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Upper Mustang Trek. Giorno 4. Da Shyangmochen a Ghami

19 Settembre 2014 · Manuel Santoro · 2 commenti

Chorten, Chhugar

Quando la sveglia suona sono le sette. Rimarremmo volentieri un altro po’ a letto ma è già tempo di alzarsi in vista della quarta giornata di trekking. Insieme ad altri turisti, per lo più europei, facciamo colazione nella colorata sala ristorante del nostro hotel con un ottimo pancake alle mele accompagnato da un fumante tè alla menta. Lasciata Shyangmochen ci inerpichiamo faticosamente in salita lungo un costone roccioso seguendo la strada utilizzata dalle jeep sino ad arrivare ad un chorten quadrato.

Shyangmochen
Shyangmochen
Chorten poco dopo Shyangmochen
Chorten poco dopo Shyangmochen
Chorten poco dopo Shyangmochen
Ad un bivio prendiamo la via di sinistra con l’intenzione di raggiungere il Nyi La Pass evitando di entrare nell’abitato di Geling che osserviamo in lontananza tra pioppeti e campi di orzo. Finalmente si inizia scendere. Ci rilassiamo nei pressi di un ruscello osservando un pastore con il suo folto gregge di capre.
Vista su Geling
Vista su Geling
Il percorso da noi intrapreso permette di entrare a contatto con diversi minuscoli villaggi. Superiamo Tama Gaon e proseguiamo tra facili saliscendi sino a un variopinto chorten. Chhugar sorge nel bel mezzo di una piantagione di alberi di mela e vivaci fiumiciattoli. Alcune donne in abiti tradizionali accompagnano i propri buoi nelle stalle. Un telefono squilla, un’anziana estrae uno smartphone da fare invidia anche ai paesi più industrializzati. All’uscita del paese un altro grande chorten domina dall’alto la spoglia vallata e le lontane cime innevate.
Tama Gaon
Tama Gaon
Chorten tra Tama Gaon e Chhugar
Chorten tra Tama Gaon e Chhugar
A Zaite, in un grande stazzo erboso, alcune famiglie stanno festeggiando qualche particolare avvenimento mentre i loro bambini si divertono lungo la strada rincorrendosi e giocando a calcio. Ci fermiamo e con alcuni di loro scambiamo qualche calcio a pallone.
Zaite
Zaite
Zaite
Da Zaite è possibile vedere quello che ci aspetta a breve per valicare il Nyi La Pass e devo ammettere che tutto questo psicologicamente non aiuta: la strada sale inesorabilmente lungo il fianco della montagna tra molteplici tornanti. Fatichiamo davvero tanto per arrivare in cima ai 4020 metri di altezza del passo, segnato da cumuli di pietre e bandiere di preghiera che si muovono al vento. Le fatiche di giornata sono quasi terminate. Ci rilassiamo ammirando l’arido paesaggio mozzafiato che caratterizza il confine meridionale del Lo.
Vista dal Nyi La Pass
Vista dal Nyi La Pass
Vista dal Nyi La Pass
Vista su Ghami
Vista su Ghami
Vista su Ghami
Il sentiero ora scende bruscamente per circa un’ora sino al villaggio di Ghami a 3510 metri di quota. A Ghami, il terzo abitato più grande del Lo, prendiamo posto nel caratteristico Hotel Royal Mustang. Pranziamo in compagnia di un simpatico gatto ordinando un ottimo piatto di patate arrosto con uova fritte. Dopo un paio d’ore di meritato relax è ora di andare alla scoperta del villaggio circondato da diversi ettari di campi. Al centro del paese fa bella mostra un gompa recentemente ristrutturato con finanziamenti locali. Alcuni bambini giocano nei pressi di un muro adornato da ruote di preghiera mentre a pochi passi una famiglia è intenta nel lavare le proprie stoviglie ad una fontana pubblica.
Ghami
Ghami
Ghami
Ghami
Dall’altra parte del villaggio un piccolo convento dipinto di rosso si erge su uno sperone roccioso. Osserviamo il sole nascondersi dietro le montagne colorando il cielo di sfumature rosa e arancioni direttamente dal terrazzino del nostro hotel. Trascorriamo la serata conversando con alcuni turisti, una coppia di polacchi e un ragazzo marchigiano in Mustang per approfondire i suoi interessi verso lo sciamanesimo.
Ghami
Ghami
Ghami
Informazioni aggiuntive
Agenzia locale con la quale ho effettuato il trekking:
Adventure White Mountain

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Commenti

  1. Manuela Vitulli dice

    21 Novembre 2014 alle 12:29

    che meraviglia! Complimenti per questo post, davvero!

    Rispondi
    • Manuel Santoro dice

      21 Novembre 2014 alle 12:49

      Grazie mille Manuela! Sono posti fantastici, per fortuna ancora scarsamente visitati

      Rispondi

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Chi è Manuel Santoro

Blogger, tour leader e digital creator.
Autore del libro "Ande dimenticate".
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