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I Viaggi di Manuel

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Da Iquitos a Leticia in lancha lenta: guida di 4 giorni via San Pablo

19 Agosto 2026 · Manuel Santoro · Lascia un commento

Iquitos - Leticia, Lancha lenta

Raggiungere Leticia, in Colombia, partendo da Iquitos, in Perù, senza prendere un aereo significa trasformare uno spostamento in una vera esperienza di viaggio. Tra le due città non esiste infatti una strada che le colleghi direttamente: l’unico modo per attraversare questo tratto di Amazzonia è seguire il corso dei grandi fiumi, utilizzando le imbarcazioni che collegano i villaggi e le città della regione.

La soluzione più interessante, e sicuramente quella più lenta, è viaggiare in lancha lenta, seguendo il Rio delle Amazzoni e attraversando una parte dell’Amazzonia peruviana prima di raggiungere il confine con la Colombia. Il percorso passa da San Pablo de Loreto, piccolo villaggio fluviale che rappresenta una delle tappe più particolari dell’intero viaggio, per poi proseguire fino a Santa Rosa, sull’altra sponda del fiume rispetto a Leticia.

A differenza delle lanchas rápidas, che percorrono la tratta in tempi decisamente più brevi, la lancha lenta procede con un ritmo completamente diverso. È un mezzo utilizzato soprattutto dagli abitanti delle comunità lungo il fiume e permette di vivere la navigazione in maniera più autentica: si sale e si scende nei villaggi, si condividono gli spazi con la popolazione locale, si trasportano merci e bagagli e, per buona parte del viaggio, il fiume diventa l’unica vera strada.

Le lanchas dirette a San Pablo partono dal Puerto Da Costa, non lontano dal più conosciuto Puerto Masusa, che rappresenta invece il principale punto di riferimento per chi cerca collegamenti fluviali verso Leticia e altre località amazzoniche. È proprio da qui che comincia questa particolare traversata, che richiede circa tre giorni e combina navigazione, vita a bordo, soste nei villaggi e attraversamento della frontiera internazionale.

Dopo la navigazione attraverso l’Amazzonia peruviana si raggiunge Santa Rosa, dove si completano le formalità di uscita dal Perù. Da qui una piccola imbarcazione attraversa il breve tratto di fiume che separa l’isola dalla sponda colombiana, permettendo di raggiungere Leticia, capoluogo dell’Amazzonia colombiana.

Il viaggio è quindi molto più di un semplice trasferimento tra due città. Per circa tre giorni si vive sul fiume, osservando cambiare lentamente il paesaggio e incontrando una realtà amazzonica molto diversa da quella che si può conoscere arrivando in aereo. È un viaggio lento nel senso più autentico del termine, che richiede un po’ di adattamento ma restituisce una prospettiva completamente diversa sull’Amazzonia.

IN BREVE

Durata: circa 3 giorni
Partenza: Iquitos, Perù
Imbarco per San Pablo: Puerto Da Costa
Arrivo: Leticia, Colombia
Percorso: Iquitos → San Pablo de Loreto → Santa Rosa → Leticia
Mezzo: lancha lenta
Paesi attraversati: Perù → Colombia
Pernottamento: principalmente a bordo, secondo la tratta e le soste
Frontiera: formalità di uscita dal Perù a Santa Rosa e ingresso in Colombia
Alternativa: lancha rápida, più veloce ma meno adatta a chi vuole vivere il viaggio come esperienza

Contenuti del post

  • Perché scegliere la lancha lenta da Iquitos a Leticia
  • Iquitos: dove iniziare il viaggio
    • Il porto di Iquitos
    • Quanto costa la lancha?
    • Quando arrivare al porto
    • L’amaca: meglio comprarla prima
    • La mia esperienza: San Juan cambia completamente la situazione
    • Cosa controllare prima di salire
    • I bagagli
    • E i servizi a bordo?
  • Giorni 1-2 – Da Iquitos a San Pablo de Loreto
    • La partenza da Iquitos
    • La vita lungo il Rio delle Amazzoni
    • La prima notte sul fiume
  • Giorni 2-3. Dopo circa 18 ore: San Pablo de Loreto
    • Il viaggio di Guevara e Granado
    • Il lebbrosario
    • Cosa rimane oggi
    • Dove dormire a San Pablo
  • Giorni 3-4 – Da San Pablo lungo il Rio delle Amazzoni
    • Una giornata interamente sul fiume
    • L’alba sul fiume
    • Caballococha: una lunga sosta sul fiume
    • Vivere a bordo
    • Come si vive lungo il Rio delle Amazzoni
    • Un viaggio senza fretta
  • Giorno 4 – Santa Rosa, frontiera e arrivo a Leticia
    • Arrivo a Santa Rosa
    • Le formalità di frontiera
    • Da Santa Rosa a Leticia in barchetta
    • Il primo impatto con Leticia
  • Leticia: la fine del viaggio e l’inizio di un’altra Amazzonia
    • Dalla vita sul fiume alla triplice frontiera
    • La fine di un viaggio lento
  • Lancha lenta o lancha rapida?
    • Quale scegliere?
  • Dormire in lancha lenta
    • Dormire a bordo
      • L’amaca
      • Quanto spazio c’è?
      • Temperatura
      • Zanzare
      • Rumore
      • Sicurezza dei bagagli
      • Bagno e doccia
      • Prese e connessione
    • Cosa portare a bordo
      • Indispensabili
      • E il lenzuolo o il sacco a pelo?
      • Il mio consiglio
  • FAQ – Iquitos a Leticia in lancha lenta
    • Quanto costa andare da Iquitos a Leticia?
    • Quanto dura la lancha lenta?
    • Si può fare senza agenzia?
    • Dove si compra il biglietto?
    • È sicuro?
    • Si dorme in amaca?
    • Ci sono pasti a bordo?
    • Serve il passaporto?
    • Come si attraversa il confine Perù-Colombia?
    • È meglio arrivare a Leticia o Tabatinga?
    • Si può fare il viaggio al contrario?
  • Il mio consiglio: vale la pena?

Perché scegliere la lancha lenta da Iquitos a Leticia

Se l’obiettivo è semplicemente arrivare da Iquitos a Leticia nel minor tempo possibile, la lancha lenta non è certamente la soluzione più conveniente. Esistono imbarcazioni più rapide che permettono di coprire la tratta in tempi decisamente inferiori. Io, però, ho scelto consapevolmente la lancha lenta, proprio perché cercavo qualcosa di diverso da un semplice trasferimento.

Volevo vivere il viaggio con un ritmo più lento, lasciando che fosse il fiume a scandire le giornate. In Amazzonia questo significa anche accettare che gli orari siano spesso indicativi e che il programma possa cambiare. Una sosta prevista per pochi minuti può trasformarsi facilmente in una lunga attesa, soprattutto quando la barca deve effettuare operazioni di carico e scarico di merci, bagagli o persone. Possono esserci ritardi, fermate non previste e piccoli imprevisti che finiscono inevitabilmente per modificare i tempi della navigazione.

Ed è proprio questo, almeno per me, il bello della lancha lenta: non avere fretta.

A bordo il tempo assume un ritmo completamente diverso. Non ci sono attrazioni da raggiungere a un’ora precisa e non c’è la necessità di riempire ogni momento della giornata. Si guarda il fiume, si osservano le rive, si incontrano le persone che salgono e scendono durante il percorso. Il paesaggio cambia lentamente e, dopo qualche ora, ci si accorge di iniziare a prestare attenzione a dettagli che durante un viaggio veloce probabilmente passerebbero inosservati.

