
Morondava è una cittadina sorprendentemente autentica e viva, affacciata sulla costa occidentale del Madagascar, dove ogni angolo racconta qualcosa della vita quotidiana dei suoi abitanti. Non aspettatevi grandi piazze o monumenti imponenti: la sua bellezza è fatta di dettagli, dei tricicli che a flotte si muovono per le vie, di strade polverose animate dai carretti trainati dagli zebù, dei mercati che esplodono di colori e profumi e dei bambini che giocano ovunque.
Uno degli aspetti più caratteristici di Morondava è proprio la presenza dei risciò, piccole biciclette a tre ruote che trasportano persone e merci lungo le vie della città. Vederli sfrecciare tra le strade polverose è quasi ipnotico: alcuni sono decorati con colori vivaci, altri trasportano intere famiglie o pacchi di merci, e tutti si muovono al ritmo naturale della città, tra il brusio dei mercati e il continuo via vai dei locali. Salire su un risciò è un’esperienza autentica e divertente, che permette di osservare Morondava da vicino, sentire gli odori (a volte fin troppo pungenti), e percepire il ritmo della vita quotidiana della città.


Durante le nostre quattro notti a Morondava abbiamo avuto il tempo di esplorare le strade a piedi, osservare i dettagli più piccoli e capire l’anima di questa città. La particolarità di Morondava non sta tanto nei luoghi iconici quanto nell’atmosfera che permea ogni angolo: c’è un senso di lentezza, di vita che scorre senza fretta, un ritmo che invita a fermarsi, respirare e osservare. Passeggiare per le vie polverose, fermarsi nei mercati, osservare i pescatori che riparano le reti lungo il fiume, chiacchierare con i venditori locali: tutto contribuisce a creare un quadro autentico e vivido della città.
Morondava è anche un punto di partenza ideale per esplorare i dintorni, dalle foreste ai villaggi di pescatori, fino all’Avenue des Baobab. Ma anche senza muoversi, vale la pena viverla giorno dopo giorno, scoprendo i suoi angoli nascosti, i ritmi e le piccole scene quotidiane che rendono unica la città. Qui, l’autenticità non è un valore da esibire, ma una realtà palpabile che conquista chiunque abbia voglia di immergersi nella vita locale.
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Cosa vedere a Morondava
Uno dei luoghi simbolo di Morondava è senza dubbio la spiaggia, che si estende per chilometri lungo la costa. La sabbia dorata, le acque calde e i tramonti spettacolari sul Canale di Mozambico creano un’atmosfera unica. Durante la giornata si possono osservare i pescatori che rientrano con le loro piroghe tradizionali, portando il pescato fresco che finirà poi sui banchi del mercato. La spiaggia è perfetta per fare una passeggiata mentre il cielo si tinge di rosso e arancio. Per chi ama le esperienze autentiche.

Altro cuore pulsante della vita cittadina è il mercato di Morondava, un luogo vivace e colorato dove ogni giorno si incontrano abitanti provenienti dai villaggi vicini. Qui si può trovare di tutto: dalla frutta tropicale come mango, litchi e banane, alle spezie profumate, fino ai tessuti e cineserie.




Escursioni nei dintorni di Morondava
Morondava non è solo una cittadina da vivere, ma anche la base ideale per scoprire alcune delle meraviglie naturali più iconiche della costa occidentale. Tra foreste secche, villaggi di pescatori e giganteschi baobab, ogni escursione è un’immersione nella biodiversità e nella cultura locale, e offre scorci unici che difficilmente si dimenticano. Durante il nostro soggiorno, abbiamo avuto l’opportunità di visitare tre luoghi principali: il villaggio di Betania, l’Avenue des Baobab e la Kirindy Forest.
Betania e i canali tra le mangrovie
Situato a pochi chilometri da Morondava, il villaggio di Betania è un piccolo centro di pescatori che vive ancora secondo i ritmi del mare. Qui, la vita scorre lenta e autentica: le donne asciugano il pesce al sole, i bambini giocano lungo i canali e i pescatori riparano le reti direttamente sulle spiagge di sabbia fine.
Per raggiungere Betania, abbiamo noleggiato una piroga per mezza giornata, al costo di 80.000 Ariary per due persone. La barca ci ha permesso di esplorare i canali di mangrovie che circondano il villaggio, un labirinto naturale dove l’acqua dolce si mescola a quella salata, creando un ecosistema ricco di vita. Le mangrovie, con le loro radici aeree contorte e le fronde fitte, sono un habitat fondamentale per pesci, granchi e uccelli locali. Navigare tra questi canali è come entrare in un mondo a sé stante: il silenzio rotto solo dal remare e dal canto degli uccelli, la luce che filtra tra le foglie e l’odore salmastro dell’acqua creano un’atmosfera quasi surreale.
Una curiosità: alcune radici delle mangrovie, particolarmente grandi e nodose, vengono spesso usate dagli abitanti per costruire piccole piattaforme o punti di appoggio per pescare, dimostrando quanto la natura e la vita locale siano strettamente intrecciate. Passeggiando nel villaggio, abbiamo potuto osservare anche le case tradizionali in legno e foglie di palma, semplici ma funzionali, e capire come la comunità abbia trovato un equilibrio sostenibile con l’ambiente circostante.



