
Quando ho iniziato a sognare un viaggio in Madagascar, la prima cosa che mi è venuta in mente sono stati i baobab. Quelle piante gigantesche, dalle forme quasi surreali, che sembrano uscite da un libro di fiabe, erano da anni nella mia lista dei desideri. Ma il Madagascar non è solo baobab: è un mondo a parte, un’isola così vasta e complessa da sembrare quasi un piccolo continente, con ecosistemi, culture e paesaggi completamente diversi tra loro.
Organizzare un viaggio in Madagascar non è affatto semplice: le distanze sono enormi, le strade spesso dissestate, i trasporti pubblici funzionano ma richiedono tanta pazienza e flessibilità, e il tempo a disposizione sembra sempre troppo poco. Se potessi tornare indietro, lo direi subito: la durata ideale per scoprire il Madagascar è almeno tre settimane. In 21 giorni si possono combinare più regioni, spostandosi dal centro verso sud o esplorando anche il nord, dove spiagge e barriere coralline regalano scenari da cartolina.
In due avevamo a disposizione soltanto 11 giorni pieni. Una sfida non da poco, perché significava dover scegliere con attenzione quali tappe includere e quali, purtroppo, lasciare per un futuro viaggio. Ci siamo quindi concentrati su una zona specifica: il centro-sud e la costa ovest, con partenza e arrivo ad Antananarivo, la capitale. Un itinerario che unisce città, villaggi, trekking culturali, natura selvaggia, spiagge e, naturalmente, i baobab.
La particolarità di questo viaggio è che è stato interamente fai da te. Non ci siamo affidati a tour organizzati: abbiamo prenotato da soli gli alloggi, ci siamo arrangiati con i trasporti pubblici (i famosi taxi brousse), e quando necessario abbiamo noleggiato un’auto con autista privato per i tratti più lunghi e complicati. È stato un mix che ci ha permesso di risparmiare in alcuni casi, ma soprattutto di vivere la vita locale più da vicino.
Un aspetto da tenere ben presente quando si organizza un viaggio in Madagascar è che gli spostamenti richiedono molto più tempo di quanto ci si aspetti. Una distanza che sulla mappa sembra copribile in 4 ore può facilmente trasformarsi in un viaggio di 10 o 12 ore a causa delle condizioni delle strade o di imprevisti lungo il percorso. Per questo motivo, se avete solo due settimane o meno, vi consiglio di non strafare: meglio limitarsi a una o due regioni e godersele fino in fondo, piuttosto che correre da un capo all’altro dell’isola.
Nel nostro itinerario di 11 giorni, le tappe principali sono state:
- Antananarivo, la capitale, caotica e piena di contrasti.
- Ambositra, città famosa per l’artigianato e punto di partenza per il trekking nei villaggi Zafimaniry.
- Morondava, sulla costa ovest, con le sue spiagge, le mangrovie e, ovviamente, l’Avenue des Baobabs.
- Belo sur Mer, un piccolo villaggio di pescatori raggiungibile in piroga o 4×4, dove il tempo sembra essersi fermato.

Ognuno di questi luoghi ci ha regalato emozioni uniche: dall’accoglienza nelle guest house gestite da famiglie malgasce, alla magia del tramonto tra i baobab, fino al silenzio interrotto solo dalle onde a Belo sur Mer.
Se state pensando di organizzare un viaggio simile, e magari avete più tempo di noi, sappiate che il Madagascar ha davvero tantissimo da offrire: parchi nazionali con lemuri e camaleonti, spiagge paradisiache a nord come Nosy Be o Sainte-Marie, il sud con i paesaggi desertici e i villaggi di etnie diverse. Abbiamo scelto di concentrarci su un itinerario più ridotto ma intenso, perfetto per chi vuole avere un primo assaggio dell’isola senza sentirsi schiacciato dai tempi di percorrenza.
Quello che vi racconto in questo articolo è quindi la nostra esperienza personale, passo dopo passo, un itinerario di 11 giorni in Madagascar interamente fai da te. Troverete il diario del viaggio giorno per giorno, i mezzi che abbiamo utilizzato, dove abbiamo dormito, e qualche consiglio pratico per affrontare al meglio le sfide logistiche di un paese tanto affascinante quanto complicato.
Un’ultima nota: il Madagascar non è un viaggio “semplice”. Non aspettatevi le comodità di altre mete turistiche più battute. Qui serve spirito di adattamento, voglia di vivere l’imprevisto e la capacità di rallentare. In cambio, però, regala autenticità pura, incontri che vi resteranno nel cuore e paesaggi che sembrano appartenere a un altro pianeta.
Se amate i viaggi autentici, non resterete delusi.
Contenuti del post
Itinerario giorno per giorno
Giorno 1 – Arrivo ad Antananarivo
Dopo un breve scalo in Grecia, il nostro viaggio in Madagascar è iniziato con l’arrivo ad Antananarivo, la capitale. Dopo il lungo volo internazionale, la prima cosa da affrontare è stato il trasferimento dall’aeroporto al centro città.
💰 Prezzo: 70.000 Ariary (totale per due persone) per il taxi ufficiale.
Il percorso dura circa 40-50 minuti, a seconda del traffico, ed è già un’immersione nell’energia caotica di Tana: strade polverose, bancarelle ovunque, motorini che sfrecciano, e tanti bambini che giocano scalzi sul ciglio della strada.


