggiare nell’area e ammirare il complesso da diverse prospettive. Molti visitatori si limitano a fotografare gli edifici dall’esterno e già questa esperienza ripaga ampiamente la visita.
Quanto tempo dedicare alla visita
Per una semplice passeggiata fotografica consiglio di dedicare almeno un paio d’ore all’intero complesso.
Chi desidera visitare anche uno degli spazi interni dovrebbe invece prevedere più tempo. L’Oceanogràfic da solo può richiedere mezza giornata, mentre il Museo delle Scienze merita almeno qualche ora per essere visitato con calma.
Nel mio caso ho preferito concentrarmi sugli esterni e sull’architettura del complesso, sfruttando il resto della giornata per continuare l’esplorazione della città.




Passeggiata nei Giardini del Turia
Lasciata la Città delle Arti e delle Scienze, ho iniziato una piacevole passeggiata attraverso i Giardini del Turia, uno dei luoghi che più mi hanno colpito durante il soggiorno.
Quello che oggi è uno dei più grandi parchi urbani d’Europa un tempo era il letto del fiume Turia. Dopo una devastante alluvione negli anni Cinquanta, il corso del fiume venne deviato e lo spazio lasciato libero fu trasformato in una lunga area verde che attraversa gran parte della città.
Il risultato è straordinario. Per diversi chilometri Valencia dispone di un corridoio verde che collega quartieri, monumenti e aree ricreative. Passeggiando tra alberi, giardini, piste ciclabili e aree sportive, si fa quasi fatica a credere di trovarsi nel cuore di una grande città.
Ho apprezzato particolarmente il fatto che il parco venga utilizzato quotidianamente dai residenti. Famiglie, runner, ciclisti e gruppi di amici condividono gli spazi in un’atmosfera rilassata che contribuisce a rendere Valencia una città estremamente vivibile.
I Giardini del Turia non sono soltanto un parco, ma rappresentano una vera e propria spina dorsale urbana che accompagna il visitatore attraverso alcuni dei luoghi più interessanti della città.

Marina di Valencia
Proseguendo verso il mare si raggiunge la Marina di Valencia, una delle aree che meglio rappresentano la trasformazione urbana vissuta dalla città negli ultimi decenni.
Fino a pochi anni fa questa zona aveva un ruolo prevalentemente portuale, mentre oggi è diventata uno spazio moderno dedicato al tempo libero, alla nautica e alla ristorazione.
La riqualificazione è stata accelerata soprattutto dopo l’organizzazione dell’America’s Cup e ha contribuito a restituire ai cittadini una parte importante del lungomare.
Passeggiando lungo la marina si incontrano imbarcazioni da diporto, edifici moderni, ristoranti e ampi spazi aperti affacciati sul Mediterraneo. L’ambiente è completamente diverso rispetto al centro storico visitato il giorno precedente, ma proprio questo contrasto rende Valencia così interessante.
È un luogo ideale per una passeggiata tranquilla, magari fermandosi a bere qualcosa osservando il movimento delle barche e la vita che si sviluppa attorno al porto.


Spiaggia della Malvarrosa
Dalla marina si raggiunge facilmente la spiaggia della Malvarrosa, la più famosa di Valencia.
Dopo una giornata trascorsa tra monumenti, musei e passeggiate urbane, arrivare qui rappresenta una piacevole pausa. La spiaggia è ampia, ben curata e caratterizzata da una lunga distesa di sabbia dorata che si affaccia direttamente sul Mediterraneo.
Anche a fine maggio ho trovato un’atmosfera vivace ma rilassata. Alcuni approfittavano delle prime giornate calde per prendere il sole, altri passeggiavano sul lungomare o si fermavano nei numerosi locali affacciati sulla spiaggia.
Uno degli aspetti che più mi ha colpito è la facilità con cui si passa dalla dimensione urbana a quella balneare. In poche decine di minuti si può lasciare il centro storico e ritrovarsi davanti al mare, senza dover affrontare lunghi spostamenti.
