Weekend nel Distretto Turistico Selinuntino. Itinerario

Selinunte

Sono tornato in Sicilia a distanza di diversi anni. Allora trascorsi una settimana in occasione della gita del quinto superiore. Gli occhi non davano troppa importanza alla bellezza dei luoghi, ciò che contava era divertirsi. Crescendo tutto cambia, si hanno nuove percezioni e magari si riesce ad apprezzare quello a cui un tempo non avevi dato valore. Ecco perchè prima di partire per il Distretto Turistico Selinuntino ero così contento. Devo dire che le aspettative sono state pienamente rispettate. Nell'arco di un weekend ho scoperto nuovi borghi e ho avuto la possibilità di tornare in uno dei luoghi che ricordo con più piacere, il Parco Archeologico di Selinunte.

In questo post vi propongo l'itinerario da me seguito in questi quattro giorni.

GIORNO 1

In Sicilia sono arrivato solamente in tarda mattinata. Con il solo pomeriggio a disposizione il resto della giornata non poteva che essere molto tranquillo. Alloggiando a Castelvetrano presso l'Agriturismo Case di Latomie ho avuto tempo di scoprire il piccolo centro di Marinella di Selinunte e la chiesa di San Domenico, considerata come la Cappella Sistina di Sicilia.

Marinella di Selinunte

Un placido borgo di pescatori che si popola animatamente durante le calde giornate estive. Marinella di Selinunte è una frazione del Comune di Castelvetrano, si estende a pochi passi dal Parco Archeologico di Selinunte e può vantare un caratteristico porticciolo oltre a una lunga striscia di spiaggia sabbiosa. I ritmi scorrono lenti a Marinella, soprattutto nel bel mezzo della bassa stagione. Ho trovato questo piccolo centro particolarmente rilassante, ho passeggiato lungo il molo e mi sono riscaldato sotto un piacevole sole autunnale.

Marinella di Selinunte
Marinella di Selinunte
Marinella di Selinunte
Marinella di Selinunte
Castelvetrano | Chiesa di San Domenico

La chiesa di San Domenico a Castelvetrano è una delle espressioni più alte del manierismo della regione, un capolavoro di stucchi e rilievi conosciuto come la Cappella Sistina di Sicilia. L'impianto decorativo lungo il coro e il presbiterio fu realizzato da Antonino Ferraro da Giuliana su volere di don Carlo d’Aragona tra il 1574 e il 1580. La chiesa ha subito gravi danni durante il terremoto che ha colpito il Belice nel 1968 ed è stata recentemente ristrutturata.
Castelvetrano, chiesa di San Domenico
Castelvetrano, chiesa di San Domenico
GIORNO 2 

La seconda giornata è trascorsa visitando due dei borghi più suggestivi del Distretto, Giuliana e Sambuca di Di Sicilia. Ho vagato nelle viuzze dei centri storici ammirando antichi edifici tra castelli e chiese storiche.

Giuliana

Giuliana è forse il paese che più mi ha colpito tra quelli visitati. Le strette viuzze, le abitazioni in pietra e soprattutto il castello federiciano danno l'impressione di tornare indietro nel tempo. Dalla piazzetta antistante la Chiesa Madre mi sono incamminato in salita percorrendo stradine acciottolate sino all'ingresso del castello fondato da Federico II di Svevia nella prima metà del XIV secolo. La fortezza, di forma trapezoidale irregolare, regala attraverso il suo punto più alto, cioè la torre, una vista a trecentosessanta gradi sul sottostante nucleo abitato, sul vicino centro di Chiusa Sclafani e sulla vallata del fiume Sosio.

Giuliana
Giuliana
Giuliana
Giuliana
Sambuca di Sicilia 

L'architettura di Sambuca di Sicilia ricorda molto quella dei villaggi tradizionali andalusi. Il motivo è semplice, il borgo fu fondato dagli arabi intorno all'830 d. C. e ancora oggi sono conservate tracce di questa dominazione. Nel centro storico è presente infatti il cosiddetto "quartiere arabo" che si sviluppa attorno ai "sette vanetti", i sette vicoli saraceni. Ho visitato Sambuca di Sicilia al tramonto quando il sole illuminava dolcemente gli edifici donando loro sfumature dorate. Tra i monumenti più importanti la chiesa di San Michele Arcangelo, il Santuario di Maria Santissima dell'Udienza e la Chiesa Madre Maria SS. Assunta.