Per la prima notte abbiamo scelto il M’Serenity Guest House, una struttura semplice ma accogliente, situata in una posizione collinare.
- 👍 Vista panoramica spettacolare sulla città, che al tramonto diventa un mosaico di luci e colori.
- 👎 In agosto la camera era fredda: consiglio questa guest house nei mesi più caldi.



Giorno 2 – Da Antananarivo ad Ambositra (taxi brousse)
La mattina seguente siamo partiti verso Ambositra, nel cuore dell’altopiano malgascio. Il trasferimento è avvenuto con il taxi brousse, il mezzo più tipico per gli spostamenti lunghi in Madagascar: minibus affollati, nessun comfort, fermate infinite, ma un contatto diretto con la popolazione locale.
Il viaggio è durato molte ore e non è stato comodissimo. Ambositra è considerata la capitale dell’artigianato del legno e offre un’atmosfera vivace, con botteghe che vendono sculture e intarsi.


Abbiamo dormito al Jonathan Hotel, dove siamo rimasti due notti.
- 👍 Camera familiare ampia e pulita, buon ristorante al piano terra e posizione centrale in città.
- 👎 Pulizia del bagno da migliorare, Wi-Fi instabile e camere fredde nei mesi invernali.
Ambositra è stata la nostra base per il trekking del giorno successivo.


Giorno 3 – Trekking Pays Zafimaniry: da Antoetra a Sakaivo
La giornata è stata dedicata al trekking nella regione Zafimaniry. Raggiungere Antoetra, punto di partenza del trekking, non è stato affatto semplice: la pista è in condizioni disastrose, con buche e fango ovunque.
Il trekking da Antoetra a Sakaivo è stato un’immersione nella cultura Zafimaniry, popolazione nota per le case in legno decorate e per una tradizione artigiana tramandata da secoli. Camminare tra villaggi isolati, incontrare bambini sorridenti e vedere gli artigiani all’opera è stato come tornare indietro nel tempo.
💰 Prezzo: 545.000 Ariary (totale per due persone) per guida e permessi.
Di seguito i contatti dell’agenzia locale con la quale abbiamo organizzato il trekking:
Agence de voyage locale GGAM Touring
Tél +261 32 74 998 15
Whatsapp +261 34 68 181 90
Email ggam.guides@gmail.com






La sera siamo rientrati ad Ambositra per la seconda notte al Jonathan Hotel, ormai abituati alla sua atmosfera un po’ spartana ma funzionale.
Giorno 4 – Da Ambositra a Morondava (14 ore in 4×4)
Questa è stata senza dubbio la giornata più dura del viaggio. Abbiamo affrontato il trasferimento da Ambositra a Morondava, sulla costa ovest, in 4×4 con autista privato.
💰 Prezzo: 1.100.000 Ariary (totale per due persone).
Il viaggio è durato 14 ore, interminabili, tra strade piene di buche, ponti traballanti e soste in villaggi sperduti.
👉 Consiglio: se potete, spezzate il viaggio fermandovi a Miandrivazo. Fare tutto in un’unica tirata è un’esperienza estenuante.



Arrivato a Morondava ho alloggiato all’Havana Hôtel, dove siamo rimasti tre notti.
- 👍 Buon rapporto qualità/prezzo, staff gentile e camere pulite.
- 👎 Colazione con orari limitati, poco flessibili per chi deve uscire presto per escursioni.