Le rive del Rio delle Amazzoni sono costantemente animate dalla vita delle comunità che vivono lungo il suo corso. Piccoli villaggi, case in legno, abitazioni costruite su palafitte, canoe che si avvicinano alla barca, pescatori e famiglie che utilizzano il fiume come principale via di comunicazione. La lancha diventa così una sorta di autobus fluviale, dove il trasporto di passeggeri convive con quello di merci e prodotti destinati alle comunità lungo il percorso.

Le soste sono parte integrante del viaggio. La barca può fermarsi per far salire qualcuno, scaricare merci o consegnare qualcosa in un villaggio. Non sempre è possibile sapere quanto durerà la fermata e spesso non c’è motivo di preoccuparsene: si aspetta. È una dimensione del viaggio molto diversa da quella a cui siamo abituati, dove ogni spostamento viene programmato al minuto.

Anche per questo la lancha lenta permette di osservare più da vicino la quotidianità dell’Amazzonia. Non si attraversa semplicemente un territorio, ma si entra, seppur per pochi minuti, nella vita delle comunità che dipendono dal fiume per spostarsi, commerciare, lavorare e mantenere i contatti con gli altri villaggi.

Naturalmente non è un viaggio per chi cerca comfort, puntualità o velocità. Bisogna mettere in conto attese, rumore, spazi condivisi e una certa dose di imprevedibilità. Ma se si accetta questa dimensione, la lancha lenta offre qualcosa che una semplice traversata veloce difficilmente può dare: il tempo di guardarsi intorno e di lasciarsi attraversare dal paesaggio.

Non è semplicemente un mezzo per spostarsi da un punto all’altro: per tre giorni il fiume diventa la strada, il paesaggio e il luogo stesso del viaggio.

Iquitos: dove iniziare il viaggio

Il porto di Iquitos

Per iniziare il viaggio da Iquitos verso San Pablo bisogna dirigersi verso il Puerto Da Costa, il punto di partenza delle lanchas lente dirette lungo il Rio delle Amazzoni. Il porto si trova non lontano dal più conosciuto Puerto Masusa, che rappresenta invece il principale punto di riferimento per chi cerca collegamenti fluviali diretti verso Leticia.

Il Puerto Da Costa è una zona portuale piuttosto semplice e movimentata, dove il confine tra trasporto passeggeri, commercio e vita quotidiana è molto sottile. Non aspettatevi una vera stazione degli autobus: qui si arriva, si cerca la propria imbarcazione, si sistemano i bagagli e si aspetta che inizino le operazioni di carico e imbarco.

Iquitos, Puerto Da Costa


Quanto costa la lancha?

Quando ho effettuato il viaggio, il prezzo della tratta Iquitos–San Pablo era di 50 soles. Avevo inizialmente acquistato il biglietto, ma successivamente ho cambiato programma e deciso di partire il giorno seguente. Sono quindi tornato al porto e, senza particolari problemi, mi sono stati restituiti i soldi del biglietto.

La partenza successiva costava invece 60 soles, prezzo che ho pagato per la tratta Iquitos–San Pablo.

Anche per il secondo tratto, San Pablo–Leticia, il costo era di 60 soles.

I prezzi, naturalmente, possono cambiare nel tempo, quindi è sempre consigliabile verificare la tariffa direttamente al porto prima della partenza.

Quando arrivare al porto

Il consiglio più importante, soprattutto se viaggiate con una lancha lenta e volete scegliere un buon posto, è non arrivare all’ultimo momento.

Io consiglio di presentarsi al porto intorno alle 15:00–16:00, in modo da avere tempo per individuare la propria imbarcazione, sistemare i bagagli e soprattutto scegliere con calma dove posizionarsi.

Il posto può fare una differenza notevole durante una navigazione che dura molte ore. In genere conviene cercare una sistemazione al piano superiore, lontano dalle scale, dai bagni e dalla zona bar. Il primo piano tende infatti a riempirsi maggiormente e a essere più movimentato, mentre il secondo piano è generalmente più tranquillo.

Non si tratta naturalmente di una regola assoluta: la disposizione delle persone e degli spazi può cambiare da una barca all’altra. Ma, dopo aver trascorso diverse ore a bordo, avere un angolo relativamente tranquillo può diventare importante.

L’amaca: meglio comprarla prima

Uno degli elementi fondamentali per affrontare il viaggio è l’amaca, che rappresenta il vero “letto” della lancha lenta.

Se non ne avete già una, vi consiglio di acquistarla prima di salire a bordo. Nella zona del porto ci sono infatti persone che vendono amache, ma generalmente a prezzi leggermente più alti rispetto a quelli che si possono trovare nei negozi o nei mercati della città.

È una spesa che vale comunque la pena affrontare: durante la navigazione l’amaca diventa il vostro spazio personale per riposare, leggere, osservare il paesaggio o semplicemente lasciarsi cullare dal movimento della barca.

La mia esperienza: San Juan cambia completamente la situazione

Nel mio caso c’è anche una particolarità da tenere presente: ho effettuato la prima partenza in coincidenza con i giorni della festa di San Juan, una delle ricorrenze più importanti dell’Amazzonia peruviana.

La prima barca era quindi sorprendentemente tranquilla, con pochissimi passeggeri. Questo mi ha permesso di avere molto spazio a disposizione e di scegliere con maggiore libertà dove sistemare l’amaca.

La situazione è cambiata nella partenza successiva: la seconda barca era decisamente più piena e gli spazi comuni erano più affollati.

È un dettaglio importante perché il numero di passeggeri può cambiare sensibilmente l’esperienza a bordo. Periodi festivi, giorni della settimana e domanda stagionale possono influenzare il numero di persone che utilizzano queste imbarcazioni.

Da Iquitos a Leticia, amache a bordo


Cosa controllare prima di salire

Prima di sistemarsi definitivamente a bordo è utile dare un’occhiata alla barca e individuare:

  • il proprio spazio per l’amaca;
  • i bagni;
  • la zona bar o ristoro;
  • le scale tra i diversi piani;
  • gli spazi dove vengono sistemati i bagagli;
  • eventuali prese elettriche;
  • le uscite e gli spazi comuni.

Non aspettatevi però gli standard di una nave passeggeri tradizionale. La lancha lenta è soprattutto un mezzo di trasporto locale, utilizzato quotidianamente dalle comunità lungo il fiume.

A bordo si viaggia insieme alle persone del posto, ai loro bagagli e alle merci che vengono caricate e scaricate durante il tragitto. È proprio questa dimensione quotidiana a rendere l’esperienza interessante, ma significa anche dover accettare una certa dose di adattamento.

I bagagli

I bagagli vengono normalmente sistemati negli spazi predisposti sulla barca. È comunque consigliabile tenere con sé una piccola borsa con tutto ciò che serve durante la navigazione: documenti, denaro, telefono, macchina fotografica, acqua, eventuali medicinali e altri oggetti personali.

Per il resto, conviene viaggiare leggeri. Durante tre giorni di navigazione avere pochi bagagli rende molto più semplice spostarsi, trovare posto e gestire il proprio spazio intorno all’amaca.

E i servizi a bordo?

I servizi sono essenziali, ma c’è una sorpresa che può essere particolarmente utile durante un viaggio di tre giorni: a bordo è disponibile il Wi-Fi a pagamento.

La connessione è molto veloce e permette di rimanere praticamente sempre connessi durante la navigazione. È quindi possibile utilizzare normalmente WhatsApp, controllare le email, navigare online e, in generale, mantenere i contatti anche durante le lunghe ore trascorse sul fiume. Per chi deve lavorare durante il viaggio o semplicemente non vuole rimanere isolato per tre giorni, è sicuramente un servizio molto comodo.

Oltre al Wi-Fi, a bordo ci sono i bagni e una zona bar o ristoro dove è possibile acquistare qualcosa da bere o da mangiare. È comunque consigliabile avere con sé acqua e qualche snack, soprattutto considerando che le soste e gli orari possono variare durante la navigazione.