La Malvarrosa rappresenta quindi il modo ideale per concludere una visita a Valencia. Che si scelga di fare il bagno, passeggiare sul lungomare o semplicemente sedersi a osservare il Mediterraneo, questa zona offre un finale perfetto per un weekend in città.
Dopo due giorni trascorsi tra storia, architettura contemporanea, musica e mare, la sensazione che ho portato via con me è quella di una città capace di offrire molto più di quanto si possa immaginare prima della partenza. Proprio questa varietà è, probabilmente, il vero punto di forza di Valencia.


Il fascino marinaro del Cabanyal
Tra le zone che più mi hanno sorpreso durante il soggiorno c’è senza dubbio El Cabanyal, lo storico quartiere marinaro di Valencia situato a pochi passi dal porto e dalla spiaggia. Per molti anni è stato un semplice villaggio di pescatori indipendente dalla città, e ancora oggi conserva un’identità molto diversa rispetto al centro storico.
Passeggiare tra le sue strette viuzze è uno dei modi migliori per scoprirne l’anima autentica. Le strade sono costeggiate da case basse decorate con colorate piastrelle in ceramica, balconi fioriti e facciate che raccontano la lunga tradizione marinara del quartiere. Qui l’atmosfera è rilassata e genuina, lontana dai percorsi turistici più frequentati.
Negli ultimi anni El Cabanyal ha vissuto una profonda trasformazione, con l’apertura di caffetterie, piccoli ristoranti, gallerie d’arte e spazi culturali che convivono con le attività storiche del quartiere. Il risultato è un mix affascinante tra tradizione e modernità che rende piacevole perdersi senza una meta precisa.


Cosa mangiare a Valencia
Uno dei motivi per cui vale la pena visitare Valencia è senza dubbio la sua gastronomia. La città è famosa in tutto il mondo per la paella, ma la cucina valenciana offre molto di più. Anche in un soggiorno di appena due giorni sono riuscito ad assaggiare alcune delle specialità più rappresentative della tradizione locale, tra ricette storiche, prodotti del Mediterraneo e sapori profondamente legati al territorio.
La vera paella valenciana
Quando si pensa a Valencia, il primo piatto che viene in mente è inevitabilmente la paella. Del resto è proprio qui che nasce uno dei simboli più celebri della cucina spagnola.
Molti visitatori rimangono sorpresi nello scoprire che la tradizionale paella valenciana è diversa da quella che si trova abitualmente all’estero. La ricetta originale prevede infatti ingredienti come pollo, coniglio, fagioli e verdure locali, mentre le versioni a base di pesce sono considerate varianti successive.
Durante il mio soggiorno ho deciso però di ordinare una paella de mariscos, una scelta che difficilmente riesco a rifiutare quando mi trovo vicino al mare. L’ho mangiata da El Paeller, un ristorante situato nel centro di Valencia. Si tratta di un locale piuttosto turistico, frequentato soprattutto da visitatori stranieri, ma devo ammettere che l’esperienza è stata positiva. La paella era ben preparata, abbondante e gustosa, perfetta per chi dispone di poco tempo e desidera mangiare in una posizione comoda durante la visita della città.
Detto questo, se avete qualche giorno in più a disposizione e volete provare un’esperienza più autentica, il mio consiglio è quello di allontanarvi dal centro urbano. Molti valenciani considerano i migliori ristoranti di paella quelli situati nei villaggi che circondano l’Albufera, la grande laguna a sud della città dove questo piatto è nato. Qui l’atmosfera è più rustica, i ritmi più lenti e il legame con la tradizione gastronomica ancora molto forte.
Per un weekend come il mio, la soluzione in centro è stata più che soddisfacente. Per un viaggio più lungo, invece, una deviazione fuori Valencia può regalare un’esperienza culinaria ancora più interessante.
Horchata e fartons
Un’altra specialità che non può mancare durante una visita a Valencia è l’horchata de chufa, probabilmente la bevanda più iconica della città.