Sambuca di Sicilia
Sambuca di Sicilia
Sambuca di Sicilia
Sambuca di Sicilia
GIORNO 3

I borghi lasciano spazio a una giornata dedicata alle aree verdi del Distretto e al sito archeologico più importante di tutta l'area, Selinunte.

Riserva Naturale Orientata Torre Salsa

Probabilmente l'inizio dell'inverno non è la stagione ideale per visitare la Riserva Naturale Orientata Torre Salsa. Molto meglio venire qui in primavera quando le piante sono rigogliose e a tratti in fiore. La riserva dispone di un centro visite situato in Contrada Omomorto, punto di partenza di una strada sterrata che conduce alla confluenza di più sentieri percorribili in ogni periodo dell'anno. Ognuno regala splendide viste panoramiche sul limpido mare sottostante e su alcuni pinnacoli carsici emersi dall'attività estrattiva dell'uomo.

Riserva Naturale Orientata Torre Salsa
Riserva Naturale Orientata Torre Salsa
Riserva Naturale Orientata Torre Salsa
Riserva Naturale Orientata Torre Salsa
Riserva Naturale Orientata Foce del fiume Platani

La Riserva Naturale Orientata Foce del fiume Platani sorge nei pressi della della falesia di Capo Bianco, un luogo di incantevole bellezza naturalistica. Nella riserva si snodano diversi percorsi. Io ho seguito in parte il Sentiero della Foce che si snoda all'interno di una fitta pineta fino a raggiungere la spiaggia di ciottoli. L'area protetta è stata istituita nel 1984 in quanto nella zona della foce del fiume Platani trova rifugio una ricca avifauna all'interno di una rigogliosa vegetazione.
Falesia di Capo Bianco
Falesia di Capo Bianco
Riserva Naturale Orientata Foce del fiume Platani
Riserva Naturale Orientata Foce del fiume Platani
Riserva Naturale Orientata Foce del fiume Platani
Selinunte

Selinunte è l'unico posto nel Distretto Turistico Selinuntino che avevo già visitato durante la mia precedente esperienza in terra siciliana. Con occhi diversi ho apprezzato in maniera particolare quello che per dimensioni è considerato il Parco Archeologico più grande di tutta l'area mediterranea. Fuori stagione sono pochi i visitatori nel sito ed è per questo possibile spostarsi in tutta tranquillità tra le rovine della città che nella seconda metà del VII secolo a. C. fu fondata dai Megaresi, una colonia greca da tempo presente nella regione. Il centro ebbe vita breve ma intensa e per circa 200 anni visse un periodo di prosperità e agiatezza testimoniata dagli antichi edifici ancora presenti. Il momento migliore è al tramonto, quando il sole si rifugia dietro la linea d'orizzonte e il cielo assume sfumature rossastre.

Selinunte
Selinunte
Selinunte
Selinunte
GIORNO 4

Con il volo di ritorno previsto nel pomeriggio ho avuto a disposizione solamente poche ore nell'arco della mattinata, utilizzate per visitare il borgo di Vita lungo la strada per Palermo.

Vita

A più di quarant'anni dal terremoto che colpì il Belice le ferite sono a tratti ancora aperte nel borgo di Vita. Il paese perse in quella occasione le opere più significative della sua storia, ovvero la Chiesa Madre ed il palazzo baronale. Il centro storico è ancora caratterizzato da costruzioni in pietra di gesso mentre il dislivello delle strade è spesso mitigato da scalinate. Le tradizioni e i valori del passato non sono ancora scomparsi da queste parti e anzi si è cercato di rivitalizzarli attraverso alcuni murales di artisti locali che abbelliscono le vie con scene di vita passata.

Vita, Sicilia
Vita, Sicilia
Vita, Sicilia
Vita

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