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I Viaggi di Manuel

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Eje Cafetero: itinerario tra Salento, Valle de Cocora e Pijao

3 Novembre 2026 · Manuel Santoro · Lascia un commento

Salento, Eje Cafetero, Colombia

L’Eje Cafetero, la regione colombiana del caffè, è una delle zone più affascinanti del Paese, un territorio di montagne verdi, piantagioni, piccoli villaggi e strade che attraversano paesaggi modellati dalla coltivazione del caffè. In questa parte della Colombia, dove la vita scorre tra le piazze dei paesi e le pendici delle Ande, si trova Salento, una cittadina che negli ultimi anni è diventata una delle destinazioni più conosciute e frequentate dai viaggiatori internazionali.

Il suo nome compare praticamente in ogni itinerario dedicato alla Colombia e, soprattutto, all’Eje Cafetero. Merito delle sue case colorate, dell’architettura tradizionale, dei paesaggi circostanti e della vicinanza alla celebre Valle de Cocora, dove crescono le imponenti palme da cera, simbolo nazionale. Salento è diventata una tappa quasi obbligata per chi visita questa regione, un luogo che molti viaggiatori inseriscono nel proprio programma senza pensarci troppo.

Eppure, proprio la sua popolarità mi porta a fare una riflessione: un luogo può essere bello e meritare una visita senza necessariamente offrire l’esperienza di viaggio che stiamo cercando.

Contenuti del post

  • Salento. Il fascino dell’architettura tradizionale
    • Salento e il prezzo della popolarità
    • Vale davvero la pena fermarsi a Salento?
    • Cosa vedere a Salento: il paese tra architettura e turismo
      • Calle Real, la strada più famosa di Salento
      • Plaza de Bolívar, il cuore del paese
      • Alto de la Cruz, il panorama sui tetti e sulle montagne
      • Le case tradizionali e i dettagli che raccontano l’Eje Cafetero
  • Valle de Cocora: uno spettacolo naturale diventato una meta di massa
    • Le palme da cera, simbolo della Colombia
    • Come raggiungere la Valle de Cocora da Salento
    • I sentieri della valle: una passeggiata o un’escursione più impegnativa?
    • Quando la bellezza incontra il turismo di massa
    • Valle de Cocora: bella, ma non necessariamente imperdibile
  • Esiste un’alternativa alla Valle de Cocora?
    • La Carbonera, le palme da cera lontano dai circuiti più conosciuti
    • La Carbonera o Valle de Cocora: quale scegliere?
  • Pijao, alternativa meno turistica a Salento
    • Pijao, tra case colorate e tradizione cafetera
    • Plaza de Bolívar, il cuore della vita quotidiana
    • Il piacere di non avere nulla da spuntare dalla lista
    • Pijao, la prima Cittaslow dell’America Latina
    • Cosa fare a Pijao e nei dintorni
      • Visitare una finca cafetera
      • Esplorare le montagne e i paesaggi rurali
      • Scoprire la cultura locale
      • Assaggiare il caffè del Quindío
    • Da Salento a Pijao in autobus, passando per Pereira
    • Perché consiglio di fermarsi almeno una notte
  • Altre località da prendere in considerazione nell’Eje Cafetero
    • Filandia, un’alternativa a Salento
    • Buenavista, tra montagne e piantagioni di caffè
    • Marsella, nel dipartimento di Risaralda
    • Santa Rosa de Cabal, tra montagne e sorgenti termali
    • Salamina, nel dipartimento di Caldas
    • Quale scegliere?
  • Dove dormire a Salento: la mia esperienza all’Hotel Casa Tama

Salento. Il fascino dell’architettura tradizionale

Il primo impatto con Salento è sicuramente piacevole. Il centro storico conserva edifici caratteristici dell’architettura tradizionale della regione, con facciate dipinte in colori vivaci, porte in legno, balconi decorati e dettagli che raccontano una storia legata alla colonizzazione di questi territori e allo sviluppo della cultura del caffè.

Passeggiando per le strade del paese, lo sguardo viene catturato dalle combinazioni di colori delle abitazioni, dai balconi fioriti e dalle insegne delle piccole attività commerciali. Calle Real, la via più famosa del centro, è il cuore della vita turistica di Salento. Qui si concentrano negozi di artigianato, ristoranti, caffetterie e locali che propongono prodotti tipici della regione.

Il suo cuore è Plaza de Bolívar, la piazza principale, attorno alla quale si sviluppa parte della vita cittadina. Da qui si può proseguire verso l’Alto de la Cruz, raggiungibile attraverso una lunga scalinata che conduce a un punto panoramico da cui osservare i tetti del paese e le montagne circostanti.

Sono luoghi che vale la pena vedere, soprattutto per chi visita per la prima volta questa parte della Colombia. L’architettura tradizionale è interessante e il contesto naturale contribuisce a rendere piacevole la permanenza. Tuttavia, basta trascorrere qualche ora nel centro per accorgersi che Salento non è più soltanto un piccolo paese di montagna: è diventata anche una destinazione turistica organizzata intorno alle esigenze dei suoi visitatori.

Salento, Calle Real

Salento e il prezzo della popolarità

La crescita turistica ha trasformato profondamente il volto del paese. Quello che un tempo era soprattutto un centro legato all’economia del caffè è oggi una delle principali basi per esplorare l’Eje Cafetero. La vicinanza alla Valle de Cocora, la facilità con cui si raggiunge da altre città colombiane e la diffusione delle sue immagini sui social network hanno contribuito a renderla famosa ben oltre i confini nazionali.

Il risultato è evidente soprattutto nelle strade centrali, dove l’offerta commerciale si rivolge quasi esclusivamente ai viaggiatori. Ristoranti, negozi di souvenir, caffetterie e strutture ricettive occupano una parte importante del centro, creando un ambiente vivace, ma anche piuttosto diverso da quello che si potrebbe immaginare pensando a un tranquillo villaggio andino.

Nei fine settimana, durante le festività e nei periodi di maggiore affluenza, le strade possono riempirsi di visitatori. Passeggiare con calma, fermarsi a osservare i dettagli architettonici o sedersi in un locale senza essere circondati da altri turisti può diventare più difficile di quanto ci si aspetti.