Giorno 5 – Morondava: città, mangrovie e villaggio di Betania
Dopo la fatica del giorno precedente, questa giornata è stata più rilassante. Abbiamo esplorato Morondava, una cittadina costiera dall’atmosfera tranquilla e rilassata, organizzando poi anche un’escursione in piroga di mezza giornata attraverso le mangrovie fino al villaggio di Betania, abitato da pescatori Vezo.
💰 Prezzo: 80.000 Ariary (totale per due persone).
È stato affascinante osservare la vita quotidiana degli abitanti: le barche di legno colorate, i bambini che giocavano sulla riva, le donne intente a cucinare. Un contatto autentico con la cultura locale.
Rientro in serata al nostro alloggio, l’Havana Hôtel, per la seconda notte.









Giorno 6 – Morondava: Avenue des Baobabs e Kirindy Forest
Questa è stata la giornata più iconica del viaggio. La mattina ci siamo svegliati presto per andare all’Avenue des Baobabs.
💰 Prezzo: 150.000 Ariary (totale per due persone).
Tutti ci avevano detto che il tramonto era il momento migliore, ma la verità è che al tramonto la zona si riempie di turisti e l’atmosfera perde magia. Io consiglio l’alba 🌅: pochissima gente, luce dorata e un silenzio che rende i baobab ancora più imponenti.




Nel pomeriggio ci siamo spostati nella Kirindy Forest, per un breve trekking naturalistico accompagnato da guide locali. Qui abbiamo visto diverse specie di lemuri e camaleonti, oltre ad avere la fortuna di ammirare da vicino il fossa, il predatore più temuto dell’isola.
💰 Prezzi:
- 300.000 Ariary (totale per due persone) per escursione e guida.
- 90.500 Ariary a persona per ingresso al parco.




La sera, terza notte al nostro ormai familiare Havana Hôtel.
Giorno 7 – Da Morondava a Belo sur Mer (piroga a motore)
Il settimo giorno abbiamo vissuto un’esperienza particolare: il trasferimento in piroga a motore da Morondava a Belo sur Mer. Un viaggio spartano ma suggestivo, che regala panorami splendidi della costa. Una volta presi posto in hotel abbiamo visitato il pittoresco villaggio di pescatori di Belo sur Mer, influenzato dalle maree e dai ritmi lenti. Qui le barche vengono costruite ancora in legno in stile tradizionale.
💰 Prezzo: 350.000 Ariary (totale per due persone).





A Belo abbiamo soggiornato al Entremer, senza dubbio la struttura migliore del mio itinerario.
- 👍 Tutto: posizione fronte mare, filosofia ecosostenibile, staff premuroso e cucina eccellente. Avrei voluto fermarmi più a lungo. 🌟
- 👎 Nessun difetto rilevante.



Giorno 8 – Escursione a Nosy Andravoho (da Belo sur Mer)
L’ottavo giorno è stato uno dei più interessanti del viaggio. Da Belo sur Mer abbiamo organizzato un’escursione in piroga tradizionale fino a Nosy Andravoho, un piccolo isolotto circondato da acque cristalline e barriere coralline intatte. È un luogo ancora poco turistico, che regala la sensazione di approdare in un paradiso remoto.
L’esperienza della navigazione in piroga è stata piacevole: la piroga a motore è stata condivisa con altre quattro persone, e questo ha reso i costi molto più accessibili. In totale abbiamo speso 100.000 Ariary a testa per l’escursione, una cifra davvero onesta.
Oltre al costo della piroga, è stato necessario pagare l’ingresso al Parco Nazionale Kirindy Mitea, che comprende l’area marina protetta dove si trova Nosy Andravoho. Questo parco, meno conosciuto rispetto al Kirindy Forest, custodisce un ecosistema straordinario fatto di mangrovie, dune e barriere coralline ancora integre.
La giornata a Nosy Andravoho è stata dedicata al relax e allo snorkeling. Sulla spiaggia ci siamo concessi un pranzo semplice ma gustosissimo preparato dai pescatori locali: pesce fresco alla griglia e bulgur, serviti sotto una capanna mobile con vista sull’oceano.




Seconda notte al Entremer, che si è confermato un paradiso. Peccato non aver allungato qui il nostro viaggio.
Giorno 9 – Ritorno a Morondava (in 4×4)
Per il ritorno abbiamo scelto la strada via terra, più rapida delle piroghe. Il viaggio in 4×4 è durato circa 2 ore e mezza, oltre ad una sosta di mezz’ora richiesta alle saline di Antsira, che rappresentano una delle attività commerciali più importanti nella zona di Belo sur Mer.
💰 Prezzo: 450.000 Ariary (totale per due persone).