Non aspettatevi naturalmente i servizi di una nave passeggeri tradizionale: la lancha lenta rimane soprattutto un mezzo di trasporto locale, utilizzato quotidianamente dalle comunità lungo il fiume.

Ma proprio questa semplicità fa parte dell’esperienza. Si viaggia insieme alla popolazione locale, ai suoi bagagli e alle merci che vengono caricate e scaricate lungo il percorso, condividendo per alcuni giorni gli stessi ritmi e gli stessi spazi.

Giorni 1-2 – Da Iquitos a San Pablo de Loreto

La partenza da Iquitos

Lasciare Iquitos via fiume significa abbandonare progressivamente la città e lasciarsi alle spalle il mondo urbano per entrare in una dimensione completamente diversa, dove il Rio delle Amazzoni diventa la principale via di comunicazione.

La partenza avviene dal Puerto Da Costa, dove la lancha viene preparata per il viaggio. Le operazioni di imbarco sono parte integrante dell’esperienza: passeggeri, bagagli e merci vengono sistemati a bordo mentre l’equipaggio organizza gli spazi e prepara l’imbarcazione alla partenza.

Una volta lasciato il porto, Iquitos comincia lentamente a scomparire alle spalle. Il paesaggio urbano lascia spazio alle rive del fiume e alle prime abitazioni, fino a quando la presenza della città diventa sempre più sporadica.

È in questo momento che ci si rende conto di aver davvero iniziato il viaggio.

La lancha procede lentamente e il tempo sembra assumere un’altra dimensione. Non c’è un susseguirsi di luoghi da raggiungere rapidamente: ci sono il fiume, le sue rive e le comunità che vivono lungo il suo corso.

La vita lungo il Rio delle Amazzoni

Man mano che ci si allontana da Iquitos, sulle rive compaiono piccoli villaggi e abitazioni isolate. Alcune case sono costruite su palafitte, una soluzione necessaria in un territorio dove il livello dell’acqua può variare sensibilmente durante l’anno.

Davanti alle abitazioni si vedono piccole imbarcazioni, spesso semplici canoe utilizzate per gli spostamenti quotidiani. Il movimento sul fiume è continuo: barche che attraversano il corso d’acqua, persone che aspettano lungo la riva, pescatori e abitanti dei villaggi che utilizzano la lancha come collegamento con le altre comunità.

Anche i bambini fanno parte di questo paesaggio quotidiano. In alcuni punti si affacciano sulle rive o si avvicinano alle imbarcazioni, mentre la vita dei villaggi continua apparentemente senza essere influenzata dal passaggio della lancha.

È una delle caratteristiche più interessanti di questo viaggio: non si osserva l’Amazzonia da una prospettiva turistica, ma dal suo principale sistema di trasporto.

La lancha si ferma, riparte, rallenta e prosegue seguendo le esigenze delle comunità lungo il percorso. Il carico e lo scarico delle merci fanno parte della normale routine e possono richiedere tempi molto variabili. È anche per questo che non bisogna affrontare questo viaggio con l’idea di rispettare rigidamente un programma.

Giorni 1-2. Da Iquitos a San Pablo de Loreto


La prima notte sul fiume

Dopo le prime ore di navigazione arriva la notte.

Nel mio caso la prima nottata è stata molto tranquilla. L’amaca diventa il proprio piccolo spazio personale e, mentre la lancha continua a muoversi lungo il fiume, il paesaggio esterno scompare progressivamente nel buio.

È una sensazione particolare: ci si addormenta sapendo che la barca continua a navigare e che, al risveglio, il panorama sarà completamente diverso da quello lasciato la sera precedente.

Giorni 1-2. Da Iquitos a San Pablo de Loreto


Giorni 2-3. Dopo circa 18 ore: San Pablo de Loreto

Il risveglio, però, porta con sé un cambiamento netto delle condizioni atmosferiche.

Durante la notte ha fatto piuttosto freddo e il clima è diventato decisamente più fresco. Il cielo si è mantenuto molto nuvoloso, con continui scrosci di pioggia particolarmente intensi.

La giornata è stata caratterizzata da un’alternanza quasi continua: improvvisi acquazzoni tropicali, spesso molto forti, lasciavano spazio a brevi momenti di tregua, durante i quali qualche squarcio di cielo azzurro riusciva appena a farsi strada tra le nuvole.

Il paesaggio assume così un aspetto completamente diverso rispetto alle ore precedenti. La luce cambia rapidamente, le rive sembrano più scure e il cielo occupa gran parte della scena.

Durante questa parte della navigazione non ho avvistato animali, ma il viaggio non perde per questo il suo interesse. Dopo tante ore trascorse sul fiume, sono soprattutto le persone, le abitazioni e il continuo rapporto tra le comunità e l’acqua a diventare il vero soggetto dell’esperienza.

Anche a bordo la giornata scorre lentamente. Si alternano momenti trascorsi sull’amaca, osservando il paesaggio, pause nelle aree comuni e le diverse soste lungo il percorso. La pioggia modifica inevitabilmente i ritmi della giornata, ma sulla lancha lenta non c’è molto da fare se non aspettare che passi e continuare a navigare.

Ed è proprio qui che si comprende davvero cosa significhi viaggiare lentamente.

Dopo un po’ si smette di chiedersi quanto manca all’arrivo. Si guarda il fiume, si osservano le rive e si lascia che siano la corrente, le soste e il tempo atmosferico a stabilire il ritmo della giornata.

Dopo circa 18 ore di navigazione, la lancha raggiunge finalmente San Pablo de Loreto.

Arrivare a San Pablo de Loreto dopo una lunga navigazione sul Rio delle Amazzoni significa entrare in un luogo che, nonostante le sue dimensioni ridotte, conserva una storia sorprendentemente importante. Oggi il villaggio appare tranquillo, affacciato sul fiume e lontano dai principali circuiti turistici, ma proprio qui, nel 1952, arrivarono due giovani viaggiatori destinati a diventare celebri: Ernesto Guevara e Alberto Granado.

La loro presenza è ancora oggi uno degli elementi che maggiormente caratterizzano la memoria di San Pablo, insieme alla storia della colonia per malati di lebbra che per decenni ha rappresentato il cuore della comunità.

San Pablo de Loreto


Il viaggio di Guevara e Granado

Nel 1952 Ernesto Guevara e Alberto Granado erano impegnati nel loro lungo viaggio attraverso il Sud America. Dopo aver attraversato Argentina, Cile, Bolivia e Perù, i due raggiunsero l’Amazzonia peruviana e arrivarono a Iquitos.

Da qui si imbarcarono sul Rio delle Amazzoni diretti verso San Pablo, dove si trovava una delle più importanti colonie per malati di lebbra della regione. Il loro arrivo è documentato anche nei diari di viaggio di Guevara: il giovane medico argentino annotò le giornate trascorse sul fiume e successivamente quelle vissute all’interno del lebbrosario.

A San Pablo Guevara e Granado rimasero per diversi giorni, lavorando a contatto con i pazienti e con il personale sanitario. L’esperienza ebbe un’importanza particolare nel percorso personale del futuro Che, che ebbe modo di confrontarsi direttamente con la povertà, l’emarginazione e le difficili condizioni sanitarie della popolazione amazzonica.

La loro permanenza è rimasta profondamente legata alla storia del paese. Ancora oggi San Pablo viene visitata da viaggiatori interessati a ripercorrere alcune delle tappe del viaggio raccontato ne I diari della motocicletta.

Ma per capire davvero il significato della presenza di Guevara e Granado bisogna conoscere la storia del luogo che li accolse.