A differenza di quanto molti pensano, non si tratta di una bevanda a base di latte, ma di una preparazione ottenuta dalla chufa, un piccolo tubero coltivato soprattutto nella campagna valenciana. Il risultato è una bevanda fresca, leggermente dolce e particolarmente apprezzata durante i mesi più caldi.
Tradizionalmente viene accompagnata dai fartons, soffici dolci allungati ricoperti da una sottile glassa di zucchero. Il modo migliore per gustarli è immergerli direttamente nell’horchata.
Può sembrare un abbinamento semplice, ma rappresenta una delle tradizioni gastronomiche più radicate della città. Durante una passeggiata pomeridiana o nelle ore più calde della giornata, una sosta per assaggiare horchata e fartons è quasi un rito per chi visita Valencia.
Altri piatti tipici da provare
Se avete più tempo a disposizione, la cucina valenciana offre numerose altre specialità che meritano attenzione.
Tra gli antipasti più diffusi troviamo l’esgarraet, preparato con peperoni arrostiti, baccalà e olio d’oliva, un piatto semplice ma ricco di sapore che si trova spesso nei bar e nelle taverne tradizionali.
Molto popolare è anche la clóchina valenciana, una varietà locale di cozza coltivata nel porto di Valencia e considerata da molti particolarmente saporita.
Gli amanti dei piatti di pesce possono invece provare l’all i pebre, una ricetta tradizionale a base di anguilla, aglio e paprika originaria della zona dell’Albufera.
Naturalmente non mancano tapas, crocchette, calamari, pesce fresco e numerose preparazioni a base di riso. Non bisogna dimenticare che Valencia è una delle principali aree risicole della Spagna e il riso è protagonista di moltissime ricette oltre alla celebre paella.
Quanto costa un weekend a Valencia?
Uno dei motivi per cui Valencia continua a essere una delle destinazioni urbane più interessanti della Spagna è il suo ottimo rapporto qualità-prezzo. Pur essendo la terza città del Paese, i costi risultano generalmente inferiori rispetto a Madrid e Barcellona, soprattutto per quanto riguarda alloggi, ristorazione e trasporti.
Naturalmente il budget finale dipende dal periodo del viaggio, dall’anticipo con cui si prenotano voli e hotel e dal tipo di esperienza che si desidera vivere. Nel mio caso, due giorni a Valencia si sono rivelati piuttosto accessibili, soprattutto considerando che il viaggio includeva anche un concerto.
Volo
Per raggiungere Valencia sono partito da Pescara con un volo diretto Ryanair. Prenotando con un buon anticipo è possibile trovare tariffe particolarmente convenienti, soprattutto nei mesi di bassa e media stagione.
Indicativamente, un volo andata e ritorno dall’Italia può costare tra 40 e 120 euro, mentre nei periodi più richiesti o prenotando sotto data il prezzo può aumentare sensibilmente.
Valencia rimane comunque una delle destinazioni spagnole più economiche da raggiungere grazie alla presenza di numerosi collegamenti low cost.
Hotel
Per il pernottamento, come già detto, ho scelto l’Hospedería del Pilar, nel pieno centro storico. Il costo è stato di circa 60 euro a persona per una notte in camera doppia, una cifra che ho trovato equilibrata considerando la posizione estremamente centrale.
Bisogna però tenere presente che gli alloggi nel centro storico tendono ad avere prezzi più elevati rispetto ad altre zone della città. La comodità di poter raggiungere a piedi gran parte delle attrazioni principali si paga inevitabilmente qualche euro in più.
Chi desidera risparmiare può valutare quartieri leggermente più periferici oppure prenotare con largo anticipo, soprattutto nei fine settimana e durante gli eventi più importanti.
Indicativamente, per una sistemazione decorosa si possono considerare:
- 50-80 euro a notte per una camera doppia in zone non centrali;
- 80-150 euro a notte per strutture situate nel centro storico;
- oltre 150 euro a notte per hotel di categoria superiore o durante periodi particolarmente richiesti.