Naturalmente, non c’è nulla di sbagliato nel fatto che un paese accolga visitatori e sviluppi attività economiche legate al turismo. Il problema nasce quando l’esperienza del luogo finisce per essere condizionata quasi interamente dalla sua popolarità. In questi casi, il rischio è quello di ritrovarsi in una destinazione che sembra costruita soprattutto per essere fotografata e consumata in poche ore, più che vissuta con curiosità.

Salento è bella, ma la sua fama può influenzare il modo in cui la si percepisce.

Vale davvero la pena fermarsi a Salento?

La mia intenzione non è sconsigliare una visita a Salento. Sarebbe ingiusto ignorare il fascino delle sue case, la posizione tra le montagne e il ruolo che la cittadina ricopre per chi desidera conoscere la regione del caffè. Anche una destinazione molto turistica può offrire momenti interessanti, soprattutto se la si esplora con il giusto atteggiamento e senza aspettarsi di trovare un luogo completamente estraneo ai cambiamenti portati dal turismo.

Credo, però, che sia importante partire con aspettative realistiche. Salento non è necessariamente il posto ideale per chi cerca silenzio, ritmi lenti e un contatto spontaneo con la quotidianità locale. Per alcuni viaggiatori può essere una tappa piacevole; per altri, soprattutto per chi ama allontanarsi dagli itinerari più battuti, potrebbe risultare meno interessante del previsto.

Personalmente, quando viaggio, cerco di non fermarmi soltanto nei luoghi che compaiono più frequentemente nelle guide e sui social network. Mi interessa osservare come si vive, passeggiare per le strade senza una meta precisa, entrare in un bar frequentato dagli abitanti e scoprire piccoli centri che raramente occupano le prime posizioni nelle classifiche delle destinazioni da visitare.

Per questo motivo, credo che l’Eje Cafetero meriti di essere esplorato ben oltre Salento. La regione offre altri paesi, paesaggi e occasioni di incontro che possono rivelarsi altrettanto interessanti, se non più gratificanti, per chi desidera conoscere una Colombia meno legata ai circuiti turistici internazionali.

Salento può essere un buon punto di partenza, ma non dovrebbe necessariamente diventare il centro dell’intero viaggio. A volte, infatti, la scelta più interessante non è seguire la strada percorsa da tutti, bensì concedersi il tempo di cercarne un’altra.

Salento, incontri tra le vie della cittadina

Cosa vedere a Salento: il paese tra architettura e turismo

Nonostante la sua crescente popolarità, Salento conserva alcuni angoli che meritano di essere scoperti con calma, soprattutto se si è interessati all’architettura tradizionale della regione del caffè colombiano. Il centro è relativamente piccolo e si può esplorare tranquillamente a piedi, senza bisogno di organizzare visite particolari o affidarsi a tour guidati. Il consiglio è quello di dedicare qualche ora alla passeggiata, cercando di andare oltre le vie più frequentate e osservando i dettagli che raccontano la storia del paese.

Salento non è una destinazione ricca di monumenti o attrazioni imperdibili. Il suo interesse risiede soprattutto nell’insieme: le case colorate, i balconi in legno, le montagne che circondano l’abitato e la vita che si svolge attorno alla piazza principale. È proprio questo equilibrio tra architettura, paesaggio e quotidianità a renderla interessante, anche se oggi il turismo ha modificato sensibilmente l’atmosfera del centro.

Salento, tra le vie della cittadina


Calle Real, la strada più famosa di Salento

Calle Real è il punto di partenza ideale per visitare il paese, ma anche il luogo in cui si percepisce maggiormente il peso del turismo. La strada è caratterizzata da edifici dalle facciate vivaci, porte e finestre in legno e balconi tradizionali che rappresentano uno degli elementi più riconoscibili dell’architettura dell’Eje Cafetero.

Passeggiando lungo questa via si incontrano negozi di artigianato, caffetterie, ristoranti e numerose attività commerciali rivolte ai visitatori. Le facciate colorate sono indubbiamente piacevoli da osservare e fotografare, ma in alcuni tratti la concentrazione di negozi e locali finisce per dominare l’esperienza della passeggiata.

Il mio suggerimento è di non limitarsi a percorrerla velocemente per scattare qualche fotografia. Meglio osservare le abitazioni, soffermarsi sui balconi e sulle decorazioni delle facciate e prestare attenzione ai dettagli architettonici che rendono Salento diversa da tanti altri centri colombiani.

Salento, Calle Real

Plaza de Bolívar, il cuore del paese

Poco distante da Calle Real si trova Plaza de Bolívar, la piazza principale di Salento. Come accade in molti centri della Colombia, la piazza rappresenta un punto di riferimento per la vita cittadina e costituisce uno spazio naturale per fermarsi, osservare l’ambiente circostante e orientarsi prima di proseguire la visita.

Qui si affacciano edifici caratteristici, attività commerciali e locali dove è possibile sedersi per una pausa. La piazza è anche uno dei luoghi in cui si concentra il movimento dei visitatori, soprattutto nelle giornate di maggiore affluenza, quando Salento diventa una tappa molto frequentata dagli itinerari organizzati e dai viaggiatori indipendenti.

Il suo interesse non risiede tanto nella presenza di particolari attrazioni monumentali, quanto nel ruolo che svolge all’interno del paese. Fermarsi qualche minuto permette di osservare il continuo passaggio delle persone, il movimento delle attività commerciali e il rapporto tra la dimensione locale e quella turistica.

Per chi desidera conoscere meglio Salento, la piazza è una tappa naturale, ma non credo sia necessario dedicarle molto tempo. È soprattutto un punto da cui partire per esplorare le strade circostanti, cercando di cogliere anche gli aspetti meno evidenti della vita del paese.

Salento, Plaza de Bolívar

Alto de la Cruz, il panorama sui tetti e sulle montagne

Tra i luoghi che consiglio di raggiungere c’è l’Alto de la Cruz, un punto panoramico situato sopra il centro abitato. Per arrivarci bisogna affrontare una scalinata che sale lungo il pendio della collina, con una serie di gradini che conducono progressivamente lontano dal movimento delle strade principali.

La salita richiede un minimo di impegno, ma non è particolarmente impegnativa per chi è abituato a camminare. Lungo il percorso si aprono scorci sul paese, mentre dall’alto si può osservare Salento dall’esterno, con i tetti delle abitazioni, le facciate colorate e il paesaggio montuoso che caratterizza questa parte della regione.