Betania è un luogo perfetto per chi ama la fotografia naturalistica: ogni scorcio dei canali, ogni riflesso sull’acqua, ogni movimento della fauna locale diventa un dettaglio unico da catturare. Ma è anche un luogo che invita alla contemplazione, a fermarsi e osservare, senza fretta, la vita quotidiana dei pescatori e dei loro familiari.









Avenue des Baobab
Forse uno dei simboli più iconici del Madagascar, l’Avenue des Baobab è una strada fiancheggiata da alberi millenari che sembrano usciti da un sogno. Questi baobab, alcuni alti oltre 30 metri e con circonferenze di oltre 10 metri, possono vivere per più di mille anni, e la loro presenza conferisce alla strada un’atmosfera quasi mistica.
Abbiamo visitato l’Avenue sia all’alba che al tramonto, e la differenza è stata notevole. Al tramonto, la luce calda e dorata rende i tronchi degli alberi ancora più suggestivi, ma la zona è molto affollata da turisti e venditori locali. L’alba, invece, ha un fascino tutto suo: il cielo si tinge di rosa e arancione, la luce filtra delicatamente tra i tronchi e c’è pochissima gente. Questo rende l’esperienza più intima e permette di scattare fotografie senza interferenze.
Abbiamo raggiunto l’Avenue dei Baobab con un taxi privato insieme alla visita alla Kirindy Forest, al costo di 150.000 Ariary per due persone (solo trasporto). Camminare lungo la strada, ammirare questi giganti silenziosi e respirare l’aria fresca del mattino è un’esperienza che resta impressa nella memoria.
Una curiosità interessante: i baobab sono chiamati “alberi della vita” perché, oltre a fornire frutti commestibili e riserve d’acqua all’interno del tronco, fungono da rifugio per numerose specie di uccelli e piccoli mammiferi. Alcuni alberi presentano incisioni lasciate da viaggiatori o dalla popolazione locale nel corso dei secoli. Da parte mia però non condivido la scelta di incidere i tronchi.









Kirindy Forest
La Kirindy Forest è una foresta secca che ospita una biodiversità straordinaria. Qui si possono avvistare il fossa, predatore simile a una mangusta gigante, diversi lemuri, camaleonti e una moltitudine di uccelli endemici. La foresta è un luogo dove la natura domina completamente, e camminare tra i sentieri significa immergersi in un ecosistema unico e sorprendente.
L’escursione completa, comprensiva di guida, ha avuto un costo di 300.000 Ariary per due persone, mentre l’ingresso al parco è stato di 90.500 Ariary a persona. La guida è stata fondamentale per avvistare gli animali più timidi e per comprendere le caratteristiche botaniche della foresta. Abbiamo camminato tra alberi alti e secchi, foglie secche scricchiolanti sotto i piedi e suoni di animali che sembravano provenire da ogni direzione.
Una curiosità anche per quest’area protetta: la Kirindy Forest è famosa per il fenomeno della “foresta che dorme”. Durante il giorno, molti animali si nascondono o si muovono lentamente, mentre di notte la foresta prende vita con movimenti, versi e attività frenetica di predatori e prede. È per questo che molti visitatori scelgono escursioni serali o notturne, per osservare il comportamento naturale degli animali notturni, tra cui diversi lemuri notturni e camaleonti che cambiano colore anche al buio.
La foresta è anche importante per la conservazione: molte specie che la popolano sono endemiche e non si trovano in nessun’altra parte del mondo. Camminare tra questi sentieri significa rendersi conto di quanto la natura malgascia sia unica e fragile, e quanto sia importante preservarla.