Statua di Ernesto “Che” Guevara a San Pablo de Loreto

Il lebbrosario

La colonia di San Pablo fu istituita negli anni Venti. La legge che ne dispose la creazione risale al 1925 e la struttura iniziò a funzionare nel maggio 1926, sulle rive del Rio delle Amazzoni.

Il lebbrosario nacque con l’obiettivo di isolare e assistere le persone affette dal morbo di Hansen, provenienti da diverse zone del Perù e anche da altri Paesi. Nel corso degli anni la struttura crebbe fino a diventare una vera e propria colonia, separata dal resto del territorio e organizzata intorno alla vita dei pazienti.

Nel 1941, sotto la direzione del medico polacco Maximilian Kuczynski, la colonia venne trasformata anche in una comunità agricola: i pazienti coltivavano prodotti destinati sia al proprio sostentamento sia alla vendita.

Quando Guevara e Granado arrivarono nel 1952, San Pablo era quindi una comunità molto più complessa di un semplice ospedale. C’erano i pazienti, il personale medico, le strutture sanitarie, gli spazi abitativi e le aree destinate alle attività quotidiane.

Fu proprio qui che il giovane Ernesto, ancora studente di medicina, ebbe uno dei contatti più diretti con le persone affette dalla malattia. Secondo la documentazione del Ministero della Cultura e del turismo peruviano, durante la sua permanenza Guevara partecipò anche a cure e interventi sui pazienti.

La storia del lebbrosario, tuttavia, è anche una storia di isolamento. Per molti anni le persone affette dalla malattia furono allontanate dalle loro comunità e costrette a vivere lontano dalle proprie famiglie. Le testimonianze storiche descrivono una realtà caratterizzata da condizioni difficili e da una forte emarginazione sociale.

Cosa rimane oggi

Visitare oggi il vecchio lebbrosario significa confrontarsi con una realtà molto diversa da quella raccontata nei documenti storici.

La struttura non svolge più la funzione che aveva in passato e il complesso conserva soprattutto il valore di luogo della memoria. Gli edifici e gli spazi dell’antica colonia sono ancora presenti, ma il loro utilizzo è cambiato nel corso del tempo.

Quando sono arrivato a San Pablo, la situazione era ulteriormente particolare: l’ultimo paziente è morto nell’aprile 2026. La presenza dei malati, che per decenni aveva rappresentato l’elemento centrale della struttura, appartiene quindi ormai al passato.

Eppure il luogo non è completamente vuoto. Il grande atrio e alcuni degli spazi dell’antico complesso continuano a essere utilizzati dalla comunità per diverse attività quotidiane. È forse questo l’aspetto che colpisce maggiormente durante la visita: un luogo nato per isolare dal resto della società oggi è nuovamente inserito nella vita del villaggio.

Camminare tra questi spazi significa quindi attraversare diversi momenti della storia di San Pablo: la nascita della colonia, gli anni dell’isolamento, il passaggio di Guevara e Granado, la progressiva trasformazione della struttura e infine la sua nuova dimensione, ancora in fase di definizione.

Il vecchio lebbrosario non è semplicemente una testimonianza legata al Che. È soprattutto la memoria di migliaia di persone che hanno vissuto qui una parte della propria vita, lontano dai luoghi d’origine e dalle proprie famiglie.

San Pablo de Loreto, lebbrosario


Dove dormire a San Pablo

San Pablo non è una destinazione turistica organizzata e questo si riflette anche nell’offerta ricettiva. Esistono però diversi hospedajes locali, alcuni dei quali non risultano nemmeno su Google Maps.

Durante il mio soggiorno ho dormito all’Hospedaje San Pablo, una sistemazione semplice situata non lontano dal porto.

La camera era grande, essenziale ed economica, con un elemento che per me ha fatto la differenza: la vista direttamente sul fiume. Dopo una giornata trascorsa a bordo della lancha, poter affacciarsi nuovamente sul Rio delle Amazzoni e osservare la vita del villaggio dalla propria stanza è stata una parte piacevole dell’esperienza.

La struttura presenta però anche alcuni limiti: sulle pareti era presente della muffa, un aspetto da mettere in conto considerando il clima estremamente umido della regione e il carattere molto semplice della struttura.

Non sceglierei quindi questo hospedaje per il comfort o per i servizi, ma per chi vuole fermarsi a San Pablo una notte rappresenta una soluzione pratica, economica e soprattutto ben posizionata rispetto al porto.

A San Pablo, del resto, il concetto di ospitalità è ancora molto lontano da quello delle destinazioni turistiche più conosciute. Ed è proprio questo uno degli aspetti che rendono la sosta qui interessante: si dorme in un piccolo villaggio amazzonico, non in una località costruita per il turismo.

San Pablo de Loreto, Hospedaje San Pablo


Giorni 3-4 – Da San Pablo lungo il Rio delle Amazzoni

Una giornata interamente sul fiume

A San Pablo avrei dovuto riprendere la navigazione nel pomeriggio. Il programma, però, era destinato a cambiare ancora una volta. A causa di un incidente che aveva coinvolto la lancha, la partenza venne rimandata e, invece di lasciare il porto nel pomeriggio, la barca partì soltanto intorno alla mezzanotte.

È uno degli aspetti da mettere in conto quando si sceglie la lancha lenta: gli orari sono indicativi e gli imprevisti fanno parte del viaggio. In un itinerario di questo tipo non bisogna quindi ragionare con la precisione di un treno o di un volo. Si aspetta, si osserva quello che succede e, prima o poi, si riparte.

La navigazione notturna ha un’atmosfera completamente diversa da quella diurna. Il buio nasconde il paesaggio e lascia spazio soprattutto ai rumori della barca e del fiume. Dopo la lunga attesa a San Pablo, finalmente la lancha riprende il suo percorso verso la Colombia.

Il giorno successivo, però, il tempo è decisamente più clemente rispetto alla giornata precedente.

L’alba sul fiume

Mi sveglio quando il giorno sta appena iniziando. L’orizzonte è ancora avvolto dalla nebbia e la vegetazione lungo le rive appare come una massa scura e indistinta.

Poi arrivano i primi raggi del sole.

La luce comincia lentamente a farsi spazio tra la nebbia, illuminando la vegetazione sulle rive e creando per alcuni minuti un paesaggio quasi sospeso. Il fiume riflette la luce dell’alba mentre la lancha continua a procedere lentamente.

È uno di quei momenti in cui vale la pena essere già svegli.

La nebbia, però, dura poco. Nel giro di breve tempo le nuvole iniziano a diradarsi e il cielo diventa progressivamente più luminoso, lasciando spazio a una giornata molto più serena.

Dopo le piogge e il cielo grigio del giorno precedente, il cambiamento è evidente. L’Amazzonia torna a mostrarsi nella sua luce più intensa: il verde della vegetazione sulle rive, il marrone dell’acqua e l’orizzonte praticamente ininterrotto.

Caballococha: una lunga sosta sul fiume

La navigazione prosegue fino a Caballococha, dove la lancha effettua una lunga sosta.

Anche qui emerge uno degli aspetti più caratteristici di questo tipo di viaggio: la barca non è soltanto un mezzo per trasportare passeggeri, ma svolge una vera e propria funzione logistica per le comunità lungo il fiume.

La sosta è necessaria soprattutto per le operazioni di scarico delle merci. La lancha si trasforma per un periodo in una sorta di piccolo centro di distribuzione galleggiante: si aprono i vani, si movimentano i carichi e le merci vengono portate a terra.

I tempi sono tutt’altro che immediati.

Per chi viaggia con l’idea di arrivare rapidamente a destinazione, una sosta così lunga potrebbe sembrare una perdita di tempo. Per chi ha scelto la lancha lenta, invece, è semplicemente parte del viaggio.

