Dalle Islas Ballestas a Huacachina


Alle 8 inizia l’escursione in barca alle Islas Ballestas. Al contrario di molti altri turisti non pago l’ingresso alle Isole. Una donna andava in giro facendo pagare il biglietto alle persone ed io l’ho semplicemente evitate. Breve sosta per ammirare il Candelabro, un geroglifo enorme la cui origine rimane ancor oggi avvolta nel mistero. 

Reserva Nacional de Paracas, Candelabro
Reserva Nacional de Paracas, Candelabro
Reserva Nacional de Paracas, Candelabro
Dopo una mezz’ora giungiamo alle Islas Ballestas, sede di estrazioni di guano ma soprattutto di specie di uccelli (cormorani, pellicani, zarcillos...), leoni marini e pinguini di Humboldt.

Reserva Nacional de Paracas, Islas Ballestas, raccoglitori di guano
Islas Ballestas

Via via che ci avviciniamo alle isole il mare inizia a diventare mosso e io comincio ad avere i primi sintomi di mal di mare. È uno spettacolo quello che ci offrono queste isole, centinaia e centinaia di uccelli volteggiano sulle barche dei turisti.

Reserva Nacional de Paracas, Islas Ballestas
Reserva Nacional de Paracas, Islas Ballestas
Reserva Nacional de Paracas, Islas Ballestas
L’escursione termina alle 10, giusto il tempo di prendere gli zaini e raggiungere in pulmino la laguna di Huacachina a un’ora e mezza di distanza. La strada corre dritta nel deserto e lungo i bordi sono tantissime le croci per ricordare le persone morte in incidenti stradali. A dar prova di questo la ragazza (veramente una bella ragazza) che ho conosciuto in un’agenzia turistica a Huacachina mi racconta di un suo amico che è stato coinvolto in un incidente stradale senza avere un’assicurazione. Per questo devono raggiungere una somma pari a 20000 soles per fare un’operazione. Prenoto un’escursione in buggy tra le dune del deserto per il pomeriggio. Pranzo in un locale, il Bolepo Gourmet a base di lomo saltado. Il cameriere, Santiago, si chiede il perchè della mia scelta di viaggiare da solo. Un po’ di relax su una duna con vista sulla laguna e sono pronto per il buggy.

Oasi di Huacachina
Oasi di Huacachina
Oasi di Huacachina
Oasi di Huacachina
Si tratta di aspettare una mezz’ora e rimango a parlare con la bella ragazza dell’agenzia, insegnandole alcuni vocaboli in italiano. L’escursione parte verso le 16,30. Il buggy pare arrancare fin da subito. Sono insieme a un gruppo di ragazzi israeliani e una coppia di mezza età olandese, i quali si spaventano subito della velocità raggiunta durante le ripide discese tra le dune.

Tra le dune, panorama su Ica
Tra le dune, panorama su Ica
Dopo circa un’ora il buggy comincia a sparare acqua dal tubo di scappamento fino a quando non decide di lasciarci nel bel mezzo del deserto.

Tra le dune il buggy ci lascia
Tra le dune il buggy ci lascia
Dopo aver atteso l’arrivo di altri buggy e aver capito che per il nostro non c’era niente da fare sono salito su un altro. Fantastico il tramonto con vista sulla laguna.

Huacachina, tramonto tra le dune
Huacachina, tramonto tra le dune
Huacachina, tramonto tra le dune
Raggiungo in taxi Ica dopo aver salutato la ragazza dell’agenzia. Ica è una città dal traffico impazzito, tantissimi i taxi che guidano senza rispettare segnali e precedenze. Alle 20 autobus notturno per Arequipa, ci vorranno 13 ore di viaggio. Nel terminal parlo qualche minuto con un turista francese che ho conosciuto nell’escursione del giorno prima alla Riserva di Paracas. Oggetto principale della discussione è stato Berlusconi, divenuto ormai una barzelletta per tutta Europa per via delle sue feste con giovani ragazze.

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