Dalle Gole di Dades a Merzouga


Quando la sveglia suona sono le 6,30. Il sole illumina debolmente la nostra camera. Ci affacciamo dalla finestra e ammiriamo lo splendido panorama dinanzi a noi: un vivace torrente scorre costeggiando un'imponente parete rocciosa. Velocemente ci vestiamo pronti per fare colazione con gli altri componenti del gruppo. Solo allora scopriamo che è entrata l'ora solare e bisognava mandare le lancette un'ora indietro. Ci siamo svegliati alle 5,30, potevamo dormire un'ora in più! Dopo aver fatto una scarsa colazione a buffet ci incamminiamo brevemente per la strada, l'autista ci ha consigliato di proseguire in salita per avere un'idea migliore delle Gole del DadesIl freddo a quest'ora della giornata è davvero pungente e preferiamo rientrare nella hall dopo aver scattato qualche foto ad un modello in scala realizzato a mano delle Gole sulla parete dinanzi all'hotel.

Gole del Dades
Gole del Dades
Gole del Dades
Credo proprio che abbiamo sbagliato il vestiario da portare in Marocco in questa settimana. Finalmente è ora di metterci in viaggio. Sostiamo più volte in alcuni punti panoramici: nei pressi di un paese costeggiato da particolari conformazioni rocciose e nella Valle delle Rose.

Valle delle Rose
Valle delle Rose
Valle delle Rose
La strada continua attraverso lunghi rettilinei e pianure dalla rada vegetazione. A Tinghir ci fermiamo per visitare l'esteso palmeto accompagnati da una guida locale poliglotta. Abbondantemente irrigata da una serie di canali, è alimentata dal fiume Todra e da una falda freatica presente a qualche metro di profondità. Per tale ragione il contrasto tra il verde della vegetazione e il rosa delle montagne circostanti è davvero forte. Molte donne sono a lavoro e la guida ci dice che al contrario degli uomini, impegnati tutta la giornata, sono nei campi solamente la mattina. Il palmeto rappresenta un'oasi di freschezza soprattutto nei mesi estivi, dove la calura è insopportabile. Quanto alla vegetazione, innumerevoli sono le palme così come gli alberi da frutta: mele, pere, pesche, mandorle, fichi, melograni. Vi sono anche coltivazioni di menta, erba medica, foraggio, mais. Insomma, pare di essere nel giardino dell'Eden. Asini stracolmi di raccolto ci superano affannosamente. Bambini ci circondano chiedendo qualche spicciolo. Una bambina è contentissima dopo aver ricevuto da me un muffin e corre dai suoi amici per dividerlo.

Palmeto di Tinghir
Palmeto di Tinghir
Palmeto di Tinghir
Palmeto di Tinghir
Prima di arrivare in paese per visitare un esempio di casa berbera superiamo un tratto del torrente in secca a mo' di discarica. I rifiuti sono ovunque e donne bambini lavano i loro panni in quel poco di acqua rimasta... Nell'abitazione ci vengono mostrati tappeti tipici dell'area e ci viene offerto del tè. Non amo questo tipo di dimostrazioni, pare tutto troppo finto. Riprendiamo la marcia per raggiungere le spettacolari Gole di TodraPeccato che a rovinare tutto ci siano le orde di turisti che affollano il sito. Lungo la strada, parcheggiano decine di pulmini che giungono sul posto all'incirca alla stessa ora. A piedi superiamo velocemente tutti per godere meglio del paesaggio. Le due pareti rocciose, perfette per gli amanti di arrampicata, sono illuminate dal sole e assumono una particolare colorazione ocra. Sulla destra, un fiume poco profondo dalle acque cristalline.

Gole del Todra
Gole del Todra
Gole del Todra
Purtroppo non abbiamo troppo tempo a disposizione per visitare il luogo e mezz'ora dopo siamo già sul pulmino con direzione Maison d'Hote ad Anissa dove pranzeremo con altri componenti del gruppo.

Valle del Todra
Valle del Todra
Ordino delle brochette di pollo che degusto in compagnia di un pigro gattino nero. Ultima tappa della giornata è Merzouga e per raggiungerla ci vogliono circa quattro ore. Attraversiamo paesini bruciati dal sole mentre il deserto si fa sempre più strada. In lontananza si alzano piccole turbine di sabbia. A Rissani, una città dalle ventimila anime dove la maggior parte delle donne vestono il burqa, ci fermiamo per fare rifornimento di acqua. Appena fuori la città il paesaggio è quasi lunare. Sullo sfondo alte dune color salmone rubano la scena. Siamo nei pressi dell'Erg Chebbi, uno dei due erg sahariani del Marocco insieme all'Erg Chigaga nei pressi di M'hamid. Lì, in un bivacco nel deserto trascorreremo la notte. A Merzouga, in un caratteristico hotel, attendiamo che arrivino i dromedari che ci trasporteranno sino alle nostre tende.

Merzouga. Dromedari
Merzouga. Dromedari
Il sole sta scendendo e assistiamo al tramonto da un terrazzo. Quando ci mettiamo in viaggio con i dromedari si è ormai fatto buio. Lo scenario è quello da mille e una notte, con le centinaia di stelle in cielo e la luce fioca della luna che illumina dolcemente i profili delle dune. Chiudo gli occhi ed immagino le antiche carovane percorrere i nostri stessi percorsi. C'è da dire però che due ore sul dromedario sono un po' troppe, la gobba è davvero scomoda. Quando il bivacco non sembra mai arrivare ecco delle lucine all'orizzonte sotto un'altissima duna. E' un sollievo scendere. Poggiamo gli zaini in tenda facendoci luce con la torcia. Il bivacco è molto spartano, nessun bagno (ci sono alcuni cespugli tra le dune...) e materassi coperti da un sottile strato di sabbia. L'ideale è portarsi un sacco a pelo. Ci sono delle coperte ma quanto a pulizia immagino non siano il massimo. Io e Giulia dormiremo con una coppia di italiani di San Benedetto del Tronto. Ceniamo tutti insieme, con la luce delle candele, insalata di riso e pollo ai legumi da un piatto comune. E' ora del tè. Lo sorseggiamo ascoltando tradizionale musica berbera.

Merzouga. Notte in bivacco
Merzouga. Notte in bivacco

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