È uno dei punti migliori per rendersi conto della posizione del paese e della sua relazione con l’ambiente naturale circostante. Nelle giornate limpide, il panorama è particolarmente piacevole e offre una prospettiva diversa rispetto alle strade del centro.

Anche qui, naturalmente, la popolarità della destinazione si fa sentire. Il percorso è conosciuto da praticamente tutti i visitatori e, nei momenti di maggiore affluenza, può essere piuttosto frequentato. Vale comunque la pena salire, soprattutto se si desidera osservare il paese da una prospettiva differente.

Il consiglio è di evitare, se possibile, le ore centrali delle giornate più affollate e di prendersi il tempo necessario per apprezzare il panorama, senza trasformare la salita nell’ennesima tappa da completare rapidamente.

Le case tradizionali e i dettagli che raccontano l’Eje Cafetero

Al di là dei luoghi più conosciuti, credo che la parte più interessante di Salento sia proprio la sua architettura tradizionale. Le abitazioni con le facciate dipinte, i balconi in legno, le porte decorate e le finestre colorate contribuiscono a definire l’identità visiva del paese e rappresentano una delle testimonianze più riconoscibili della cultura architettonica dell’Eje Cafetero.

Questi elementi non sono soltanto decorativi. Raccontano una storia legata allo sviluppo degli insediamenti della regione, alla colonizzazione antioqueña e alla costruzione di abitazioni adatte al clima e alle caratteristiche del territorio. Il legno, i colori vivaci e i balconi sono parte di una tradizione architettonica che si ritrova anche in altri centri della zona.

Per apprezzarli davvero, però, conviene allontanarsi per qualche momento dalla strada principale e imboccare le vie secondarie. È qui che la passeggiata può diventare più interessante: si incontrano scorci diversi, facciate meno fotografate e angoli in cui è possibile osservare il paese senza essere continuamente circondati dalle attività rivolte ai visitatori.

Non bisogna necessariamente cercare attrazioni particolari. A volte basta rallentare il passo, guardare le case e prestare attenzione ai piccoli dettagli per comprendere meglio il carattere di un luogo.

Salento, Architettura tradizionale


Valle de Cocora: uno spettacolo naturale diventato una meta di massa

Se c’è un luogo che ha contribuito più di ogni altro a rendere celebre l’Eje Cafetero nel panorama turistico internazionale, è probabilmente la Valle de Cocora, una valle montana caratterizzata da prati verdissimi, pendii avvolti dalle nuvole e imponenti palme da cera che si innalzano verso il cielo. Le immagini di questi alberi altissimi, circondati dalle montagne delle Ande colombiane, sono diventate una delle rappresentazioni più riconoscibili del Paese, al punto che visitare la valle sembra ormai un passaggio obbligato per chiunque arrivi a Salento.

La prima impressione è indubbiamente quella di trovarsi davanti a un paesaggio particolare, diverso da molti altri che si incontrano viaggiando in America Latina. Le palme da cera, che possono raggiungere altezze straordinarie, emergono dai prati creando un contrasto suggestivo con il verde delle montagne e il cielo spesso coperto da nuvole basse. Non è difficile capire perché questo luogo sia diventato così famoso e perché le fotografie della valle compaiano praticamente in ogni guida dedicata alla Colombia.

Eppure, proprio la popolarità della Valle de Cocora mi porta a fare una riflessione sul modo in cui oggi scegliamo le nostre destinazioni di viaggio. Un paesaggio può essere straordinario senza che l’esperienza di visitarlo sia necessariamente altrettanto memorabile. Nel caso della Valle de Cocora, la bellezza naturale convive con un’affluenza turistica che, in determinati momenti, può condizionare profondamente la visita.

Le palme da cera, simbolo della Colombia

Il principale motivo per cui si viene fin qui sono naturalmente le palme da cera, considerate l’emblema naturale della Colombia. La specie più conosciuta, la palma da cera del Quindío (Ceroxylon quindiuense), è anche l’albero nazionale del Paese e cresce nelle zone montane delle Ande, dove trova condizioni climatiche particolari.

Questi alberi possono superare i 50 metri di altezza e, in alcuni casi, raggiungere dimensioni ancora maggiori. Il loro tronco sottile e slanciato, sormontato da una chioma di foglie, crea una silhouette inconfondibile. Osservarli emergere dai prati, talvolta avvolti dalla nebbia, è senza dubbio una delle immagini più caratteristiche dell’Eje Cafetero.

La valle fa parte di un ambiente naturale di grande valore, dove il paesaggio cambia rapidamente con l’altitudine e le condizioni meteorologiche. Le nuvole possono coprire le cime nel giro di pochi minuti, mentre la luce del sole trasforma continuamente i colori dei prati e delle montagne.

È proprio questa combinazione di elementi a rendere la Valle de Cocora un luogo interessante dal punto di vista paesaggistico. Non si tratta soltanto di fotografare le palme, ma di osservare un ambiente montano particolare, in cui la vegetazione e il clima contribuiscono a creare scenari suggestivi.

Eje Cafetero, palme da cera

Come raggiungere la Valle de Cocora da Salento

La Valle de Cocora si trova a breve distanza da Salento ed è facilmente raggiungibile grazie alle jeep Willys, i tradizionali veicoli utilizzati per i collegamenti nella regione. Queste jeep partono generalmente dalla zona centrale del paese, nei pressi di Plaza de Bolívar, e trasportano i visitatori verso l’ingresso della valle.

Il tragitto attraversa un paesaggio rurale fatto di colline verdi, pascoli e montagne. Le jeep, spesso cariche di passeggeri, sono diventate esse stesse una delle immagini caratteristiche del turismo a Salento.

Il viaggio è relativamente breve, ma conviene organizzarsi in anticipo, soprattutto nei fine settimana e nei periodi festivi, quando la richiesta di trasporto aumenta. Arrivare presto al punto di partenza può aiutare a evitare le code più lunghe e a sfruttare meglio le ore della giornata.

Bisogna comunque considerare che la Valle de Cocora è ormai una delle escursioni più frequentate della regione. Anche scegliendo di partire al mattino presto, non si ha la certezza di trovare un ambiente tranquillo, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.

Una volta arrivati, si incontrano diversi accessi e percorsi, con modalità di visita che variano a seconda del tempo disponibile e delle condizioni del terreno.

I sentieri della valle: una passeggiata o un’escursione più impegnativa?