Trasporti
Uno degli aspetti più convenienti di Valencia è il costo contenuto dei trasporti pubblici.
Il collegamento tra aeroporto e centro tramite metropolitana costa pochi euro e permette di raggiungere rapidamente la città senza dover ricorrere al taxi.
Durante il mio soggiorno ho utilizzato pochissimo i mezzi pubblici, preferendo spostarmi a piedi tra le varie attrazioni. Questa è probabilmente la soluzione migliore per chi trascorre in città soltanto due giorni e sceglie di alloggiare nel centro storico.
Considerando aeroporto, qualche corsa in metropolitana e gli spostamenti verso la Roig Arena, è realistico prevedere una spesa totale compresa tra 10 e 20 euro per l’intero weekend.
Pasti
Anche dal punto di vista gastronomico Valencia offre prezzi generalmente più contenuti rispetto ad altre grandi città spagnole.
Per una colazione in caffetteria si spendono solitamente tra 3 e 6 euro, mentre per un pranzo veloce o alcune tapas si può rimanere tranquillamente sotto i 15 euro.
La mia esperienza più significativa è stata naturalmente la paella de mariscos mangiata da El Paeller, un ristorante turistico ma di buona qualità situato nel centro della città. Pur non essendo l’opzione più economica disponibile, il rapporto qualità-prezzo mi è sembrato corretto considerando la posizione e il tipo di esperienza.
Per una cena in un ristorante di fascia media è realistico prevedere una spesa compresa tra 20 e 35 euro a persona, bevande escluse.
Nel complesso, per mangiare bene durante un weekend a Valencia, consiglio di considerare un budget di circa 30-50 euro al giorno a persona, cifra che può aumentare o diminuire in base alle proprie abitudini.
Biglietto del concerto
Nel mio caso il viaggio è stato organizzato attorno al concerto di Pablo Alborán alla Roig Arena.
I prezzi degli eventi variano naturalmente in base all’artista, alla posizione scelta e alla disponibilità residua. In generale, per i grandi concerti ospitati dalla nuova arena valenciana si può prevedere una spesa che oscilla tra 40 e oltre 150 euro per i posti migliori.
Il mio consiglio è di acquistare i biglietti con largo anticipo, soprattutto per gli artisti più popolari, poiché la Roig Arena sta rapidamente diventando una delle principali sedi per concerti ed eventi della Spagna.
Budget finale
Per un weekend simile al mio, comprendente volo, una notte in hotel centrale, trasporti, pasti e concerto, si può stimare una spesa indicativa compresa tra 180 e 350 euro a persona, a seconda della tariffa aerea trovata e del costo del biglietto dell’evento.
Considerando la qualità dell’offerta culturale, la presenza del mare, l’ottima gastronomia e la possibilità di assistere a spettacoli di livello internazionale, Valencia rappresenta ancora oggi una delle migliori destinazioni europee per un weekend senza spendere cifre eccessive.




Vale la pena visitare Valencia?
Dopo questi due giorni la mia risposta è decisamente sì.
Valencia riesce a combinare molti degli elementi che cerco in una destinazione urbana: un centro storico interessante, una buona offerta gastronomica, spazi verdi curati, architettura moderna, mare facilmente raggiungibile e costi ancora ragionevoli rispetto ad altre grandi città europee.
Quello che più mi ha colpito è l’equilibrio generale. Valencia non cerca di impressionare il visitatore con monumenti giganteschi o attrazioni spettacolari ad ogni angolo. Al contrario, conquista poco alla volta grazie alla sua vivibilità e alla qualità degli spazi urbani.
È una città che si lascia esplorare senza fretta e che riesce a offrire molto anche in un soggiorno relativamente breve.
Cosa mi è piaciuto di più
Se dovessi scegliere gli aspetti che ho apprezzato maggiormente, ne citerei quattro.
L’atmosfera del centro storico, vivace ma mai eccessivamente turistica.