Questa volta abbiamo dormito al Hotel Menabe.
- 👍 Camera spaziosa e pulita, con balconcino. Colazioni disponibili a orari ampi, molto comodo.
- 👎 Bagno con umidità e muffa evidente: da ristrutturare.


Giorno 10 – Volo Morondava → Antananarivo
Decimo giorno: volo interno con Air Madagascar per tornare ad Antananarivo. Con questa compagnia bisogna sempre tenere in conto ritardi o cancellazioni, quindi consiglio margini larghi se avete coincidenze internazionali.

Abbiamo pernottato al Le Cocooning 974 Hôtel Restaurant Réunion, una struttura con ristorante che propone piatti tipici di Réunion.
- 👍 Camera matrimoniale con balcone e climatizzatore, Wi-Fi disponibile. La prima sera ho mangiato molto bene al ristorante, anche se la porzione di carne era ridotta.
- 👎 La seconda sera, invece, la carne era immangiabile perché troppo salata. Inoltre la pulizia del bagno era carente.
Giorno 11 – Visita di Antananarivo e trasferimento in aeroporto
L’ultimo giorno in Madagascar non l’abbiamo trascorso nella sola attesa del volo, ma l’abbiamo voluto dedicare alla scoperta di Antananarivo. La capitale malgascia è spesso trascurata dai viaggiatori che puntano direttamente alle località costiere o ai parchi naturali, ma in realtà merita di essere vissuta almeno per una giornata intera.
La prima tappa è stato il mercato di Analakely, un dedalo di bancarelle e profumi (e non) che rappresenta il cuore pulsante della città. Qui si trova di tutto: spezie, artigianato, tessuti coloratissimi, oggetti in legno intarsiato, e naturalmente tanta frutta esotica. È un’esperienza sensoriale travolgente, dove bisogna imparare subito l’arte della contrattazione.


👉 Consiglio: tenete gli oggetti di valore ben nascosti. Gli scippi qui non sono rari e conviene prestare molta attenzione, soprattutto quando il mercato è molto affollato.
Dopo il mercato, abbiamo raggiunto la città alta, la parte più antica e suggestiva di Antananarivo. Salendo verso la collina, la vista sulla città si apre spettacolare: tetti rossi, strade strette e un’atmosfera che ricorda le città coloniali. Camminare tra le vie strette è stato un tuffo nel passato, tra palazzi storici e piccole botteghe.
Infine, non poteva mancare la visita al Rova, l’antico palazzo reale. Questo complesso domina la città dall’alto e rappresenta un luogo simbolico per la storia del Madagascar. Le mura imponenti, i resti delle residenze reali e la vista panoramica rendono il Rova una tappa da non mancare.


