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Le Pagliare di Tione degli Abruzzi: viaggio nel cuore pastorale dell’Abruzzo

22 Aprile 2025 · Manuel Santoro · Lascia un commento

Nel cuore più autentico dell’Abruzzo, dove le montagne si stringono a formare la stretta e scoscesa Valle dell’Aterno, si nasconde un angolo di memoria contadina, silenzioso e potente, che sfugge al tempo e agli itinerari turistici convenzionali: le Pagliare di Tione degli Abruzzi. Questi suggestivi insediamenti d’altura, incastonati tra la catena montuosa del Sirente e i versanti della Valle dell’Aterno, raccontano con pietre e silenzi la storia secolare di un popolo che ha fatto della montagna la sua casa e del lavoro la sua identità.

Contenuti del post

  • Le Pagliare: villaggi di pietra e pazienza
  • Le Pagliare di Tione: un patrimonio rurale unico
  • Come arrivare alle Pagliare
  • Un turismo fuori dagli schemi
  • Tione degli Abruzzi: alle pendici del Sirente

Le Pagliare: villaggi di pietra e pazienza

Il termine Pagliare deriva dal loro utilizzo originario: erano depositi di paglia e fieno, costruiti ad almeno due ore di cammino dai paesi di valle. Ma presto, questi luoghi si trasformarono in veri e propri villaggi stagionali. Quando la valle non offriva più terreni fertili sufficienti, gli abitanti si spingevano verso i pianori d’alta quota, intorno ai 1000-1100 metri, per dissodare con fatica e dedizione le terre montane.

Nacquero così le Pagliare: piccoli agglomerati di casette in pietra calcarea locale, ricavata dal lavoro di spietramento dei campi. Ogni casa era concepita con un piano superiore adibito a fienile e ricovero per l’uomo, e un piano inferiore utilizzato come stalla. Gli spazi comuni – in particolare le aie per la trebbiatura – e le strutture condivise, come le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana e i pozzi in pietra, testimoniavano l’organizzazione comunitaria di queste realtà agro-pastorali.

Le Pagliare non erano fortificate: erano insediamenti temporanei, nati per seguire il ritmo delle stagioni. Ogni primavera, contadini e pastori lasciavano i paesi a valle per trasferirsi nei villaggi d’altura, dove coltivavano grano, patate, farro, lenticchie e dove il pascolo di mucche e pecore costituiva una risorsa essenziale. Era una vera e propria transumanza verticale, scandita dai ritmi naturali e dalla necessità di sopravvivere.

Pagliare di Tione


Le Pagliare di Tione: un patrimonio rurale unico

Tra tutte le Pagliare della regione – quelle di Fagnano, di Fontecchio e di Tione – sono proprio le Pagliare di Tione degli Abruzzi ad essere le meglio conservate. Il catasto del Comune ne attesta l’esistenza già dal 1400, a testimonianza di una lunga tradizione di vita pastorale e agricola legata indissolubilmente alla montagna.

Le Pagliare di Tione sorgono in un pianoro verdeggiante, ampio e pianeggiante, protetto dai rilievi del Sirente, da cui si godono vedute spettacolari che spaziano fino al Gran Sasso e alla Maiella, abbracciando simbolicamente due Parchi Nazionali e un Parco Regionale.

Cuore simbolico dell’insediamento è la Chiesa della Madonna di Loreto, piccola e sobria, costruita per accompagnare spiritualmente la comunità durante i mesi estivi. Poco distante, una grande cisterna circolare – ricavata da un inghiottitoio – serviva a raccogliere le acque meteoriche, indispensabili in un territorio privo di sorgenti.

Dagli anni ’60, con il boom economico e l’abbandono progressivo dell’agricoltura tradizionale, le Pagliare hanno perso la loro funzione originaria. Ma il loro destino non è stato l’oblio: molte case sono state ristrutturate con cura e oggi vengono utilizzate per brevi vacanze estive, per vivere un’esperienza a passo d’uomo, immersi nel silenzio e nella natura.

Non c’è corrente elettrica. L’acqua potabile che alimenta una fontanella è arrivata solo di recente. Eppure, è proprio questa semplicità a rendere le Pagliare di Tione un luogo speciale, capace di offrire un turismo autentico e profondo, lontano dalle rotte affollate e dalle comodità artificiali.

Come arrivare alle Pagliare

Per raggiungere le Pagliare di Tione degli Abruzzi si percorre la S.S. 261 del Parco Sirente-Velino, dirigendosi verso la frazione di Goriano Valli. Da qui parte una strada ripida, inizialmente asfaltata e poi sterrata, che si inerpica tra boschi secolari e paesaggi incontaminati. Dopo circa 3,5 km di salita, si arriva a un anfiteatro naturale da cui si gode una vista mozzafiato sul massiccio del Velino. Proprio qui si trova anche una delle Panchine Giganti, installazione perfetta per una sosta panoramica e qualche scatto memorabile.

Da questo punto in poi, il sentiero si fa ancora più suggestivo, accompagnando il visitatore tra prati, muretti a secco e gli antichi edifici in pietra delle Pagliare.

Il massiccio del Sirente e la Panchina Gigante


Un turismo fuori dagli schemi

Oggi, le Pagliare rappresentano una delle più suggestive testimonianze del passato rurale dell’Abruzzo. Passeggiare tra le loro case silenziose significa immergersi in una civiltà contadina che ha saputo domare la montagna senza violarla, che ha costruito nel rispetto del territorio, che ha vissuto con dignità e semplicità.

Qui il tempo rallenta. Il silenzio irreale che avvolge le Pagliare trasporta il visitatore in un’altra epoca, quando il contatto con la natura non era uno slogan, ma una condizione esistenziale. Qui si può ascoltare il vento, osservare il volo di un rapace, lasciarsi accarezzare dal sole o ritirarsi sotto una coperta di stelle. Qui si può ritrovare se stessi.

Le Pagliare di Tione degli Abruzzi non sono solo un luogo da visitare. Sono un luogo da vivere, da rispettare, da custodire. Un patrimonio materiale e immateriale che racconta l’Abruzzo più vero, più fiero, più profondo.

Pagliare di Tione


Tione degli Abruzzi: alle pendici del Sirente

Le Pagliare sono parte integrante del Comune di Tione degli Abruzzi, un piccolo borgo medievale che conta oggi circa 300 abitanti. Il centro abitato si sviluppa su uno sperone roccioso alle pendici del Monte Sirente, a pochi chilometri da L’Aquila. A dominare il panorama, i resti dell’antico castello, di cui si conserva la torre quadrangolare e parte delle mura di cinta.

Le prime attestazioni storiche risalgono al Duecento, con un atto relativo alla chiesa di Santa Maria del Ponte, tuttora visibile nell’omonima località. Tione, insieme ad altri centri, partecipò alla fondazione di L’Aquila nel XIII secolo, confermandone l’importanza strategica e comunitaria.

Tra i luoghi da visitare nel borgo spiccano la Chiesa di San Nicola (XIV secolo), la Chiesa di San Vincenzo (XVII secolo) e il piccolo centro storico, dove le strade silenziose conservano un fascino intramontabile.

Per maggiori informazioni su Tione degli Abruzzi: clicca qui

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