Sono proprio queste pause a permettere di vedere un aspetto dell’Amazzonia che difficilmente si coglie viaggiando su un’imbarcazione veloce: il fiume è una strada commerciale prima ancora che una rotta turistica.

Vivere a bordo

Dopo la sosta si riparte e la giornata torna a essere scandita dal ritmo regolare della navigazione.

A bordo le ore scorrono lentamente. Si alternano momenti trascorsi sull’amaca, pasti, conversazioni e lunghi periodi semplicemente dedicati a osservare il paesaggio.

L’amaca diventa il punto di riferimento della giornata. Ci si sdraia per riposare, si legge, si ascolta musica o si guarda il fiume scorrere davanti agli occhi. Non ci sono particolari attività da programmare e, dopo qualche ora, si finisce naturalmente per adeguarsi al ritmo della barca.

Anche i pasti fanno parte della routine. Si mangia a bordo in modo semplice, condividendo gli spazi con gli altri passeggeri e seguendo gli orari stabiliti dall’equipaggio.

Nel frattempo la vita continua sulle rive.

Come si vive lungo il Rio delle Amazzoni

Una delle cose che più colpisce durante questi giorni è osservare quanto la vita delle comunità sia legata al fiume.

Le abitazioni compaiono qua e là lungo le rive, spesso isolate o raccolte in piccoli gruppi. Alcune sono costruite su palafitte, altre sorgono direttamente sulla terraferma. Davanti alle case ci sono quasi sempre piccole imbarcazioni: canoe e barche a motore che rappresentano, per molte famiglie, l’unico vero mezzo per spostarsi.

Il fiume è contemporaneamente strada, mercato, luogo di lavoro e spazio sociale.

Le persone si spostano sull’acqua per raggiungere i villaggi vicini, trasportare prodotti, andare a pescare o semplicemente mantenere i collegamenti con le comunità circostanti.

Durante la navigazione si incontrano continuamente piccole imbarcazioni che incrociano la lancha. Alcune si avvicinano per far salire passeggeri, altre trasportano merci, altre ancora procedono semplicemente lungo il fiume.

Ogni fermata permette di osservare per qualche minuto una scena diversa.

La lancha diventa così una sorta di finestra mobile sulla vita amazzonica: non si attraversa soltanto il territorio, ma si osservano le persone che lo abitano e il modo in cui hanno costruito la propria quotidianità intorno all’acqua.

Un viaggio senza fretta

Più passano le ore, più diventa naturale smettere di guardare l’orologio.

Il Rio delle Amazzoni è talmente grande che per lunghi tratti sembra quasi impossibile distinguere una riva dall’altra. La vegetazione accompagna costantemente la navigazione e il paesaggio cambia lentamente, quasi impercettibilmente.

A volte il fiume appare completamente aperto davanti alla barca; in altri punti le rive sembrano avvicinarsi e la vegetazione diventa più fitta.

Gli affluenti e i corsi d’acqua secondari si inseriscono nel grande sistema fluviale, mentre i villaggi compaiono e scompaiono progressivamente alle spalle.

È un viaggio nel quale la distanza non si misura soltanto in chilometri, ma in ore trascorse sull’acqua.

Ed è proprio questa la sua particolarità. La lancha lenta obbliga a rallentare, ad accettare le soste, gli imprevisti e i cambiamenti di programma. In cambio permette di vivere il fiume con una profondità che un trasferimento veloce difficilmente potrebbe offrire.

Giorni 3-4. Da San Pablo de Loreto a Santa Rosa de Ayavari


Giorno 4 – Santa Rosa, frontiera e arrivo a Leticia

Dopo diversi giorni trascorsi a bordo della lancha, arriva finalmente il momento di lasciare il fiume e attraversare la frontiera internazionale.

La tappa conclusiva del viaggio è Santa Rosa de Ayavari, piccolo centro situato sul lato peruviano del Rio delle Amazzoni. Di fronte, sull’altra sponda, si trova Leticia, in Colombia, mentre poco più a est si trova Tabatinga, già in territorio brasiliano.

È una delle particolarità di questa zona dell’Amazzonia: tre Paesi si incontrano praticamente nello stesso punto e il passaggio dall’uno all’altro avviene ancora una volta attraverso il fiume.

Arrivo a Santa Rosa

La lancha arriva a Santa Rosa e qui termina la tratta fluviale peruviana.

Prima di poter attraversare il fiume e raggiungere la Colombia è però necessario completare le formalità di uscita dal Perù. Il posto di frontiera non si trova direttamente accanto al porto, quindi bisogna effettuare un breve spostamento in mototaxi.

Il trasferimento è molto semplice: una volta scesi dalla lancha si prende un mototaxi che conduce direttamente al posto di frontiera. È consigliabile accordarsi con il conducente perché aspetti durante le formalità, oppure concordare chiaramente il ritorno: dopo aver ottenuto il timbro di uscita dal Perù, infatti, bisogna tornare nuovamente al porto.

Le formalità di frontiera

Al posto di frontiera vengono controllati i documenti e viene effettuata la procedura di uscita dal Perù, con il relativo timbro sul passaporto.

È un passaggio abbastanza semplice, ma è importante non saltarlo: anche se la distanza tra Santa Rosa e Leticia è minima, si tratta comunque di un vero attraversamento internazionale.

Una volta completate le formalità, si ritorna con lo stesso mototaxi al porto di Santa Rosa.

A questo punto il Perù è alle spalle e resta soltanto da attraversare il fiume.

Da Santa Rosa a Leticia in barchetta

Il passaggio dalla sponda peruviana a quella colombiana avviene con una piccola imbarcazione locale.

Il contrasto con la lancha sulla quale si sono trascorsi i giorni precedenti è evidente: dopo ore e ore di navigazione su una grande barca, ci si ritrova improvvisamente su una piccola imbarcazione che deve soltanto attraversare il fiume.

Il tragitto è breve, ma ha un significato particolare.

Da una parte c’è Santa Rosa, in Perù; dall’altra si intravede già Leticia, in Colombia. In pochi minuti si attraversa il Rio delle Amazzoni e si cambia Paese.

Una volta raggiunta la sponda colombiana, si procede con le formalità di ingresso in Colombia e il controllo dei documenti. Anche qui è importante avere il passaporto a portata di mano e completare regolarmente la procedura di ingresso.

L’arrivo a Santa Rosa de Ayavari


Il primo impatto con Leticia

Scendere dalla piccola barca e mettere piede a Leticia rappresenta la conclusione di un viaggio iniziato diversi giorni prima a Iquitos.

Il cambiamento è immediato.

Dopo giorni trascorsi tra il fiume, piccoli villaggi, case sulle rive e comunità raggiungibili quasi esclusivamente via acqua, Leticia appare decisamente più urbana e movimentata. Strade, mototaxi, negozi e persone restituiscono immediatamente la sensazione di essere tornati in un centro abitato vero e proprio.

Eppure il Rio delle Amazzoni continua a essere lì, alle spalle.

Il viaggio da Iquitos a Leticia si conclude così, non con un aeroporto o una stazione, ma con una piccola barca che attraversa il fiume e un confine internazionale praticamente invisibile nel paesaggio.

In pochi minuti si passa dal Perù alla Colombia e, poco più avanti, al Brasile. È uno dei modi più particolari per arrivare a Leticia e, soprattutto, la conclusione naturale di un viaggio in cui il fiume non è stato semplicemente il mezzo di trasporto, ma il vero protagonista.

Leticia: la fine del viaggio e l’inizio di un’altra Amazzonia

Arrivare a Leticia dopo tre giorni di navigazione non significa semplicemente essere arrivati a destinazione. In un certo senso, è qui che il viaggio cambia completamente volto.

Il percorso può essere riassunto in quattro tappe:

Iquitos → San Pablo → Santa Rosa → Leticia

Ma, più che quattro località, sono quattro momenti diversi dello stesso viaggio.