Uno degli aspetti da considerare prima di visitare la Valle de Cocora è la scelta del percorso. Non esiste infatti un’unica escursione, ma diverse possibilità che permettono di esplorare almeno in parte questo ambiente naturale.

Il percorso più breve è quello scelto da molti visitatori che desiderano ammirare le palme da cera senza affrontare un’escursione particolarmente lunga. Consente di raggiungere alcuni dei punti panoramici più conosciuti, passeggiare tra i prati e osservare da vicino gli alberi che hanno reso famosa la valle. È la soluzione più adatta a chi dispone di poche ore o preferisce una camminata relativamente semplice.

Il circuito escursionistico più lungo, invece, permette di addentrarsi maggiormente nell’ambiente montano. A seconda dell’itinerario scelto, si attraversano tratti di foresta, sentieri fangosi, ponti e zone caratterizzate da una vegetazione più fitta. Alcuni percorsi prevedono dislivelli importanti e richiedono diverse ore di cammino, oltre a scarpe adeguate e una buona preparazione fisica.

La scelta dipende quindi dalle proprie aspettative. Chi vuole semplicemente vedere le palme da cera può accontentarsi di una visita breve, mentre chi ama camminare può dedicare più tempo all’esplorazione della valle.

È importante, tuttavia, non confondere la lunghezza del percorso con la qualità dell’esperienza. Un’escursione più impegnativa non significa necessariamente trovare meno persone in ogni tratto, così come una passeggiata breve non è automaticamente meno interessante. Molto dipende dalle condizioni del momento, dall’orario e dalla capacità di apprezzare il paesaggio senza fretta.

Prima di partire è sempre opportuno verificare le condizioni dei sentieri, gli eventuali accessi a pagamento e le modalità di ingresso, che possono cambiare nel tempo.

Valle de Cocora, tra i sentieri


Quando la bellezza incontra il turismo di massa

È proprio qui che emerge l’aspetto più controverso della Valle de Cocora. La fama del luogo ha attirato un numero crescente di visitatori, trasformando quella che un tempo era soprattutto una destinazione naturalistica in una delle escursioni più conosciute della Colombia.

Nei periodi di maggiore affluenza, l’esperienza può essere condizionata dalla presenza di numerosi gruppi, dalle code nei punti più fotografati e dalla necessità di condividere gli scorci panoramici con molte altre persone. Anche i sentieri più accessibili possono diventare affollati, soprattutto nelle aree in cui le palme creano le composizioni paesaggistiche più ricercate.

In alcuni momenti, si ha quasi l’impressione che l’obiettivo principale sia raggiungere il punto panoramico più famoso, scattare qualche fotografia e proseguire verso la tappa successiva. Il paesaggio diventa così uno sfondo, mentre la visita si trasforma in una sequenza di immagini da portare a casa.

Naturalmente, non tutti i visitatori vivono la valle nello stesso modo. Ci sono persone che la esplorano con calma, percorrono sentieri meno frequentati e dedicano tempo all’osservazione dell’ambiente naturale. Tuttavia, la concentrazione di turisti nei punti più accessibili può rendere difficile trovare quella sensazione di isolamento e tranquillità che molti associano a un’escursione in montagna.

Il problema non è la presenza dei turisti in sé, ma il rischio che la notorietà di un luogo finisca per compromettere proprio quelle caratteristiche che lo hanno reso famoso. Un paesaggio come quello della Valle de Cocora invita a rallentare, a osservare le montagne, a prestare attenzione ai cambiamenti della luce e alla vegetazione. Quando l’affollamento diventa predominante, può essere più difficile vivere questa dimensione del viaggio.

Valle de Cocora: bella, ma non necessariamente imperdibile

Arriviamo così alla domanda che, secondo me, merita davvero di essere posta: la Valle de Cocora vale la pena?

La risposta non può essere un semplice sì o no. Dal punto di vista paesaggistico, la valle è indubbiamente affascinante e le palme da cera costituiscono una presenza naturale straordinaria. Sarebbe sbagliato negarne il valore soltanto perché è diventata una meta turistica.

Allo stesso tempo, credo che non sia necessario visitarla a ogni costo, soltanto perché compare in quasi tutti gli itinerari dedicati alla Colombia. Se si cerca un’esperienza immersa nella natura, caratterizzata dal silenzio, da sentieri tranquilli e dalla possibilità di osservare il paesaggio senza fretta, l’affluenza turistica potrebbe rappresentare una delusione.

Non tutti i viaggiatori hanno le stesse aspettative. Per alcuni, vedere dal vivo le palme da cera è un’esperienza irrinunciabile; per altri, il valore di un viaggio sta soprattutto nella possibilità di allontanarsi dai luoghi più conosciuti e scoprire ambienti meno frequentati.

Personalmente, penso che sia importante conoscere entrambe le possibilità prima di decidere. La Valle de Cocora merita di essere considerata per quello che è, senza idealizzarla e senza trasformarla automaticamente in una tappa obbligatoria.

Se il tempo a disposizione è limitato, non bisogna sentirsi in dovere di andarci soltanto perché lo fanno tutti. L’Eje Cafetero offre anche altri paesaggi e piccoli centri che permettono di conoscere la regione da prospettive differenti.

Ed è proprio da questa considerazione che nasce il desiderio di cercare un’alternativa: non necessariamente un luogo più bello, ma una destinazione capace di offrire un’esperienza diversa, più vicina al proprio modo di viaggiare.

Per chi desidera scoprire un’altra faccia dell’Eje Cafetero, lontano almeno in parte dai circuiti più battuti, potrebbe essere interessante guardare oltre Salento e la sua valle più famosa.

Valle de Cocora


Esiste un’alternativa alla Valle de Cocora?

Quando una destinazione diventa così famosa da comparire praticamente in ogni itinerario di viaggio, è facile dimenticare che esistono altri luoghi capaci di offrire esperienze altrettanto interessanti. Nel caso dell’Eje Cafetero, la Valle de Cocora è diventata quasi sinonimo di paesaggio montano colombiano, grazie alle sue immense palme da cera e alle distese verdi che si estendono ai piedi delle Ande. Eppure, chi desidera ammirare questi alberi straordinari senza ritrovarsi necessariamente al centro di uno dei circuiti turistici più frequentati della regione può prendere in considerazione un’alternativa: La Carbonera.

