Da Marrakech alle Gole di Dades

Kasbah Ait Benhaddou

Alle 6 siamo già in piedi, si parte per un'escursione di tre giorni con l'agenzia di viaggio Mami Tour: raggiungeremo Merzouga nell'est del Marocco. Nonostante la colazione nel riad fosse dalle 8 alle 10 Hassan si è svegliato solamente per noi per prepararci qualcosa da mangiare. Accompagnati da un addetto dell'agenzia, raggiungiamo il punto di ritrovo con gli altri partecipanti dopo una vana attesa di mezz'ora in piazza Djemaa El Fna per aspettare due ragazzi spagnoli. Il gruppo è molto vario, siamo gli unici italiani e con noi, francesi, marocchini, portoghesi, cinesi, canadesi e di Hong Kong. Usciti da Marrakech iniziamo a salire di quota tra ulivi e campi coltivati.
Lungo la N9
Lungo la N9
Il paesaggio muta, ai bordi delle strade i fichi d'India sono sostituiti da palme e pini di Aleppo. Sostiamo qualche minuto al Restaurante Tizi Aitbarka, a quota 1460 metri. Il clima è totalmente diverso da Marrakech, ci saranno si e no 15°C. Dal terrazzino, una piacevole vista panoramica sulla valle sottostante. Riprendendo la strada l'autista del minibus si districa alla grande tra le curve, guidando molto velocemente e iniziando a mietere le prime vittime. Siamo costretti a fermarci nei pressi di un cafè perchè alcuni componenti del gruppo, tra i quali Giulia, si stanno sentendo male. Tornati in marcia la vegetazione continua a mutare ed è sempre più rada: tra villaggi berberi, calanchi di terra rossa sfumano nel giallo ocra. La strada è mozzafiato e fa quasi paura percorrerla. Superiamo alcuni camion a passo d'uomo. Ci fermiamo in un punto panoramico per osservare meglio il percorso. La vista è davvero superba. Venditori di ametiste e artigianato locale affollano i bordi delle strade cercando di attirare i turisti con le loro merci dai colori sgargianti.

N9, Valico di Tizi-n-Tichka
N9, Valico di Tizi-n-Tichka
N9, Valico di Tizi-n-Tichka
N9, Valico di Tizi-n-Tichka, artigianato locale
N9, Valico di Tizi-n-Tichka, artigianato locale
Superiamo l'arido e pietroso Passo Tizi-n-Tichka che, con i suoi 2260 metri, è il più elevato di tutto il Marocco. Fertili vallate si aprono dopo il passo creando un particolare contrasto tra il verde intenso della vegetazione e le sfumature rossastre delle montagne. Da queste parti in escursioni di questo tipo sono immancabili le soste nelle cooperative per la produzione di argan. Ci fermiamo ma io preferisco non entrare, meglio godersi il paesaggio. Mentre mi appresto a consumare uno spuntino un'anziana donna cammina faticosamente in salita mentre trasporta un carico di erba molto pesante.
Lungo la N9
Lungo la N9
Lasciamo la strada principale, la N9, e svoltiamo a sinistra per raggiungere la Kasbah di Ait Benhaddou, patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Da un punto panoramico nei pressi di un venditore con tanto di serpente al seguito scattiamo una foto al villaggio.

Kasbah Ait Benhaddou
Ait Benhaddou, venditore di strada con serpente
Ait Benhaddou, venditore di strada con serpente
Costruita con fango e argilla rappresenta uno degli esempi meglio conservati di Kasbah fortificata in Marocco. Decidiamo di pranzare al Restaurant Labaraka prima di approfondire la visita. Ordino un tajine kefta, si è capito che è il mio piatto preferito da queste parti.
Restaurant Labaraka, Tajine kefta
Restaurant Labaraka, Tajine kefta
Nella visita alla Kasbah ci accompagna una guida locale. Superiamo un fiume pressochè in secca che separa la città più nuova dal sito di nostro interesse camminando su sacchi di sabbia. Tecnicamente la si può definire uno ksar, un raggruppamento di kasbah collettive e altri edifici all'interno di mura fortificate. La metà inferiore delle mura difensive è di terra cruda mentre la parte superiore è costituita da mattoni con decorazioni di fango.