Si parte da Iquitos, una grande città amazzonica peruviana, e progressivamente ci si allontana dal mondo urbano. Per quasi tutto il percorso il riferimento principale diventa il fiume: le sue rive, le piccole comunità, le case isolate, le canoe, i mercati improvvisati e le lunghe soste per il carico e lo scarico delle merci.

Poi arriva San Pablo, piccolo villaggio fluviale dove il tempo sembra scorrere ancora più lentamente e dove la storia del vecchio lebbrosario aggiunge una dimensione completamente diversa al viaggio.

Da qui si prosegue verso Santa Rosa, ancora in territorio peruviano. È l’ultima tappa prima del confine e il punto in cui ci si rende conto che quella lunga navigazione sta per terminare.

Infine, con una breve traversata in barchetta, si raggiunge la Colombia.

Dalla vita sul fiume alla triplice frontiera

Il cambiamento è quasi immediato.

Fino a pochi minuti prima si viaggiava attraverso un’Amazzonia rurale, fatta di piccoli villaggi e comunità che dipendono quasi completamente dal fiume. A Leticia ci si ritrova invece in un centro urbano, con strade, negozi, mototaxi e un movimento decisamente maggiore.

È un passaggio che rende ancora più evidente quanto sia stata particolare la prima parte del viaggio.

Per tre giorni il Rio delle Amazzoni è stato strada, collegamento, mercato e spazio quotidiano. Arrivati a Leticia, invece, il fiume torna progressivamente a essere soprattutto un elemento del paesaggio.

Eppure l’Amazzonia non cambia davvero: cambia il modo in cui la si vive.

Leticia rappresenta infatti uno dei punti più particolari dell’intero bacino amazzonico, trovandosi nella cosiddetta triplice frontiera amazzonica. A pochi chilometri si incontrano infatti Colombia, Perù e Brasile.

Dall’altra parte della città, praticamente senza soluzione di continuità, si trova Tabatinga, in territorio brasiliano, che può essere raggiunta facilmente anche a piedi da Leticia. È un’altra piccola traversata di frontiera, completamente diversa da quella appena affrontata arrivando da Santa Rosa, e permette di entrare in un’Amazzonia con una nuova identità nazionale e culturale.

La fine di un viaggio lento

Il viaggio Iquitos–Leticia in lancha lenta non è quindi soltanto un modo alternativo per spostarsi tra Perù e Colombia.

È un percorso che permette di attraversare progressivamente diverse dimensioni dell’Amazzonia: dalla grande città di Iquitos ai piccoli villaggi fluviali, dalla vita quotidiana sulle rive alla navigazione in mezzo alla foresta, fino alla dimensione urbana e internazionale di Leticia.

La cosa più importante, però, è che la destinazione passa quasi in secondo piano.

Scegliendo la lancha lenta, il viaggio non serve soltanto a raggiungere Leticia: diventa esso stesso l’esperienza.

Tre giorni (quattro se si considera San Pablo de Loreto) di acqua, pioggia, sole, attese, amache, merci, villaggi e persone. Tre giorni nei quali il tempo rallenta e il fiume detta il ritmo.

E forse è proprio questo il modo migliore per attraversare l’Amazzonia: non cercando di arrivare il prima possibile, ma lasciandosi trasportare dal fiume.

Lancha lenta o lancha rapida?

La scelta tra lancha lenta e lancha rapida dipende soprattutto da che cosa si cerca da questo viaggio. Le due imbarcazioni non sono semplicemente due versioni dello stesso servizio: offrono esperienze molto diverse.

La lancha rapida è la soluzione più logica se si vuole raggiungere Santa Rosa nel minor tempo possibile. Le imbarcazioni rapide percorrono la tratta Iquitos–Santa Rosa in circa 14-20 ore, a seconda del servizio e delle condizioni, mentre la lancha lenta può richiedere circa 3 giorni o anche di più.

La lancha lenta, invece, è un vero viaggio fluviale: le soste sono numerose, il carico e scarico delle merci può richiedere molto tempo e gli orari possono cambiare anche sensibilmente. Il Ministero dei Trasporti peruviano indica infatti circa 72 ore per le motonavi lente sulla tratta Iquitos–Santa Rosa.

🚤 Lancha rapida🛶 Lancha lenta
DurataCirca 14–20 oreCirca 3 giorni
RitmoVeloce e funzionaleMolto lento e rilassato
Scopo principaleArrivare rapidamenteVivere il viaggio
SosteLimitateNumerose e spesso lunghe
Carico/scarico merciPiù contenutoParte fondamentale del viaggio
PostiSediliAmache
ComfortMaggioreEssenziale
Spazio personaleMaggioreLimitato, soprattutto con barca piena
PaesaggioSi osserva durante il trasferimentoÈ parte integrante dell’esperienza
Vita dei villaggiPiù difficile da cogliereMolto più presente
ImprevistiMeno frequentiPossono modificare sensibilmente i tempi
ConnessioneDipende dall’imbarcazioneWi-Fi a pagamento disponibile sulla barca utilizzata nel mio viaggio
CostoGeneralmente più elevatoPiù economica
Ideale perChi ha poco tempoChi vuole viaggiare lentamente
La sceglierei se…Voglio arrivareVoglio attraversare l’Amazzonia

Quale scegliere?

Se avete poco tempo, sceglierei senza dubbio la lancha rapida. Permette di raggiungere Santa Rosa molto più velocemente e di proseguire verso Leticia senza sacrificare un’intera giornata o più di navigazione. Esistono anche servizi rapidi moderni che collegano Iquitos e Santa Rosa con maggiore comfort e tempi molto inferiori rispetto alle motonavi tradizionali.

Se invece avete tempo a disposizione e considerate il viaggio parte della destinazione, la mia scelta è la lancha lenta.

Io l’ho scelta proprio per questo motivo. Volevo vivere lentamente il Rio delle Amazzoni, osservare le comunità sulle rive, fermarmi nei villaggi, vedere come vengono trasportate le merci e trascorrere qualche giorno completamente immerso nella dimensione fluviale.

Bisogna però essere consapevoli che la lentezza non è soltanto una caratteristica positiva: significa anche ritardi, attese e imprevedibilità. Nel mio viaggio, per esempio, una partenza da San Pablo prevista nel pomeriggio è stata posticipata fino alla mezzanotte a causa di un incidente.

Ed è proprio questa la differenza fondamentale:

La lancha rapida serve per attraversare l’Amazzonia. La lancha lenta serve per viverla.

Per un viaggio come quello raccontato in questa guida, sceglierei nuovamente la lancha lenta senza esitazione.

Dormire in lancha lenta

Per chi decide di affrontare la tratta da Iquitos a Leticia in lancha lenta, una delle questioni più importanti riguarda naturalmente il pernottamento. Non ci sono cabine né letti: per una o più notti bisogna adattarsi agli spazi della barca e soprattutto all’amaca, che diventa il proprio letto per tutta la durata della navigazione.

Non è una sistemazione confortevole nel senso tradizionale del termine, ma con qualche accorgimento è assolutamente possibile dormire a bordo e, soprattutto, vivere questa parte del viaggio come un’esperienza.

Dormire a bordo

L’amaca

L’amaca è il letto della lancha. Viene fissata negli spazi predisposti sui diversi ponti della barca e rimane montata per tutta la navigazione.

Il consiglio è di acquistarla prima di salire a bordo, possibilmente a Iquitos, dove è possibile trovarne a prezzi migliori rispetto ai venditori presenti direttamente al porto.

È importante arrivare abbastanza presto anche per poter scegliere il proprio spazio. Personalmente consiglio il piano superiore, possibilmente lontano da scale, bagni e zona bar. Il piano inferiore tende a essere più movimentato, mentre quello superiore è generalmente più tranquillo.