Situata nel dipartimento del Quindío, questa zona montana ospita importanti concentrazioni di palme da cera e offre paesaggi che, per certi aspetti, ricordano quelli della più celebre Valle de Cocora. Qui le palme emergono dai pendii erbosi e dalle distese di vegetazione, creando scenari di grande fascino, spesso avvolti dalle nuvole che caratterizzano il clima di queste montagne.

La Carbonera è meno conosciuta dal turismo internazionale rispetto alla Valle de Cocora e proprio questa caratteristica può renderla interessante per chi cerca un’esperienza differente. Non significa necessariamente essere soli durante la visita o avere la garanzia di trovare un ambiente incontaminato dal turismo, ma permette di prendere in considerazione una destinazione che non occupa lo stesso posto nell’immaginario turistico della Colombia.

La Carbonera, le palme da cera lontano dai circuiti più conosciuti

La prima differenza rispetto alla Valle de Cocora riguarda il contesto in cui si osservano le palme. Anche a La Carbonera, infatti, questi alberi sono i protagonisti assoluti del paesaggio, ma l’esperienza può assumere caratteristiche differenti a seconda del percorso scelto e delle modalità con cui si raggiunge la zona.

Le palme si distribuiscono sulle montagne e nelle aree erbose, formando gruppi che si stagliano contro il cielo e le pendici verdi. In alcuni punti, la loro concentrazione crea scenari particolarmente suggestivi, con tronchi altissimi che sembrano emergere direttamente dal paesaggio.

Per chi ama fotografare, camminare e osservare la natura, La Carbonera rappresenta una possibilità interessante per conoscere un altro ambiente caratteristico dell’Eje Cafetero. Il fascino non risiede soltanto nella presenza delle palme, ma anche nella sensazione di trovarsi in un territorio montano in cui gli spazi aperti e la vegetazione sono ancora gli elementi predominanti.

È importante, tuttavia, non immaginare La Carbonera come una copia della Valle de Cocora semplicemente con meno persone. I due luoghi hanno caratteristiche proprie e la visita può essere molto diversa. La Carbonera richiede generalmente una maggiore organizzazione, soprattutto per quanto riguarda il trasporto e l’accesso alle aree da esplorare. Le condizioni delle strade, il meteo e le modalità di visita possono influire sulla possibilità di raggiungere i punti più interessanti.

Prima di partire è quindi consigliabile informarsi sulle condizioni locali e valutare l’opportunità di affidarsi a un operatore del posto che conosca il territorio. Non è necessariamente la soluzione più semplice per chi dispone di poche ore, ma può essere una scelta interessante per chi desidera dedicare più tempo all’esplorazione della regione.

La Carbonera o Valle de Cocora: quale scegliere?

La risposta dipende soprattutto dal tipo di viaggio che si desidera fare.

La Valle de Cocora è la soluzione più immediata per chi soggiorna a Salento. I collegamenti con le jeep Willys, la presenza di percorsi conosciuti e una maggiore disponibilità di servizi rendono la visita relativamente semplice da organizzare in autonomia. È una destinazione adatta anche a chi ha poco tempo a disposizione e desidera vedere uno dei paesaggi più rappresentativi della Colombia.

La Carbonera, invece, può essere una scelta più interessante per chi è disposto a organizzarsi con maggiore attenzione pur di esplorare un ambiente meno inserito nei circuiti turistici tradizionali. L’accessibilità più complessa rappresenta un limite pratico, ma è anche uno degli aspetti da considerare quando si cerca un’esperienza differente.

Non sarebbe corretto affermare che La Carbonera sia sempre deserta o che garantisca un contatto con la natura necessariamente più autentico. La minore notorietà internazionale non equivale automaticamente all’assenza di visitatori e molto dipende dal momento della visita e dalle condizioni locali. Tuttavia, proprio perché è meno presente nei classici itinerari turistici, merita di essere presa in considerazione da chi vuole ampliare le proprie possibilità.

Personalmente, credo che il punto non sia stabilire quale delle due destinazioni sia migliore in assoluto. Entrambe permettono di ammirare le palme da cera, ma offrono modalità di visita differenti. La scelta dovrebbe dipendere dal tempo disponibile, dalla voglia di camminare, dalla facilità con cui si desidera organizzare gli spostamenti e, soprattutto, dalle proprie aspettative.

Pijao, alternativa meno turistica a Salento

C’è un modo diverso di scoprire l’Eje Cafetero, lontano dai circuiti più frequentati e dalle destinazioni che ormai compaiono in quasi tutti gli itinerari dedicati alla Colombia. Per trovarlo bisogna spostarsi verso sud, nel dipartimento del Quindío, dove tra montagne verdi, piantagioni di caffè e strade tortuose si incontra Pijao, un piccolo centro che sembra appartenere a un’altra dimensione rispetto alla più conosciuta Salento.

Pijao non ha le attrazioni spettacolari della Valle de Cocora e non può contare sulla stessa notorietà internazionale. Non ci sono grandi monumenti, musei imperdibili o una lunga lista di cose da fare. Eppure, proprio questa apparente mancanza di attrazioni rappresenta uno dei suoi punti di forza.

Qui si viene soprattutto per passeggiare, osservare le case tradizionali, sedersi in un bar e lasciarsi trasportare dal ritmo della vita locale. È un luogo che non richiede necessariamente un programma preciso e che si presta particolarmente bene a chi ama viaggiare senza fretta, dedicando tempo anche a ciò che non compare nelle guide turistiche.

Dopo aver visitato Salento e aver constatato quanto il turismo possa trasformare un piccolo centro colombiano, Pijao rappresenta una prospettiva differente sulla stessa regione. Non perché sia completamente estranea al turismo, ma perché il rapporto tra il paese e i suoi visitatori appare meno condizionato dalla ricerca di attrazioni da fotografare.

Pijao, tra case colorate e tradizione cafetera

Il primo elemento che colpisce arrivando a Pijao è l’architettura del centro storico. Le facciate colorate, le porte in legno, i balconi decorati e le abitazioni tradizionali raccontano una storia legata alla cultura cafetera e alle comunità che hanno contribuito allo sviluppo di questa parte della Colombia.

Passeggiando per le strade si incontrano edifici dalle tonalità vivaci, finestre incorniciate da colori contrastanti e dettagli architettonici che meritano di essere osservati senza fretta. Molte abitazioni conservano elementi della tradizionale architettura in bahareque, una tecnica costruttiva storicamente diffusa nella regione, che utilizza strutture lignee e materiali vegetali e terrosi.