Kasbah Ait Benhaddou
Kasbah Ait Benhaddou
Kasbah Ait Benhaddou
I materiali utilizzati aiutano a non soffrire il caldo delle afose giornate estive e le forti escursioni termiche della notte. La bellezza del luogo è testimoniata anche dall'intensa produzione cinematografica in questa location: da Lawrence d'Arabia al Tè nel Deserto, da Il Gladiatore ad Alexander, hanno scelto questa location insieme a molti altri film. Tutt'oggi fervono i preparativi di un altro film il cui nome rimane sconosciuto. Ci inerpichiamo sino in cima. E' uno dei punti più alti in tutta l'area e da qui la vista, a trecentosessanta gradi, è davvero superlativa.

Panorama dalla Kasbah Ait Benhaddou
Panorama dalla Kasbah Ait Benhaddou
Panorama dalla Kasbah Ait Benhaddou
A Ouarzazate abbiamo abbiamo poco meno di un'ora libera. Le possibilità sono due, visitare il Museo del Cinema o la Kasbah di Taourirt. Noi optiamo per la seconda pagando un biglietto d'ingresso di 10 dirham. Antica residenza di Glaoui, pacha di Marrakech, è costituita da edifici realizzati in terra e paglia e fiancheggiate da torri merlate. Visitiamo alcune delle camere, che tutt'oggi hanno conservato la loro decorazione originale costituita da stucchi dipinti e soffitti in legno di cedro. Dalle piccole finestre ammiriamo il panorama sul villaggio berbero circostante e all'orizzonte le azzurre acque del lago Mansour Eddahbi.
Ouarzazate, Kasbah Taourirt
Ouarzazate, Kasbah Taourirt
Ouarzazate, vista dalla Kasbah Taourirt
Ouarzazate, vista dalla Kasbah Taourirt
Lasciamo sulla sinistra la palmeraie di Skoura e raggiungiamo la Valle delle Rose. Dal nome si può ben capire quale sia una delle attività principali dell'area, la coltivazione delle rose. A Kelaat M'Gouna, dove ci fermiamo ad un cafè quasi tutti i negozi vendono acqua di rose, olii ed essenze profumate realizzate con questo fiore. Nel cafè ho la possibilità di vedere in diretta gli ultimi minuti della partita Parma - Milan terminata 1 a 1.
Valle delle Rose
Valle delle Rose
E' l'ultima sosta prima di raggiungere il nostro hotel. Il sole sta tramontando e i villaggi, illuminati dal sole a quest'ora della giornata assumono una particolare colorazione rosa. L'autista, nonostante il buio e le curve continua a guidare velocemente e rischiamo più volte di tamponare altre auto. Raggiungiamo finalmente l'hotel dove passeremo la notte, l'Hotel Le Vieux Chateau de Dades a Boumalne Dades. La posizione è d'incanto, nei pressi delle Gole del Dades e la struttura dall'esterno promette bene. L'apparenza inganna. Un grande ragno ci accoglie appena entrati in camera. La stanza è molto spartana e ci può anche stare ma fa un gran freddo e le coperte con cui coprirci durante la notte sono molto sporche. In più le luci del bagno non funzionano. Facciamo una veloce doccia prima di andare a cena con gli altri: cous cous dal sapore disgustoso e tajine di pollo con legumi.

5 commenti:

  1. foto bellissime, complimenti. quando sono stato alle gole di dades ho trovato brutto tempo :(( una ragione quindi per tornare! congrats per il sito, ciao andrea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio! E dire che questa zona prima di partire l'avevo in parte sottovalutata... Posti splendidi. Sicuramente, un motivo in più per tornare!! Saluti, Manuel

      Elimina
  2. This is so interesting. The buildings are so natural.
    http://sangeetha.com.hk/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Thank you. You're right, beautiful and amazing!

      Elimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina

Powered by Blogger.