Da Merzouga a Marrakech


Per il terzo giorno consecutivo ci svegliamo di prima mattina. Alle 5 i ragazzi marocchini addetti al bivacco passano per le tende svegliando i turisti. Sono intorpidito dal sonno. Uscendo dalla tenda c'è ancora chi dorme, alcuni hanno deciso di passare la notte su alcuni tappeti sotto le stelle. Mentre attendiamo gli altri componenti del gruppo ne approfitto per arrampicarmi lungo la grande duna alle spalle del bivacco per avere una migliore veduta panoramica.

Merzouga, Erg Chebbi, bivacco
Merzouga, Erg Chebbi, bivacco
Merzouga, Erg Chebbi, bivacco
Anche il sole in lontananza lentamente va svegliandosi. Ci mettiamo nuovamente in viaggio sui dromedari per fare ritorno a Merzouga. Fortunatamente ne ho scelto uno ben più magro rispetto a quello della serata precedente. Così facendo le gambe risentono molto meno della scomoda posizione. Il sole lentamente sale in cielo illuminando dolcemente le dune che assumono una colorazione dorata. L'Erg Chebbi si mostra in tutto il suo splendore.

Merzouga, Erg Chebbi
Merzouga, Erg Chebbi
Merzouga, Erg Chebbi
Merzouga, Erg Chebbi
Merzouga, Erg Chebbi
Con la luce posso ammirare piccoli particolari che la sera prima non potevo distinguere: alcuni scarabei rotolano nella sabbia, un piccolo animale non identificato scava piccole buche. Un paio di persone del gruppo scendono prima di arrivare all'hotel del giorno prima e affrontano parte del tragitto a piedi. Ribadisco nuovamente il mio pensiero, due ore in dromedario sono troppe.

Merzouga, Erg Chebbi
Merzouga, Erg Chebbi
Merzouga, Erg Chebbi
Merzouga, dromedario
Merzouga, dromedario
Giunti all'hotel ci viene offerta la colazione. Ripartiamo alla volta di Marrakech. A Erfoud sostiamo in un bar per qualche minuto perchè Giulia non si sente bene. Il viaggio è stressante e il tempo non sembra mai passare. Pranziamo a Kelaat M'Gouna nel cafè in cui ci siamo fermati due giorni prima. Arriviamo in ritardo e molti ingredienti sono terminati. Ordino degli spiedini di carne con patatine fritte. Quando il sole sta ormai calando, nei pressi del passo Tizi N'Tichka l'autista è protagonista di un sorpasso azzardato in curva ai danni di due veicoli scatenando le giuste ire di alcuni dei componenti del gruppo. Ne nasce un battibecco che dura qualche minuto. Il guidatore si preoccupa dei possibili controlli in caso di eccedenza delle ore di guida e non della sicurezza delle persone. E' inconcepibile. D'altronde è stato proprio lui a dire che proprio su queste strade sono morte più di quaranta persone in un incidente che ha coinvolto un autobus nei primi giorni di settembre, mostrandoci il punto di impatto. Raggiungiamo Marrakech alle 21. Giulia continua a non sentirsi bene, perciò decidiamo di fare direttamente ritorno nel riad. Avevamo prenotato una camera più economica ma grazie ad Hassan possiamo tornare nella suite Ourika, allo stesso prezzo. Non finisce qui. Giunti in camera, Hassan ci ha preparato un bollente tè alla menta accompagnato da sfiziosi biscottini fatti in casa.

2 commenti:

  1. Due ore in dromedario sono troppe? Cìè chi mi ha raccontato di aver fatto un camel-trek da 8 ore! + così scomodo il dromedario?

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    1. Per noi maschietti ahimè sono troppe anche due ore! :D Non oso pensare 8 ore in dromedario...

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