La giornata si è conclusa con un rientro al Le Cocooning 974 Hôtel Restaurant Réunion, dove avevamo prenotato un day use prima del trasferimento in aeroporto. È stato utile avere una base comoda per riposarci, fare una doccia e prepararci al lungo viaggio di rientro.
👉 Consiglio finale: Antananarivo è una città affascinante ma complessa. Se avete solo poche ore, concentratevi proprio su questi tre luoghi – mercato principale, città alta e Rova – perché danno un quadro autentico della capitale, tra tradizione, storia e vita quotidiana.
Consigli pratici
Organizzare un viaggio in Madagascar non è semplice: richiede tempo, pazienza e soprattutto consapevolezza delle difficoltà logistiche. È un Paese meraviglioso, ma non “facile” come altre destinazioni. Se però ci si arriva preparati, con aspettative realistiche e spirito d’avventura, le soddisfazioni sono immense.
Durata ideale del viaggio
Il Madagascar è un’isola immensa, con una superficie paragonabile a quella della Francia. Le distanze sono enormi, e le strade sono spesso dissestate, tanto che i tempi di percorrenza si dilatano sempre oltre quello che mostrano le mappe.
Per questo, anche se il nostro itinerario è stato di 11 giorni, la verità è che il Paese meriterebbe almeno 3 settimane. Con più tempo avremmo potuto aggiungere altre tappe fondamentali, soprattutto nel sud.
L’itinerario dei miei sogni, se avessi avuto 21 giorni, sarebbe stato così:
- Dopo Morondava e la costa ovest, avremmo proseguito verso Tuléar (o Toliara), nel profondo sud;
- Da lì avremmo visitato il Parco Nazionale dell’Isalo, con i suoi canyon spettacolari e i paesaggi desertici che sembrano scolpiti dal vento;
- Successivamente ci saremmo spostati verso Ambalavao, piccolo centro pittoresco famoso per il mercato degli zebù;
- Da Ambalavao avremmo proseguito per Fianarantsoa, importante città culturale e crocevia per chi vuole esplorare il sud-est;
- Infine ci saremmo fermati a Ranomafana, uno dei parchi nazionali più belli del Madagascar, famoso per la foresta pluviale e per la grande varietà di lemuri.
In questo modo avrei potuto combinare mare, cultura e parchi naturali in un unico grande viaggio. Gli 11 giorni che avevo a disposizione sono stati intensi e appaganti, ma con 3 settimane avremmo avuto un quadro davvero completo del Paese.
Come spostarsi
Il tema dei trasporti merita un capitolo a parte. Muoversi in Madagascar non è mai banale, e spesso è proprio la parte più impegnativa del viaggio.
- Taxi brousse: è il mezzo più diffuso tra i locali. Sono minibus o pulmini condivisi che collegano le principali città. Il prezzo è economico, ma i tempi sono molto lunghi e il comfort scarso. Io li ho usati, ad esempio, nel tratto Antananarivo – Ambositra. È stata un’esperienza autentica, ma non la consiglierei a chi ha poco tempo.
- 4×4 con autista privato: indispensabile per i tratti lunghi e difficili. Le strade spesso non sono asfaltate, e senza un buon fuoristrada sarebbe impossibile raggiungere alcune destinazioni. Io ho speso 1.100.000 Ariary (totale per due persone) per il tragitto Ambositra – Morondava: 14 ore di viaggio massacranti, che in realtà sarebbe stato meglio spezzare con una sosta a Miandrivazo. Ma senza un 4×4 e un autista esperto, non avrei mai raggiunto la costa ovest.
- Piroga: lungo la costa, alcuni villaggi sono collegati via mare. È stato il caso del tratto Morondava – Belo sur Mer, che ho fatto in piroga a motore, un’esperienza unica e tradizionale. Il costo è stato di 350.000 Ariary solo andata per due persone. Ho pagato anche il ritorno (150.000 Ariary) nonostante non lo abbia usato, perché i pescatori che mi avevano accompagnato dovevano comunque rientrare.
- Voli interni: quando possibile, i voli aiutano a risparmiare tempo prezioso. Io ho volato con Air Madagascar nel tratto Morondava – Antananarivo. Non sono economici, ma sono spesso l’unico modo per evitare giornate intere passate in auto.
Periodo migliore per il viaggio
Il Madagascar ha un clima vario, che cambia molto a seconda delle zone. In generale, il periodo migliore per visitarlo è la stagione secca, da maggio a ottobre.
Io ho viaggiato ad agosto, e mi sono trovato bene, anche se in alcune zone (soprattutto in altura, ad Ambositra e Antoetra) le notti erano piuttosto fredde. Portate con voi qualche capo pesante per la sera, soprattutto se viaggiate durante l’inverno australe.
La stagione delle piogge, da novembre ad aprile, rende alcuni spostamenti molto complicati, perché le strade si trasformano in fiumi di fango. Inoltre, tra gennaio e marzo è anche il periodo dei cicloni nella zona orientale.
Conclusione
Il nostro viaggio in Madagascar è stato breve ma intenso, e ci ha lasciato emozioni profonde.
Non è stato un itinerario facile: le strade dissestate, i tempi infiniti, la necessità di adattarsi a condizioni di base molto semplici. Ma è proprio questo che lo ha reso speciale. Il Madagascar è un Paese che non si concede a chi cerca il comfort immediato: bisogna saperlo vivere con pazienza, apertura mentale e spirito di avventura.
Ogni fatica è stata ampiamente ripagata.
Consiglierei questo itinerario fai da te? Assolutamente sì. È vero, ci sono difficoltà, ma l’autenticità delle esperienze vissute non ha prezzo. Viaggiare senza filtri, a contatto con la realtà del Paese, ti regala incontri sinceri e paesaggi che restano nel cuore.
Rifarei questo viaggio? Senza dubbio. Magari con più tempo, per aggiungere quelle tappe che ho dovuto sacrificare. Ma anche così, in soli 11 giorni, ho avuto la fortuna di scoprire un Paese straordinario, che ti insegna a rallentare, ad adattarti e a meravigliarti davanti alla natura.
Il Madagascar non è per tutti, ma se cercate un’avventura autentica, fatta di strade polverose, tramonti infuocati, mare incontaminato e incontri indimenticabili, allora preparate lo zaino.





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