Non si tratta di un patrimonio da ammirare soltanto dall’esterno. È anche un modo per comprendere il carattere dei centri abitati dell’Eje Cafetero, dove l’architettura tradizionale continua a far parte del paesaggio quotidiano.

A Pijao, inoltre, non è necessario seguire un itinerario preciso per apprezzare questi dettagli. Basta allontanarsi dalla piazza principale e imboccare qualche strada secondaria, osservando le abitazioni, i piccoli negozi e gli scorci che si aprono tra una facciata e l’altra.

È una visita semplice, ma proprio per questo piacevole. Non c’è la necessità di raggiungere continuamente un punto panoramico o di attraversare il paese alla ricerca dell’attrazione successiva. Il centro si presta a essere esplorato a piedi, lasciando spazio alla curiosità e alle soste improvvisate.

Pijao


Plaza de Bolívar, il cuore della vita quotidiana

Come in molti altri centri colombiani, anche a Pijao la piazza principale rappresenta il punto di riferimento della comunità.

Plaza de Bolívar è il luogo da cui partire per conoscere il paese, ma anche quello in cui tornare più volte durante la giornata. Qui si affacciano la chiesa, gli edifici del centro e alcuni dei tradizionali locali frequentati dagli abitanti.

La piazza non è soltanto uno spazio da attraversare durante una visita turistica. È un luogo di incontro, dove ci si ferma a parlare, si prende un caffè e si osserva il movimento della giornata. Le persone arrivano, si siedono sulle panchine, entrano nei negozi e proseguono le proprie attività senza che tutto sembri ruotare intorno alla presenza dei visitatori.

È proprio questo aspetto a rendere interessante Pijao. Invece di cercare continuamente qualcosa da vedere, si può semplicemente scegliere un posto dove sedersi e osservare ciò che accade.

Una pausa in uno dei bar della piazza diventa così parte integrante dell’esperienza. Si ordina un caffè colombiano, si guarda il passaggio delle persone e si lascia scorrere il tempo. Può sembrare poco rispetto alle tante attività che si possono organizzare in altre destinazioni, ma è proprio questa semplicità a rendere il soggiorno piacevole.

Naturalmente, anche Pijao ha i suoi visitatori e le sue attività commerciali. Non bisogna idealizzarlo come un paese rimasto completamente fuori dal mondo. La differenza è che qui il turismo non sembra necessariamente occupare ogni angolo del centro e lascia ancora spazio alla vita ordinaria della comunità.

Pijao, Plaza de Bolívar


Il piacere di non avere nulla da spuntare dalla lista

Una delle cose che apprezzo maggiormente quando viaggio è la possibilità di visitare un luogo senza dover necessariamente riempire ogni ora della giornata.

Pijao si presta perfettamente a questo approccio. Si può iniziare la mattina con una passeggiata tra le strade del centro, fermarsi a bere un caffè, proseguire verso qualche via meno frequentata e tornare in piazza quando se ne ha voglia.

Non ci sono grandi distanze da percorrere per visitare il paese e non occorre organizzare ogni spostamento in anticipo. Il piacere sta soprattutto nel concedersi il tempo di osservare.

A volte, nei luoghi diventati particolarmente famosi, si finisce per seguire un programma quasi obbligato: raggiungere il punto panoramico, visitare la strada più fotografata, fermarsi nel locale consigliato e proseguire verso la tappa successiva. Pijao invita invece a un approccio diverso, nel quale il paese stesso diventa il motivo della visita.

Non è necessario fare molto per apprezzarlo. Bisogna soltanto essere disposti a rallentare.

Questo non significa che Pijao sia necessariamente più interessante di Salento per tutti. Chi cerca una destinazione vivace, con una vasta scelta di ristoranti, locali e attività organizzate, potrebbe trovare l’offerta più limitata. Chi invece ama i piccoli centri, le atmosfere tranquille e le occasioni per osservare la quotidianità locale potrebbe apprezzarlo molto di più.

È una differenza di aspettative che vale la pena considerare prima di organizzare il viaggio.

Pijao, la prima Cittaslow dell’America Latina

L’atmosfera tranquilla del paese non è soltanto una sensazione personale. Pijao ha aderito nel 2014 alla rete internazionale Cittaslow, il movimento nato in Italia che promuove un modello di sviluppo attento alla qualità della vita, alla tutela del patrimonio locale e alla sostenibilità ambientale.

La filosofia delle Cittaslow valorizza i ritmi meno frenetici, le produzioni locali e il rapporto tra comunità e territorio. In questo senso, Pijao rappresenta un esempio interessante di come il turismo possa essere sviluppato senza puntare necessariamente sui grandi numeri.

Il riconoscimento non significa che il paese sia immobile o privo di cambiamenti. Piuttosto, esprime la volontà di preservare alcune caratteristiche della vita locale e di valorizzare le risorse del territorio senza trasformarle esclusivamente in prodotti turistici.

Per il viaggiatore, questo si traduce soprattutto nella possibilità di conoscere un centro che conserva una dimensione raccolta e nel quale la cultura del caffè, l’architettura tradizionale e gli spazi pubblici continuano a svolgere un ruolo importante.

Credo che sia proprio questo il valore di Pijao: non offrire un’esperienza costruita per stupire in poche ore, ma permettere di entrare in contatto con una realtà locale attraverso gesti semplici e situazioni quotidiane.

Pijao


Cosa fare a Pijao e nei dintorni

Anche se il centro abitato si visita piacevolmente a piedi, vale la pena dedicare un po’ di tempo ai dintorni. Le montagne che circondano Pijao offrono diverse possibilità per chi desidera approfondire la conoscenza dell’Eje Cafetero, alternando la visita del paese alle attività all’aria aperta.

Visitare una finca cafetera

Il caffè è uno degli elementi centrali dell’identità di Pijao e una visita a una piccola finca può essere un’ottima occasione per conoscere meglio la cultura agricola della regione.

Accompagnati da produttori locali o da operatori del territorio, è possibile approfondire le diverse fasi della lavorazione del caffè, dalla coltivazione alla raccolta fino alla preparazione della bevanda. Queste esperienze permettono di comprendere il lavoro che si nasconde dietro una tazza di caffè colombiano e di conoscere più da vicino le famiglie che vivono di questa attività.