Dove dormire a Morondava
Morondava offre sistemazioni semplici e funzionali, spesso a conduzione familiare, che mettono l’accento sull’ospitalità più che sul lusso. Durante il nostro soggiorno abbiamo provato due hotel diversi: Havana Hôtel, per le prime tre notti, e Hotel Menabe, al ritorno da Belo sur Mer. Entrambe le strutture hanno caratteristiche simili, ma con qualche differenza che vale la pena segnalare.
Havana Hôtel
L’Havana Hôtel ci ha colpito subito per il suo ottimo rapporto qualità/prezzo. Dopo un lungo viaggio, trovare un posto accogliente, con camere pulite e personale disponibile, è stato un sollievo.
Le stanze sono essenziali ma funzionali: ordinate, pulite e con tutto il necessario per un soggiorno comodo. Lo staff dell’hotel è molto cordiale e sempre pronto a dare consigli sulle escursioni, aiutare con gli spostamenti e rispondere a qualsiasi domanda. Ci siamo sentiti subito a nostro agio.
Tra i punti di forza, oltre alla pulizia e alla disponibilità del personale, c’è la tranquillità della struttura. L’hotel è leggermente defilato dal centro più caotico, permettendo di riposare bene la notte e recuperare energie per le giornate intense di escursioni.
Un piccolo svantaggio riguarda la colazione: non tanto per la qualità, che è nella media, quanto per la rigidità degli orari. Chi deve partire all’alba per le escursioni, come l’Avenue des Baobab, rischia di partire a stomaco vuoto. Nel nostro caso ci siamo arrangiati con snack acquistati in anticipo. Una maggiore flessibilità, magari con colazioni al sacco, migliorerebbe notevolmente l’esperienza.
Altro consiglio: chiedete sempre una camera lontana dal generatore. Durante le frequenti interruzioni di corrente il rumore provocato può diventare fastidiosissimo.
Nonostante questo, l’Havana Hôtel rimane una scelta sicura per chi cerca un alloggio semplice e affidabile. La sua posizione permette di vivere Morondava in modo autentico: basta uscire dall’hotel e ci si ritrova subito immersi nella vita della città, tra mercati, risciò e scene quotidiane di grande fascino.

Hotel Menabe
Al ritorno da Belo sur Mer, abbiamo soggiornato all’Hotel Menabe per una notte. La prima impressione è stata molto positiva: la camera era spaziosa, luminosa e dotata di un piccolo balconcino, perfetto per rilassarsi dopo una giornata di esplorazioni. Anche la pulizia era buona e la stanza trasmetteva una sensazione di ordine e comfort.
Un grande vantaggio rispetto all’Havana Hôtel era la flessibilità della colazione: gli orari erano ampi e ci hanno permesso di partire all’alba senza problemi. Questo dettaglio, apparentemente piccolo, ha migliorato notevolmente il nostro soggiorno.
Purtroppo, però, il bagno presentava evidenti problemi di umidità e muffa, con macchie scure sulle pareti e odore persistente. È un difetto importante, che influisce sulla percezione complessiva della struttura. Nonostante ciò, l’Hotel Menabe resta una buona scelta per chi cerca camere più spaziose e confortevoli, con la consapevolezza del problema legato al bagno.
In sintesi, entrambi gli hotel offrono un punto d’appoggio sicuro e tranquillo, ideale per ricaricare le energie prima e dopo le escursioni.

Dove mangiare a Morondava
Durante il nostro soggiorno abbiamo avuto l’opportunità di provare diversi ristoranti, ma ci siamo affezionati a due in particolare: Pleine Lune e Le Corail. Entrambi ci hanno lasciato un ricordo speciale, non solo per il cibo ma anche per l’atmosfera.
Pleine Lune (P75F+59P) è un ristorante semplice ma accogliente. Il menu offre piatti locali e internazionali preparati con ingredienti freschi e con cura. L’atmosfera rilassata e il personale cordiale rendono ogni pasto un piacere. 🌙 Ci siamo fermati qui per diverse serate, godendoci la brezza serale della città.
Le Corail (P739+JPP, Rue De L’Independance) è un’altra tappa imperdibile. Situato in centro, propone piatti locali e porzioni abbondanti. Ci siamo sentiti subito a nostro agio, come ospiti di amici, e la qualità del cibo è stata costante. Tra i piatti preferiti, il pesce fresco cucinato con semplicità ma dal sapore autentico, perfetto per assaporare i gusti della costa.
Entrambi i locali non sono solo posti dove mangiare, ma anche punti di incontro per osservare la vita locale e respirare l’atmosfera di Morondava. Tornare qui significava godersi un momento di pausa, incontrare altre persone e sentirsi parte della città, anche solo per una serata.
Consigli pratici per chi visita Morondava
- Prenotare taxi privato: gli spostamenti fuori città richiedono mezzi affidabili. Taxi privati permettono di muoversi senza stress, soprattutto per raggiungere l’Avenue des Baobab o la Kirindy Forest.
- Partire molto presto per l’alba: specialmente per l’Avenue des Baobab, partire prima dell’alba significa godersi la luce migliore e evitare la folla.
- Portare contanti: tutti i prezzi sono in Ariary e pochi negozi o ristoranti accettano carte. È fondamentale avere contanti a disposizione, soprattutto per escursioni, ingressi e piccoli acquisti nei villaggi.
- Aspettarsi strutture semplici ma ospitali: gli hotel e i ristoranti sono spesso essenziali, ma il personale è genuinamente accogliente e disponibile, rendendo il soggiorno piacevole.
- Fotografia e natura: prevedere tempo extra per scattare foto e osservare gli animali. Sia l’alba che il tramonto offrono luce ideale per i paesaggi, e nelle foreste o nei villaggi è facile imbattersi in momenti indimenticabili.
- Curiosità locali: nei villaggi, le mangrovie e i baobab sono utilizzati dagli abitanti per attività quotidiane, come pesca, nidificazione e piccole costruzioni. La vita locale è strettamente intrecciata con la natura circostante.





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