I Giardini del Turia, uno degli esempi più riusciti di riqualificazione urbana che abbia visto in Europa.
La Città delle Arti e delle Scienze, che rappresenta un contrasto affascinante con la Valencia medievale.
E infine la possibilità di passare dalla visita di monumenti storici a una passeggiata sul mare nel giro di pochi minuti. Poche città riescono a offrire questa varietà con tanta semplicità.
Cosa farei se avessi un giorno in più
Se avessi avuto una terza giornata a disposizione, probabilmente avrei dedicato il tempo all’Albufera, una delle escursioni più popolari nei dintorni di Valencia.
Quest’area lagunare situata a sud della città è considerata il luogo di nascita della paella valenciana e offre un ambiente completamente diverso rispetto al contesto urbano. Tra risaie, villaggi di pescatori e tramonti sulla laguna, rappresenta una delle esperienze più autentiche della regione.
In alternativa mi sarebbe piaciuto dedicare più tempo alla zona della Marina e alle spiagge oppure visitare con calma l’Oceanogràfic, che richiede diverse ore per essere apprezzato appieno.
Perché è una delle città spagnole più piacevoli per un weekend lungo
Valencia possiede una caratteristica che non tutte le grandi città europee possono vantare: riesce a offrire molto senza risultare stancante.
Le attrazioni principali non sono troppo distanti tra loro, il centro si visita facilmente a piedi, il clima è generalmente favorevole per gran parte dell’anno e il mare aggiunge un elemento che rende il soggiorno ancora più piacevole.
Inoltre, i prezzi sono generalmente più contenuti rispetto a Madrid e Barcellona e l’afflusso turistico, pur significativo, non raggiunge i livelli delle destinazioni più famose della Spagna.
Per questi motivi considero Valencia una delle migliori scelte per chi cerca un weekend lungo all’estero senza dover affrontare grandi spostamenti o budget particolarmente elevati.
Domande frequenti
Due giorni bastano per visitare Valencia?
Sì. Due giorni permettono di vedere le principali attrazioni della città, visitare il centro storico, esplorare la Città delle Arti e delle Scienze e trascorrere qualche ora sul mare.
Naturalmente con tre o quattro giorni si possono approfondire alcuni aspetti della visita e scoprire anche i dintorni, ma per una prima esperienza 48 ore sono più che sufficienti.
Qual è il periodo migliore per andare?
Personalmente ho visitato Valencia a fine maggio e l’ho trovata perfetta.
Le temperature erano già estive ma ancora piacevoli, le giornate molto lunghe e il numero di visitatori gestibile. Anche primavera e inizio autunno rappresentano periodi eccellenti per visitare la città.
L’estate è ideale per chi vuole combinare visite culturali e spiaggia, ma le temperature possono essere decisamente più elevate.
Conviene soggiornare nel centro storico?
Assolutamente sì, soprattutto se si dispone di poco tempo.
La mia scelta dell’Hospedería del Pilar si è rivelata molto comoda perché mi ha consentito di raggiungere a piedi quasi tutte le attrazioni del primo giorno e di vivere l’atmosfera della città dal mattino fino a tarda sera.
Per un weekend consiglio senza dubbio il centro storico o le sue immediate vicinanze.
Come raggiungere la Roig Arena?
Nel mio caso ho scelto due soluzioni diverse.
Per l’andata ho utilizzato Uber, una scelta comoda che mi ha permesso di arrivare rapidamente all’arena senza dover fare cambi o controllare gli orari dei mezzi pubblici.
Al termine del concerto, invece, ho deciso di tornare a piedi. La passeggiata è stata piacevole e mi ha permesso di vedere una parte diversa della città durante le ore serali.
Naturalmente è possibile raggiungere la Roig Arena anche con i mezzi pubblici, ma se soggiorni in centro e vuoi evitare complicazioni, Uber rappresenta una soluzione molto pratica, soprattutto prima dell’inizio dell’evento.











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