Per chi è interessato a un’esperienza di questo tipo, è possibile informarsi sulle proposte di operatori locali come Experiencia Cafetera, che organizza attività legate alla cultura del caffè e alla vita delle comunità di Pijao.

Esplorare le montagne e i paesaggi rurali

I dintorni del paese sono caratterizzati da colline verdi, piantagioni, sentieri e strade rurali che attraversano il paesaggio montano del Quindío.

Chi ama camminare può informarsi sulle escursioni disponibili nella zona, scegliendo itinerari adatti alle proprie capacità e alle condizioni meteorologiche. Tra i luoghi segnalati dal turismo locale figurano il mirador La Mariela, il cerro Tarapacá e il settore del páramo de Chilí, ambienti che richiedono però un’organizzazione adeguata e, a seconda dell’itinerario, l’accompagnamento di guide locali.

Non tutte queste mete sono raggiungibili con una semplice passeggiata dal centro. Prima di partire è quindi consigliabile verificare distanze, condizioni dei sentieri e disponibilità dei trasporti.

Scoprire la cultura locale

Un’altra possibilità è dedicare del tempo alle tradizioni artigianali e alle attività culturali del paese. Alcuni operatori locali propongono esperienze legate all’artigianato, alla gastronomia e alla vita quotidiana delle comunità.

Il vantaggio di queste attività è che consentono di andare oltre la semplice visita del centro, entrando in contatto con persone che vivono e lavorano nel territorio. È un modo di viaggiare che richiede curiosità e disponibilità ad adattarsi ai tempi locali, ma che può lasciare ricordi più significativi rispetto a una visita concentrata esclusivamente sulle attrazioni.

Assaggiare il caffè del Quindío

Infine, non può mancare una sosta in uno dei caffè del paese. Pijao si trova in una regione in cui la coltivazione del caffè rappresenta una parte importante dell’economia e della cultura locale.

Sedersi in un piccolo locale, ordinare un caffè e osservare la vita della piazza è probabilmente una delle esperienze più semplici da fare, ma anche una delle più coerenti con lo spirito del luogo.

Non serve trasformare ogni momento in un’attività organizzata. A volte basta fermarsi, assaggiare un prodotto del territorio e dedicare un po’ di tempo a ciò che accade intorno.

Da Salento a Pijao in autobus, passando per Pereira

Pijao si può raggiungere anche senza noleggiare un’automobile, utilizzando i collegamenti regionali. Per chi viaggia in autonomia, è una possibilità interessante perché permette di inserire il paese nell’itinerario senza dover ricorrere necessariamente a un trasferimento privato.

Se si parte da Salento e si vuole passare da Pereira, bisogna considerare che il percorso richiede almeno un cambio.

La prima tratta collega Salento a Pereira. Esistono collegamenti diretti, ma è importante verificare la compagnia utilizzata, perché non tutti gli autobus percorrono lo stesso itinerario: alcuni passano dal terminal di Armenia.

Una volta arrivati al terminal dei trasporti di Pereira, bisogna proseguire verso Armenia, il principale punto di riferimento per i collegamenti con i centri meridionali del Quindío. Il viaggio in autobus tra Pereira e Armenia richiede indicativamente un’ora, anche se la durata può variare in base al traffico.

Da Armenia si raggiunge infine Pijao con un autobus della compagnia regionale Coomoquin. Il collegamento impiega indicativamente un’ora, a seconda delle condizioni della strada e del servizio utilizzato.

Per organizzare il viaggio, puoi consultare il sito ufficiale di Coomoquin, dove è indicata la tratta Armenia-Pijao. Gli orari e le tariffe possono cambiare, quindi è preferibile verificarli direttamente prima della partenza.

Nel complesso, il viaggio via Pereira è fattibile con i mezzi pubblici, ma richiede tempo e un minimo di pianificazione. Se le coincidenze non sono favorevoli, può essere necessario trascorrere buona parte della giornata negli spostamenti.

Il consiglio è di partire al mattino e non organizzare il trasferimento contando su coincidenze troppo strette. È importante anche verificare l’ultima corsa da Armenia a Pijao, per evitare di arrivare al terminal quando i collegamenti per il paese sono già terminati.

Da Salento a Pijao via Pereira


Perché consiglio di fermarsi almeno una notte

Pijao può essere visitata in poche ore, ma credo che ridurla a una breve sosta significhi perdere una parte importante della sua identità.

Arrivare al mattino, passeggiare per il centro, scattare qualche fotografia alle case colorate e ripartire nel primo pomeriggio permette di conoscere il paese soltanto superficialmente. Per apprezzarne davvero il ritmo, secondo me, è meglio fermarsi almeno una notte.

Il vantaggio è soprattutto pratico. Si può arrivare senza fretta, dedicare il pomeriggio alla scoperta delle strade e trascorrere la sera nel paese, quando le attività della giornata si concludono e l’atmosfera diventa ancora più tranquilla.

La mattina successiva si può riprendere la visita con una colazione in un bar locale, organizzare un’escursione nei dintorni oppure partecipare a un’esperienza legata alla produzione del caffè.

Una notte permette anche di distribuire meglio gli spostamenti, soprattutto se si viaggia in autobus. Invece di dover raggiungere Pijao e tornare immediatamente verso un’altra destinazione, si può utilizzare il soggiorno per conoscere il paese con maggiore calma.

Le strutture ricettive sono meno numerose rispetto a quelle di Salento, quindi conviene verificare in anticipo le disponibilità, specialmente nei periodi festivi.

Altre località da prendere in considerazione nell’Eje Cafetero

L’Eje Cafetero non si esaurisce tra Salento, la Valle de Cocora e Pijao. Questa regione della Colombia, caratterizzata da montagne verdi, piantagioni di caffè e piccoli centri dalla tipica architettura tradizionale, offre numerose altre destinazioni che meritano di essere prese in considerazione, soprattutto da chi desidera allontanarsi dagli itinerari più frequentati. Alcuni paesi conservano un’atmosfera tranquilla, altri permettono di approfondire la cultura del caffè, mentre le città principali rappresentano una buona base per esplorare il territorio.

