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Splendida Granada

19 Settembre 2009 · Manuel Santoro · Lascia un commento

Alle 6,45 siamo già in piedi. Fuori è buio e soffia un
leggero e fresco venticello. Proprio dinanzi al nostro hotel prendiamo l’autobus, linea 155, che ci porterà sino al
Palazzo del congresso di Granada. Percorrendo a piedi circa un chilometro raggiungiamo il maestoso complesso dell’Alhambra, simbolo indiscusso della città e antica
roccaforte araba, che insieme al Generalife e al Barrio de Albaicin sono
considerati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nella città andalusa.

Granada, Barrio de Albaicin
Granada, Barrio de Albaicin
Fortunatamente abbiamo
prenotato i biglietti in anticipo su internet evitando una lunga fila. L’aria, intanto, si è andata velocemente riscaldandosi.
 Impieghiamo l’intera mattinata per visitare il sito, che si articola principalmente in tre settori. La Medina, comprende bagni pubblici, forni,
cisterne e abitazioni nelle quali vivevano gli alti funzionari del regno, gli impiegati e i domestici di corte.
Granada, Alhambra
Granada, Alhambra
Ci spostiamo quindi nel Palazzo Nazaries, composto da tre edifici, il Mexuar, il Palazzo di Comares (o di Yusuf I) e il Palazzo dei Leoni (o di Mohammed V).

Granada, Alhambra, Palazzo Nazaries
Granada, Alhambra, Palazzo Nazaries
Granada, Alhambra, Palazzo Nazaries
L’Alcazaba è l’ultimo dei settori, il più antico, nel quale sono presenti i resti della fortificazione originaria.

Granada, Alhambra, Alcazaba
Granada, Alhambra, Alcazaba
Di fronte all’Alhambra, contornato da colline e giardini, un palazzo indipendente che fu solaz dei re di Granada: il Generalife, eretto nel XIII secolo su un colle soleggiato, il Cerro del Sol.

Granada, Generalife
Granada, Generalife
Granada, Generalife
Pranziamo, al sacco, su una panchina in una via del centro, prima di recarci in stazione per comprare i biglietti del treno che utilizzeremo l’indomani. Nel Parque Universitario de Fuente Nueva un tipo strano a petto nudo guarda il sole e invoca a qualche creatura immaginaria. Continuiamo la visita alla città. Ci avviciniamo all’Hospital Real, un tempo ospedale e poi prigione ed ora parte dell’Università di Granada.

Granada, Hospital Real
Granada, Hospital Real
Entriamo nella Cattedrale, opera rinascimentale con facciata in
stile neoclassicista, costruita inizialmente come luogo di sepoltura degli
stessi Re che l’avevano voluta e nella Cappella Reale che, adiacente ad essa ed eretta nel 1506, fu concepita come cappella funeraria per ospitare
i sepolcri di Isabella di Castiglia e Fernando di Aragona.


Granada, Cattedrale, interno
Granada, Cattedrale, interno
Visitiamo i tipici e pittoreschi mercati arabi negli stretti vicoli del
centro storico mentre alcune donne di etnia rom ci chiedono insistentemente un’offerta.


Granada, pittoresco mercato
Granada, pittoresco mercato
Granada, artista di strada
Granada, artista di strada
Ceniamo in un ristorante, il “Punisher”, ordinando un menu
turistico, comprendente bistecche di maiale, uova, patatine fritte e pane, che
come vedremo più avanti sarà tipico anche nelle altre città spagnole. Nelle vicinanze un piccolo concerto attira in poco tempo un gruppo numeroso di persone danzanti e festanti. Molto
bella l’atmosfera serale di questa città. Sarà perché è sabato ma c’è gente
ovunque.

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