Dormire a bordo della lancha lenta

Quanto spazio c’è?

Lo spazio personale è naturalmente limitato. Le amache vengono sistemate una accanto all’altra e, quando la barca è piena, la distanza tra i passeggeri può essere ridotta.

Nel mio caso la prima lancha, partita durante i giorni di San Juan, era molto tranquilla e c’erano pochi passeggeri. Ho quindi avuto parecchio spazio intorno alla mia amaca. La seconda tratta era invece decisamente più affollata e l’esperienza era inevitabilmente diversa.

La situazione può quindi cambiare molto a seconda del periodo e del numero di passeggeri.

Temperatura

Nonostante ci si trovi in Amazzonia, la notte può fare fresco.

Durante il mio viaggio una delle notti è stata abbastanza fredda e ho utilizzato una felpa per dormire. È quindi meglio non partire pensando esclusivamente a vestiti leggeri: una felpa o un indumento a maniche lunghe occupano poco spazio e possono rivelarsi molto utili.

Zanzare

Il repellente per zanzare dovrebbe essere sempre a portata di mano.

Durante la navigazione la situazione può essere relativamente tranquilla, ma le cose cambiano quando la barca si ferma e soprattutto quando si scende a terra. Considerando che il viaggio attraversa una delle regioni più umide del pianeta, è comunque meglio essere preparati.

Rumore

La lancha non si ferma necessariamente durante la notte. Il rumore costante del motore, unito alle conversazioni degli altri passeggeri e alle attività dell’equipaggio, fa parte dell’esperienza.

Anche le soste per il carico e scarico delle merci possono avvenire in orari poco prevedibili.

Dopo qualche ora ci si abitua al rumore di fondo della barca, ma se avete il sonno leggero consiglio di portare anche dei tappi per le orecchie (io ho ovviato al problema con l’mp3).

Sicurezza dei bagagli

I bagagli vengono sistemati accanto alla vostra amaca. Per gli oggetti di valore, consiglio di essere molto più prudenti.

Passaporto, denaro, telefono, macchina fotografica, documenti ed elettronica dovrebbero essere conservati in una piccola borsa personale, soprattutto nei momenti di assenza.

Una buona soluzione è avere una piccola borsa impermeabile con tutto ciò che serve durante la giornata, lasciando nel bagaglio principale soltanto quello che non è necessario avere continuamente a disposizione.

Bagno e doccia

I servizi igienici sono molto spartani, ma a bordo sono presenti.

Nel bagno c’è anche una doccia, utilizzata normalmente dai passeggeri locali. Personalmente ho preferito non utilizzarla per motivi igienici, ma è comunque utile sapere che esiste la possibilità di lavarsi a bordo.

Per questo motivo consiglio di portare con sé carta igienica e, soprattutto, salviette umidificate, che possono essere molto più pratiche durante una navigazione di diversi giorni.

Prese e connessione

A bordo sono presenti prese elettriche, ma non farei affidamento esclusivamente su quelle per ricaricare i dispositivi. Quando la barca è affollata possono essere condivise da diversi passeggeri.

Il power bank rimane quindi un oggetto indispensabile.

Un aspetto particolarmente positivo della lancha utilizzata durante il mio viaggio è stata invece la presenza di Wi-Fi a pagamento, con una connessione sorprendentemente veloce. Questo permette di rimanere connessi praticamente per tutta la navigazione, utilizzare WhatsApp, controllare le email e navigare online.

Per un viaggio di tre giorni in mezzo all’Amazzonia è un servizio tutt’altro che scontato.

A bordo della lancha lenta

Cosa portare a bordo

La cosa migliore è preparare una piccola borsa da tenere sempre vicino all’amaca, con tutto ciò che può servire durante la navigazione.

Indispensabili

  • Amaca – è il proprio letto durante la navigazione.
  • Felpa – le notti possono essere più fresche del previsto.
  • Repellente per zanzare – soprattutto durante le soste.
  • Torcia – utile per muoversi sulla barca durante la notte.
  • Power bank – fondamentale per telefono e altri dispositivi.
  • Acqua – meglio avere sempre una propria scorta.
  • Snack – utili durante le lunghe soste e quando si ha voglia di qualcosa tra i pasti.
  • Carta igienica – meglio averne una propria scorta.
  • Impermeabile leggero – particolarmente utile se piove quando si scende dalla barca.
  • Custodia impermeabile per telefono e documenti – fondamentale in caso di forti acquazzoni.

E il lenzuolo o il sacco a pelo?

Personalmente non lo ritengo indispensabile, soprattutto se acquistate un’amaca nuova e pulita prima della partenza.

Una coperta leggera o un lenzuolo possono comunque essere utili per chi è particolarmente sensibile al freddo o preferisce avere qualcosa tra sé e l’amaca.

Non porterei invece un vero sacco a pelo: occupa spazio e, almeno nel mio caso, non ne ho sentito la necessità.

Il mio consiglio

Per tre giorni di navigazione conviene viaggiare leggeri. Tutto quello che serve deve poter essere facilmente raggiungibile dalla propria amaca, mentre il resto può rimanere nel bagaglio principale.

La lancha lenta non offre il comfort di una crociera, ma non è nemmeno necessario affrontarla come una spedizione. Con un’amaca, una felpa, repellente, power bank, acqua, impermeabile e una buona dose di spirito di adattamento, si hanno già gli elementi fondamentali per godersi il viaggio.

Perché, alla fine, dormire in amaca mentre la lancha continua a navigare nel buio del Rio delle Amazzoni è una delle esperienze che più rimangono impresse di tutta la traversata.

FAQ – Iquitos a Leticia in lancha lenta

Quanto costa andare da Iquitos a Leticia?

Nel mio caso ho pagato 60 soles per la tratta Iquitos–San Pablo e altri 60 soles da San Pablo a Leticia, per un totale di 120 soles per le due tratte in lancha lenta.

Inizialmente avevo acquistato il primo biglietto a 50 soles, ma avendo deciso di posticipare la partenza mi sono stati restituiti i soldi. La partenza del giorno successivo costava 60 soles.

A questi costi bisogna aggiungere il prezzo dell’eventuale amaca, il trasferimento in mototaxi a Santa Rosa e la piccola barca per attraversare il fiume fino alla Colombia.

I prezzi possono naturalmente variare nel tempo.

Quanto dura la lancha lenta?

Per arrivare da Iquitos alla zona di Santa Rosa bisogna mettere in conto circa tre giorni di navigazione, anche se il tempo effettivo può variare sensibilmente in base alle soste, al livello del fiume, alle condizioni meteorologiche e soprattutto alle operazioni di carico e scarico delle merci. Le autorità peruviane indicano circa tre giorni per le motonavi lente e circa 18 ore per le imbarcazioni rapide.

Nel mio viaggio sono arrivato a San Pablo dopo circa 18 ore, mentre il proseguimento verso Santa Rosa ha richiesto un’ulteriore giornata di navigazione, anche a causa di un ritardo nella partenza.

Si può fare senza agenzia?

Sì, assolutamente. È proprio il modo in cui ho effettuato il viaggio.

Le lanchas lente sono principalmente mezzi di trasporto utilizzati dalla popolazione locale e non è necessario prenotare un tour organizzato. Bisogna semplicemente acquistare i biglietti delle singole tratte, organizzare autonomamente il pernottamento a San Pablo e gestire il passaggio della frontiera.

È però importante essere flessibili: non si tratta di un itinerario con orari rigidi e gli imprevisti possono modificare il programma.

Dove si compra il biglietto?

Per la tratta da Iquitos a San Pablo ho acquistato il biglietto direttamente al porto, presso il Puerto Da Costa.