Filandia, un’alternativa a Salento

Situata nel dipartimento del Quindío, Filandia è probabilmente una delle alternative più interessanti per chi apprezza le case colorate e l’architettura tradizionale di Salento, ma preferisce un ambiente meno caotico. Il centro storico si sviluppa intorno alla piazza principale e presenta facciate vivaci, balconi in legno e strade piacevoli da percorrere a piedi.

Uno dei luoghi più conosciuti è il Mirador Colina Iluminada, una torre panoramica dalla quale si possono ammirare le montagne e il paesaggio rurale circostante. Filandia è inoltre legata alla tradizione artigianale dei cestai e alla produzione del caffè. Pur essendo ormai una destinazione turistica, può rappresentare una buona scelta per chi cerca un paese piacevole da esplorare senza concentrarsi esclusivamente sulle attrazioni più famose della regione.

Buenavista, tra montagne e piantagioni di caffè

Sempre nel Quindío si trova Buenavista, un piccolo centro arroccato sulle montagne, conosciuto per i panorami sulle vallate e per la presenza di fincas cafeteras. Qui il paesaggio è il vero protagonista: colline ricoperte di vegetazione, strade che attraversano le piantagioni e scorci che invitano a fermarsi per osservare il territorio.

È una destinazione interessante soprattutto per chi desidera approfondire la cultura del caffè attraverso visite alle aziende agricole e degustazioni. Rispetto alle località più conosciute, Buenavista può offrire un’esperienza più raccolta, anche se è opportuno organizzare in anticipo gli spostamenti e le attività.

Marsella, nel dipartimento di Risaralda

Spostandosi nel dipartimento di Risaralda si incontra Marsella, un paese caratterizzato da un centro storico colorato, balconi fioriti e architettura tradizionale. La piazza principale è il punto di partenza ideale per passeggiare tra le strade del centro, mentre il Jardín Botánico Alejandro Humboldt rappresenta una possibilità interessante per chi desidera dedicare del tempo alla natura.

Marsella merita attenzione anche per il suo ritmo relativamente tranquillo e per la possibilità di conoscere un’altra dimensione della regione cafetera. Può essere una buona tappa per chi viaggia attraverso il territorio senza limitarsi ai centri più pubblicizzati.

Santa Rosa de Cabal, tra montagne e sorgenti termali

Chi desidera alternare la visita dei paesi a un’esperienza di relax può prendere in considerazione Santa Rosa de Cabal, conosciuta soprattutto per le sue sorgenti termali immerse nel paesaggio montano. Le piscine di acqua calda e le cascate attirano numerosi visitatori, rendendo questa località una delle destinazioni più conosciute del Risaralda.

Il paese è famoso anche per il suo chorizo tradizionale e rappresenta una possibile tappa per chi attraversa la regione passando da Pereira. Bisogna però considerare che le terme più celebri possono essere molto frequentate, soprattutto nei fine settimana: anche in questo caso, scegliere con attenzione il momento della visita può fare la differenza.

Salamina, nel dipartimento di Caldas

Per chi ha più tempo a disposizione e vuole spingersi oltre il circuito classico del Quindío, Salamina rappresenta una destinazione particolarmente interessante. Situata nel dipartimento di Caldas, conserva un centro storico caratterizzato da case tradizionali, balconi in legno e facciate che testimoniano la storia della colonizzazione antioqueña.

Il paese è noto per il suo patrimonio architettonico e per il legame con la cultura cafetera. Nei dintorni si possono inoltre esplorare paesaggi montani e aree rurali dove la coltivazione del caffè continua a rappresentare una parte importante della vita locale.

Salamina richiede una maggiore attenzione nell’organizzazione degli spostamenti rispetto alle località più vicine a Salento, ma può essere una scelta interessante per chi desidera conoscere una Colombia meno presente negli itinerari più brevi.

Quale scegliere?

Non esiste una località migliore in assoluto nell’Eje Cafetero: dipende dal tempo a disposizione e dal tipo di esperienza che si cerca. Filandia è una valida alternativa a Salento per chi ama i centri storici colorati; Buenavista è interessante per il paesaggio e le fincas cafeteras; Marsella permette di scoprire un altro volto del Risaralda; Santa Rosa de Cabal è adatta a chi desidera una pausa tra le montagne, mentre Salamina può arricchire un itinerario più lungo.

Il mio consiglio è di non cercare di visitarle tutte in pochi giorni. L’Eje Cafetero si apprezza soprattutto quando ci si concede il tempo di esplorare i suoi paesi senza fretta, fermandosi dove il paesaggio, l’atmosfera o la curiosità suggeriscono di farlo. E se Salento e la Valle de Cocora rappresentano il volto più conosciuto della regione, sono proprio le località meno frequentate a offrire l’occasione di scoprirne altre sfumature.

Dove dormire a Salento: la mia esperienza all’Hotel Casa Tama

Scegliere dove dormire a Salento significa trovare un buon compromesso tra posizione, comfort e prezzo. Il paese è piuttosto compatto e molte delle principali attrazioni si raggiungono facilmente a piedi, ma, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica, è consigliabile prenotare con un po’ di anticipo.

Durante il mio soggiorno ho scelto l’Hotel Casa Tama, una struttura situata in Carrera 3 # 6-24, in una posizione comoda per esplorare il centro di Salento e raggiungere a piedi le sue strade più caratteristiche.

La mia esperienza è stata nel complesso positiva. Ho trovato una struttura piacevole, con una camera moderna, pulita e funzionale, dotata degli elementi essenziali per trascorrere qualche notte in paese. Gli ambienti sono curati e la sistemazione si è rivelata pratica per chi, come me, utilizza Salento soprattutto come base per visitare la Valle de Cocora e i dintorni.

La camera in cui ho soggiornato era priva di una finestra affacciata sull’esterno. È un aspetto che può fare la differenza per chi ama avere luce naturale e poter arieggiare la stanza, quindi consiglio di verificare attentamente la tipologia di camera assegnata prima di confermare il soggiorno.

Nel complesso, l’Hotel Casa Tama è stata un’ottima soluzione per il mio soggiorno a Salento e nel cuore dell’Eje Cafetero, soprattutto per chi cerca una sistemazione moderna e pulita senza rinunciare alla comodità di una posizione centrale. La mia esperienza riguarda naturalmente la camera in cui ho dormito: le caratteristiche possono variare in base alla tipologia scelta.

Indirizzo: Carrera 3 # 6-24, Salento, Quindío, Colombia.

Salento, Casa Tama

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