
La febbre che mi ha messo ko il giorno prima è fortunatamente già andata via. Rimane solamente il virus intestinale. In taxi raggiungiamo il terminal di Cruz del Sur, alle 11 si parte per Lima, nuovamente. Durata stimata del viaggio: sette ore e mezza. Il tratto iniziale è lo stesso percorso nelle escursioni a Chavin de Huantar e al nevado Pastoruri e in breve raggiungiamo e superiamo Recuay. Qualche chilometro più in là attraversiamo il punto più bello del tragitto di giornata, un vasto altopiano con scintillanti vette innevate sullo sfondo.



Comincia la lunga discesa verso Pativilca, lo snodo sulla Panamericana. Le montagne circostanti con il macinare dei chilometri cambiano aspetto e divenendo sempre più rocciose. Un addetto alla manutenzione stradale ci invita a rallentare in vista di una curva, un camion a rimorchio si è ribaltato, probabilmente per l’alta velocità. Non sappiamo se ci siano stati feriti. Le montagne lasciano spazio ai campi coltivati e finalmente le curve e i tornanti si addolciscono.




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| Shaura |
Imbocchiamo sulla sinistra la monotona Panamericana Sur. Il panorama è desertico e spesso punteggiato da capanne fatiscenti. Un autobus completamente bruciato della compagnia Transporte El Sol è fermo a bordo strada.



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| Panamericana |
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| Panamericana, incendio all’autobus della compagnia Transporte El Sol |
La nebbia è una costante su tutta la Panamericana. Superiamo un tortuoso tratto a picco sull’oceano. Alle porte di Lima il traffico è infernale e per lungo tempo procediamo a passo di lumaca. In mezzo alle tantissime auto è difficile districarsi con un autobus e più volte rischiamo di fare l’incidente. Alla fine arriviamo con quarantacinque minuti di ritardo. Pernottiamo nuovamente nell’Hostal Hitchhikers, nel distretto di Miraflores. Ceniamo nelle sue vicinanze a El Fogon con una buona chuleta de cerdo (bistecca di maiale).









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