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Da Foce di Montemonaco al Lago di Pilato

19 Luglio 2009 · Manuel Santoro · Lascia un commento

In una splendida giornata estiva ci alziamo di buon mattino. La giornata sarà molto stancante ed al contempo avvincente. In poco meno di due ore raggiungiamo la piccola frazione di Foce di Montemonaco, in provincia di Ascoli Piceno.

Foce di Montemonaco
Foce di Montemonaco
E’ qui che lasciamo le nostre auto, pur conoscendo la possibilità di raggiungere un parcheggio sterrato qualche centinaia di metri più avanti: le condizioni del sentiero sono tali da preferire di fare il tragitto a piedi ed allungare il già lungo cammino.
Inizio della mulattiera
Inizio della mulattiera
Dopo aver attraversato il Piano della Gardosa ci inoltriamo all’interno di un bosco di faggi accompagnati da un cane di piccola taglia. E’ sicuramente questo il tratto più faticoso, dove la mulattiera lascia spazio alle cosiddette “Svolte“, un gradino roccioso ripido e instabile.

Passaggio nelle "Svolte"
Passaggio nelle “Svolte”
Superato il salto che coincide con il limite del bosco, ci incamminiamo per la Valle di Pilato. Gli alberi lasciano spazio ed estesi prati scoscesi punteggiati qua e là da fiori colorati. Alle nostre spalle la conformazione rocciosa della Sibilla è una presenza costante. Il sole batte forte e spesso chiediamo informazioni  a qualche escursionista di passaggio con l’illusione di essere arrivati alla meta.

Raggiungendo il Lago di Pilato
Raggiungendo il Lago di Pilato
Raggiungendo il Lago di Pilato
Raggiungendo il Lago di Pilato
Raggiungendo il Lago di Pilato
E’ proprio quando le forze iniziano a finire che si apre la splendida conca con il Lago di Pilato. Le sue acque sono di un blu a dir poco intenso e rappresentano l’habitat di un animaletto unico al mondo, il Chirocefalo dei Marchesoni, un crostaceo d’acqua dolce dal colore arancione.
Lago di Pilato
Lago di Pilato
Lago di Pilato
Lago di Pilato
Leggende e superstizioni hanno da sempre reso questo laghetto un luogo magico, un luogo di incontro di maghi e negromanti, che attorno all’anno 1200 costrinsero la città di Norcia ad innalzare un muro per evitare la pratica dell’occulto. I trasgressori pagavano con la vita. Anche il suo nome vanta un’origine misteriosa in quanto la leggenda narra che vi precipitò il corpo esanime di Ponzio Pilato all’interno di un carro trainato da una coppia di buoi. Ci aspetta così un meritato riposo a poca distanza da un gruppo di cavalli.

Lago di Pilato, cavallo al pascolo
Lago di Pilato, cavallo al pascolo
Molte sono le persone che hanno raggiunto questo paradiso sugli Appennini marchigiani. Il percorso di ritorno, sempre sullo stesso sentiero, sembra non finire mai e giunti nuovamente a Foce ne approfittiamo per rifocillarci e riacquistare un po’ le nostre forze in un bar a poca distanza da una piccola chiesa.

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