Il consiglio è di arrivare con un certo anticipo, soprattutto se volete scegliere un buon posto per l’amaca. Io consiglio di essere al porto intorno alle 15:00–16:00, in modo da avere tempo per orientarvi, acquistare l’amaca e sistemare i bagagli.

Per il proseguimento da San Pablo verso Santa Rosa/Leticia il biglietto viene acquistato direttamente sul posto.

È sicuro?

Nel complesso, la mia esperienza è stata positiva e non ho avuto problemi di sicurezza durante la navigazione.

Bisogna però considerare che si tratta di un mezzo di trasporto locale molto semplice, non di una crociera turistica. Gli spazi sono condivisi, i bagagli sono sistemati nelle aree comuni e il comfort è essenziale.

Per prudenza consiglio di tenere sempre con sé passaporto, denaro, dispositivi elettronici e altri oggetti di valore, possibilmente in una piccola borsa impermeabile vicino all’amaca.

La tratta Iquitos–Santa Rosa è comunque un collegamento fluviale consolidato: il servizio pubblico di ferry del MTC percorre la stessa direttrice e collega Iquitos con Isla Santa Rosa, effettuando fermate anche a San Pablo e Caballococha.

Si dorme in amaca?

Sì. Sulla lancha lenta non ci sono cabine né letti tradizionali: si dorme in amaca, sistemata sui ponti della barca.

Conviene comprarla prima della partenza e scegliere con attenzione il proprio posto. Personalmente preferisco il piano superiore, lontano dalle scale, dai bagni e dalla zona bar.

Ci sono pasti a bordo?

Sì, i pasti vengono serviti a partire dalla colazione del giorno successivo alla partenza e sono molto semplici, in linea con il carattere essenziale della barca.

La base è generalmente costituita da riso accompagnato da patate, verdure o legumi, con pochissima carne.

Non bisogna quindi aspettarsi una vera ristorazione anche se nel bar è possibile richiedere a pagamento piatti aggiuntivi: è meglio avere comunque con sé acqua e qualche snack, soprattutto considerando che le soste possono essere lunghe e gli orari non sempre prevedibili.

Serve il passaporto?

Sì. Si tratta di un vero attraversamento internazionale tra Perù e Colombia, quindi bisogna avere con sé il passaporto e completare regolarmente le formalità migratorie.

A Santa Rosa si effettua l’uscita dal Perù presso il posto di controllo migratorio; successivamente si attraversa il fiume e si effettuano le formalità di ingresso in Colombia.

Il PCF di Santa Rosa è il punto ufficiale di controllo migratorio per questa zona della triplice frontiera.

Come si attraversa il confine Perù-Colombia?

La procedura è abbastanza semplice.

  1. Si arriva a Santa Rosa, in territorio peruviano.
  2. Dal porto si prende un mototaxi fino al posto di frontiera, che non si trova direttamente sul molo.
  3. Si effettua il controllo migratorio e si ottiene il timbro di uscita dal Perù.
  4. Si torna al porto con il mototaxi.
  5. Si prende una piccola barca per attraversare il Rio delle Amazzoni.
  6. Si raggiunge la sponda colombiana e si effettuano le formalità di ingresso in Colombia.
  7. Si arriva infine a Leticia.

Santa Rosa si trova infatti sull’isola omonima, in territorio peruviano, proprio di fronte a Leticia e Tabatinga.

È meglio arrivare a Leticia o Tabatinga?

Per questo itinerario sceglierei Leticia come destinazione finale.

È la conclusione naturale del percorso proveniente da Santa Rosa e permette di entrare direttamente in Colombia. Inoltre, una volta arrivati, è molto semplice raggiungere Tabatinga, in Brasile, e visitare anche il terzo Paese della triplice frontiera.

Se invece il vostro obiettivo principale è il Brasile, potete naturalmente proseguire verso Tabatinga.

La cosa interessante è proprio che Leticia e Tabatinga sono praticamente due città contigue, nonostante appartengano a due Stati diversi.

Si può fare il viaggio al contrario?

Sì, è possibile viaggiare anche da Leticia a Iquitos, seguendo il percorso inverso:

Leticia → Santa Rosa → San Pablo → Iquitos.

La logica è la stessa: dalla Colombia si attraversa il fiume fino a Santa Rosa, si completano le formalità di ingresso in Perù e si prosegue poi con le imbarcazioni fluviali verso Iquitos.

Bisogna però considerare che orari, disponibilità delle imbarcazioni e tempi delle singole tratte possono cambiare, quindi non organizzerei coincidenze troppo strette.

Per un viaggio di questo tipo, la regola più importante rimane sempre la stessa: lasciate margine agli imprevisti e non cercate di programmare il fiume come se fosse una linea ferroviaria.

Il mio consiglio: vale la pena?

Sì, secondo me vale assolutamente la pena. Ma soltanto se si parte con l’idea giusta.

Io ho scelto la lancha lenta proprio perché non avevo fretta di arrivare. Avrei potuto cercare una soluzione più rapida e funzionale, ma avrei perso quello che, a mio avviso, è il vero significato di questa traversata: vivere il Rio delle Amazzoni e non semplicemente utilizzarlo per spostarsi da Iquitos a Leticia.

Tre giorni sul fiume cambiano completamente la percezione delle distanze e del tempo. All’inizio si può avere la sensazione che la navigazione sia troppo lenta, soprattutto durante le lunghe soste per il carico e lo scarico delle merci o quando una partenza viene rimandata per un imprevisto. Poi, quasi senza accorgersene, si entra nel ritmo della barca.

Si smette di guardare l’orologio.

Si passa il tempo sull’amaca, si osservano le rive, si guardano i villaggi che compaiono e scompaiono, si incrociano piccole imbarcazioni e si osserva come il fiume rappresenti la vera infrastruttura di questo territorio.

È questo l’aspetto che mi ha lasciato di più.

Non ho incontrato un’Amazzonia costruita per il turismo, ma una realtà quotidiana fatta di persone, merci, bambini, pescatori, case sulle rive e comunità che dipendono completamente dal fiume. Anche le lunghe soste, che inizialmente potrebbero sembrare semplicemente dei ritardi, diventano parte del racconto.

E poi c’è il tempo.

In un viaggio in cui normalmente si cerca di ottimizzare ogni spostamento, la lancha lenta obbliga a fare esattamente il contrario. Non puoi accelerare il viaggio. Devi semplicemente viverlo.

Anche gli imprevisti fanno parte dell’esperienza. Nel mio caso una partenza prevista nel pomeriggio da San Pablo è stata rimandata fino a mezzanotte a causa di un incidente. Se avessi avuto una coincidenza aerea o un programma rigido, sarebbe stato un problema. Viaggiando in questo modo, invece, ho semplicemente aspettato.

Ed è forse questa la cosa più importante da capire prima di partire: la lancha lenta non è per tutti.

Se avete pochi giorni a disposizione, se cercate comfort, puntualità o volete semplicemente arrivare a Leticia, scegliete una lancha rapida.

Se invece avete qualche giorno in più e vi interessa il viaggio tanto quanto la destinazione, allora la lancha lenta è una delle esperienze più autentiche che possiate fare in questa parte dell’Amazzonia.

Per me è stata sicuramente la scelta giusta.

Non ricordo soltanto di essere arrivato da Iquitos a Leticia. Ricordo le ore trascorse sull’amaca, la pioggia sul fiume, la nebbia dell’alba, le soste nei villaggi, le merci scaricate dalla barca e quel lento scorrere dell’Amazzonia davanti agli occhi.

Ed è proprio questo, alla fine, ciò che rende questo viaggio speciale:

La lancha lenta non ti porta semplicemente a Leticia. Ti permette di attraversare l’Amazzonia al ritmo dell’Amazzonia.

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