
Nel cuore della Bolivia centrale, tra le morbide colline e le terre fertili della valle di Cochabamba, sorge Tarata, una cittadina che conserva intatto il fascino dell’epoca coloniale. Poco conosciuta dai viaggiatori internazionali, Tarata è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato: le sue stradine acciottolate, le case con portici in legno, le celebrazioni religiose e la vita lenta la rendono perfetta per chi cerca autenticità e atmosfera.
Fondata nel XVI secolo, Tarata è stata per secoli un centro agricolo e spirituale, ed è oggi considerata uno degli insediamenti coloniali meglio preservati del dipartimento di Cochabamba. In poche ore si può esplorare il suo piccolo centro, gustare specialità locali e vivere un’immersione nella Bolivia più genuina.
Tarata è una piccola perla nascosta della Bolivia centrale, un luogo dove la storia incontra la semplicità, dove si può camminare in silenzio tra edifici coloniali, assaporare ricette tramandate da generazioni e sentirsi parte di una comunità autentica.
È una meta ideale per una gita in giornata da Cochabamba, oppure per chi desidera rallentare il passo durante un viaggio più ampio nel Paese. Tarata non offre l’adrenalina delle grandi città o dei trekking in quota, ma regala qualcosa di diverso: profondità, tradizione e pace.








Contenuti del post
Come arrivare a Tarata
Ho incluso Tarata nel mio ultimo viaggio nel nord della Bolivia, dopo aver visitato Oruro. A causa di proteste e blocchi stradali, fenomeni frequenti nel Paese, ho scelto di evitare i trasporti terrestri e di raggiungere Cochabamba in aereo, volando direttamente da Oruro. Un’opzione comoda che mi ha permesso di risparmiare tempo e incertezze.
Una volta atterrato a Cochabamba, ho preso un taxi fino all’Avenida República, vicino al Mercado La Cancha, punto di partenza dei trufi (minivan collettivi) per Tarata. Il tragitto dura circa un’ora e costa tra i 10 e i 15 bolivianos. I trufi partono una volta riempiti e attraversano un piacevole paesaggio rurale fatto di campi coltivati, fattorie e piccoli villaggi.
L’arrivo a Tarata è semplice: i trufi ti lasciano a pochi passi dal centro storico, proprio dove iniziano le prime vie acciottolate e l’atmosfera cambia improvvisamente.

Cosa vedere a Tarata
Il centro storico è piccolo, ma ricco di spunti per chi ama l’architettura coloniale e la vita di paese. La piazza principale, ombreggiata da alberi e costeggiata da edifici con portici, è il cuore pulsante della città. Qui si affacciano i principali edifici civili e religiosi, tra cui la bellissima Cattedrale di San Severino, costruita tra il XVII e il XVIII secolo. La chiesa ha una facciata semplice ma solenne, e al suo interno custodisce altari barocchi, statue antiche e un forte senso di spiritualità.
A pochi isolati dalla piazza si trova la Casa de Melgarejo, dimora del discusso presidente boliviano Mariano Melgarejo, nativo di Tarata. L’edificio, oggi visitabile, racconta la storia di una figura controversa e di un’epoca turbolenta della Bolivia.
Interessante anche il piccolo Museo de Tarata, che raccoglie fotografie, oggetti religiosi, documenti storici e utensili della tradizione contadina. Passeggiando tra le vie laterali si incontrano case coloniali ben conservate, portoni in legno, balconi fioriti e cortili interni pieni di vita quotidiana. Alcuni artigiani locali lavorano ancora tessuti, ceramica e cuoio, mantenendo viva la tradizione.









Le festività
Tarata è celebre nella regione anche per il suo calendario festivo ricco e sentito. L’evento più importante dell’anno è la Fiesta de San Severino, celebrata ogni 24 gennaio, con una processione religiosa che attraversa le vie del paese accompagnata da bande musicali, danzatori in costume e fuochi d’artificio. È una festa che attira fedeli da tutta la valle e coinvolge l’intera comunità.
Degna di nota anche la Feria del Chorizo, un evento gastronomico dedicato al famoso insaccato tarateño. Durante la feria, la città si riempie di bancarelle, griglie fumanti e famiglie che si riuniscono per gustare uno dei simboli culinari più amati della Bolivia.
Cosa mangiare a Tarata
La cucina di Tarata è semplice, casalinga, intensa nei sapori. Il piatto più emblematico è senza dubbio il chorizo tarateño, preparato artigianalmente con carne di maiale, spezie e aglio, servito grigliato e accompagnato da pane fresco e salsa llajwa (a base di pomodoro e peperoncino).
Per provare il miglior chorizo, vi consiglio la Choricería Doña María, un locale rustico e popolare situato a pochi metri dalla piazza principale. Qui ho mangiato un chorizo preparato al momento, croccante fuori e tenero dentro, servito con pane ed insalata o in alternativa con una generosa porzione di mote (mais bollito).
Altri piatti tipici della zona includono:
- Silpancho: cotoletta sottile di carne con riso, patate e uovo fritto
- Pique macho: piatto abbondante con carne, salsicce, peperoni e cipolla
- Sopa de maní: zuppa a base di arachidi, carne e verdure
In centro si trovano anche piccoli bar dove bere un api caldo (bevanda dolce di mais) o acquistare dolci tradizionali come il rosquete.



Dove dormire a Tarata
Ho pernottato presso l’Hotel Colonial, una struttura semplice ma accogliente situata in posizione centrale. Non avevo prenotato in anticipo: sono arrivato, ho suonato il campanello e sono stato accolto dalla proprietaria, una signora gentile, discreta e sorridente.
La stanza che mi è stata assegnata era molto grande, con letto matrimoniale, bagno privato, acqua calda e Wi-Fi incluso, funzionante anche nelle ore serali. Il prezzo è stato di 50 bolivianos a notte, davvero conveniente per la qualità offerta.
✅ Aspetti positivi:
- Posizione silenziosa e a pochi minuti dal centro
- Camera spaziosa e funzionale
- Proprietaria gentile e disponibile
- Acqua calda disponibile
- Wi-Fi incluso e funzionante
⚠️ Aspetti da migliorare:
- Pulizia dei copriletti e delle tende: andrebbero lavati più frequentemente
- Colazione non inclusa, anche se nei dintorni si trovano locali economici








Lascia un commento