Escursione da Ubud: il tour dei principali templi balinesi

Pura Tanah Lot

Per chi non lo sapesse Withlocals è un sito internet in grado di collegare viaggiatori provenienti da ogni angolo del mondo con la popolazione locale. In che modo? Il funzionamento è davvero semplice: una volta iscritti, i residenti della città propongono esperienze legate alle abitudini locali consentendo loro praticando i propri hobbies insieme a turisti e allo stesso tempo guadagnando soldi nel tempo libero.

La vera missione di Withlocals è quindi quella di connettere le persone e le culture attraverso cibo ed esperienze uniche ad un prezzo più basso rispetto a quello di qualsiasi tour operator. Proprio in questi giorni la piattaforma, dopo due anni dal debutto in Asia, è entrata a far parte del mercato italiano.

Sinceramente fino al mio arrivo in Indonesia non conoscevo questo sito internet poi in molti me ne hanno parlato in maniera entusiasta ed ho deciso anch'io di testarlo. Proprio per questo ho prenotato un tour per due persone alla volta di tre dei principali templi hindu nell'isola di Bali.

Ad accompagnarci è Made, un autista sulla mezza età di Denpasar. Ci viene a prendere direttamente sulla via principale di Ubud, Jl. Raya Ubud, dopo una rigenerante colazione a base di omelette e anguria presso la nostra sistemazione, l'Ojek's Homestay. Ci dirigiamo in auto verso il Pura Taman Ayun, un tempio di stato dichiarato nel 2012 patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Il sito è circondato da alcune vasche colme d'acqua oltre ad un grande parco ed un ampio fossato nel quale si stanno ultimando alcune opere di manutenzione. Un viale conduce a un primo cortile, una distesa erbosa con vista sulla corte interna. Qui l'ingresso non è consentito e noi ci dobbiamo accontentare, facendoci spazio tra turisti e scolaresche in visita, di osservare il complesso dall'esterno, percorrendo un vialetto a dir poco affollato. Numerosi meru (santuari con diversi tetti sovrapposti) si susseguono nell'arco di pochi metri. Nelle vicinanze della biglietteria, sotto una struttura coperta da un tetto di legno, è riprodotto il campo di gioco di uno sport cruento quanto popolare che da queste parti fino ai primi anni ottanta era ancora considerato legale ma tuttora consentito durante le celebrazioni religiose, il combattimento tra galli. Gli studenti si aggirano incuriositi osservando la piccola arena.

Pura Taman Ayun
Pura Taman Ayun
Pura Taman Ayun
Pura Taman Ayun
Riproduzione di un combattimento tra galli
Riproduzione di un combattimento tra galli
Ci spostiamo in quella che probabilmente è una delle mete più frequentate sull'isola di Bali dai viaggiatori, il Pura Tanah Lot. Per raggiungerlo è necessario percorrere a piedi una strada organizzata ad hoc per i visitatori con negozi di souvenir e ristoranti e perfino un bancomat. I turisti zaino in spalla europei incontrati sull'isola di Giava hanno lasciato spazio a visitatori più sofisticati, di un'età media maggiore e prevalentemente di nazionalità cinese e australiana. In molti si sono presentati sul sito in abiti eleganti e c'è chi azzarda perfino un tacco a spillo. La posizione è alquanto suggestiva, l'edificio religioso principale si erge infatti su un pinnacolo roccioso a picco sull'oceano ma la mia prima impressione che traggo è che da queste parti tutto sia stato creato ad arte per i turisti facendo diventare il sito una macchina da soldi. Venditori di mercanzie varie si aggirano nel sito e perfino per vedere un solitario serpente in una roccia è necessario pagare. Passeggiamo sulla spiaggia, la bassa marea si sta ormai ritirando e noi trascorriamo il tempo osservando le onde infrangersi sugli scogli. Un pesciolino è rimasto intrappolato in una cavità ma è solo questione di minuti, un granchio si è invece appena mimetizzato tra le alghe.

Pura Tanah Lot
Pura Tanah Lot
Pura Tanah Lot
Pura Tanah Lot
Granchio nei pressi del Pura Tanah Lot
Granchio nei pressi del Pura Tanah Lot
L'ultima tappa di giornata è Bedugul e il vicino lago del Danau Bratan. Per arrivare fin qui è necessario inerpicarsi su strade tortuose, anche il meteo sembra cambiare. Lungo il percorso si susseguono bancarelle di agricoltori locali che vendono fragole, una specialità da queste parti. Scendono alcune gocce di pioggia, le prime dal nostro arrivo in Indonesia. Il motivo per cui siamo arrivati fin qui è semplice, sulle sponde del lago è situato un importantissimo tempio hindu-buddhista fondato nel XII secolo, il Pura Ulun Danu Bratan. Prima di visitare il sito decidiamo di andare a pranzo. Facciamo conoscenza di una coppia di italiani che dopo aver trascorso diversi anni in Indonesia hanno deciso di tornare qui per trascorrere un periodo di vacanza. Il tempio offre uno scenario da cartolina: nuvole basse, meru che si specchiano nelle acque, ragazzi locali che pescano e il lago sullo sfondo. Tuttavia c'è un aspetto che non mi piace affatto, sul giardino antistante il tempio ci sono animali rinchiusi in piccole gabbie, alcuni uccelli e pipistrelli incatenati e la possibilità per i turisti di scattare foto con loro. Una pratica che a mio parere dovrebbe essere considerata illegale ma che ahimè, visto il numero di turisti presenti e quindi fonte di introiti, è davvero difficile da debellare. Dai giardini è inoltre possibile noleggiare imbarcazioni con pilota per fare un giro del lago. Noi decidiamo di fare ritorno a Ubud, il cielo è alquanto minaccioso. Bastano pochi minuti infatti per assistere a un veloce scroscio di pioggia che si attenua per poi cessare solamente alla periferia di Ubud.

Pura Ulun Danu Bratan
Pura Ulun Danu Bratan
Pura Ulun Danu Bratan
Pura Ulun Danu Bratan
Danau Bratan
Danau Bratan
Danau Bratan
Danau Bratan

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