Dintorni di Huaraz: il nevado Pastoruri


Alle 8,30 nessuno dell'agenzia ci è passato a prendere in ostello per l'escursione odierna e noi, autonomamente, raggiungiamo in taxi il punto di partenza. Attendiamo però oltre un'ora prima che arrivi il nostro minibus. Ci dirigiamo verso Recuay costeggiando il contaminato Rio Santa. Superiamo Ticapampa e il vasto altopiano nelle sue vicinanze, lo stesso che abbiamo attraversato nel tour di Chavin de Huantar. Pochi chilometri dopo, sotto una leggera pioggia, imbocchiamo sulla sinistra una sterrata inoltrandoci tra brulle montagne dalle morbide linee. Dopo aver pagato l'ingresso al Parco Nazionale del Huascaran, 5 soles, ci fermiamo alcuni minuti alla sorgente di acque minerali di Pumapampa. E' possibile bere ma preferisco evitare.

Pumapampa
Pumapampa
Pumapampa, sorgente di acque minerali
Pumapampa, sorgente di acque minerali
Pumapampa, sorgente di acque minerali
Qualche centinaio di metri più avanti  un'altra sosta per ammirare le Puya Raimondii, particolari piante alte 10 metri appartenenti al gruppo delle bromeliacee. Specie endemiche delle Ande, impiegano cento anni a maturare sino alla fioritura, quando ciascuna pianta viene coperta da migliaia di corolle.

Puya Raimondii
Puya Raimondii
Puya Raimondii
Puya Raimondii
Oggi fa davvero freddo rispetto alle giornate precedenti. Una volta ripartiti, all'interno di una grande roccia nel margine destro della carreggiata, incontriamo delle pitture rupestri risalenti al 200-400 d.C..

Raggiungendo il nevado Pastoruri
Raggiungendo il nevado Pastoruri
Pitture rupestri
Pitture rupestri
Durante la salita al nevado Pastoruri comincia a nevicare. Da un ampio parcheggio ci incamminiamo a piedi verso il ghiacciaio. L'altitudine si fa sentire, siamo a 5000 metri, e noi procediamo a passo di lumaca lungo un sentiero estremamente frequentato da turisti. Per i più affaticati esiste anche la possibilità di andare a cavallo. In molti qui hanno sbagliato abbigliamento e soprattutto scarpe. Lungo il percorso c'è una fanghiglia nera come la pece in grado di attaccarsi su tutto.

Salendo verso il Nevado Pastoruri
Salendo verso il Nevado Pastoruri
Salendo verso il Nevado Pastoruri
Salendo verso il Nevado Pastoruri
Le fatiche vengono ricompensate dalla vista del nevado a quota 5240 metri, il punto più alto da me mai raggiunto. Ai piedi del Pastoruri due laghi, di cui uno ghiacciato. La nostra guida ci dice che fra due anni non sarà più possibile avvicinarsi così tanto al nevado ma sarà visibile solamente da un mirador al fine di preservarlo.

Nevado Pastoruri
Nevado Pastoruri
Nevado Pastoruri
Nevado Pastoruri
Nevado Pastoruri
Lungo la via di ritorno abbiamo la possibilità di scattare qualche foto alla laguna Patococha, uno specchio d'acqua melmosa che prende il nome dai patos, anatre selvatiche che popolano il luogo.

Laguna Patococha
Laguna Patococha
Laguna Patococha
Pranziamo, poco prima di arrivare a Recuay, in un ristorante sudicio senza nome in compagnia di galline che gironzolano fra i tavoli. Mangio il peggior lomo saltado provato in Perù finora. Fuori dallo pseudo ristorante, due bambine, figli della proprietaria, giocano con degli anatroccoli in compagnia di altre galline, un cane e un grande maiale.

Pranzo in un sudicio ristorante
Pranzo in un sudicio ristorante
Pranzo in un sudicio ristorante
A Recuay ci fermiamo qualche minuto alla grotta di San Patrizio, santo patrono della città, caratteristica per la sua particolare conformazione rocciosa. Dinanzi all'entrata una curatissima piazzetta dalle siepi a forma di animali.

Recuay, grotta di San Patrizio
Recuay, grotta di San Patrizio
Recuay, grotta di San Patrizio
Una volta tornati a Huaraz degustiamo un ottimo pie de limon nel localino Foxifrutta e ceniamo, come sempre negli ultimi giorni, al restaurant El Horno.

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