Upper Mustang Trek. Giorno 2. Da Kagbeni a Chele

Raggiungendo Tangbe

Cominciamo a fare sul serio. Oggi lasciamo Kagbeni per entrare ufficialmente nell'Alto Mustang. Per accedere nell'area ad accesso limitato è necessario essere provvisti di un carissimo permesso dal costo di 500$ per persona valido per dieci giorni. Di prima mattina i 7061 metri del Nilgiri Himal si mostrano a noi in tutto il loro splendore. Le scintillanti vette innevate appaiono sgombre di nubi sullo sfondo della valle scavata dal Kali Gandaki. Attraversiamo le vie acciottolate del villaggio dando la precedenza alle greggi di capre dirette ad aridi pascoli attorno al fiume. All'uscita di Kagbeni, nelle vicinanze di un muro adornato da bandiere e ruote di preghiera, ci registriamo presso il posto di polizia, luogo in cui avviene il controllo dei permessi.

Kagbeni
Kagbeni
Kagbeni
Kagbeni
Cominciamo il sentiero inerpicandoci lungo un ghiaioso crinale. Il facile percorso del giorno prima sembra essere già un pallido ricordo. Oggi ci attendono circa sei ore di cammino. La fatica iniziale è ripagata subito da una splendida vista su Kagbeni e gli adiacenti campi coltivati in fiore. Velocizziamo il passo e dopo aver distanziato un rumoroso gruppo di escursionisti francesi proseguiamo attraverso ripidi saliscendi.
Kagbeni, inizio del sentiero
Kagbeni, inizio del sentiero
Vista su Kagbeni
Vista su Kagbeni
Raggiungendo Tangbe
Raggiungendo Tangbe
Sotto una rupe scavata dal vento sostiamo per la prima pausa di giornata, giusto il tempo di scordare gli indispensabili occhiali da sole sopra alcune pietre. Fortuna vuole che alcuni turisti svizzeri se siano accorti e me li restituiscano qualche centinaio di metri più avanti. Superiamo un ventoso altopiano a oltre 3000 metri di quota utilizzato da un'azienda agricola locale per la coltivazione di mele e cominciamo a scendere sino al letto asciutto di un fiumiciattolo. Una serie di chorten dipinti di nero, bianco e rosso anticipano il nostro ingresso nel pittoresco villaggio di Tangbe. Nell'abitato non si vede quasi anima viva. Tangbe è un susseguirsi di viuzze intricate, case intonacate, campi coltivati in fiore e frutteti.
Raggiungendo Tangbe
Raggiungendo Tangbe
Tangbe
Tangbe
Tangbe
Un’ora di cammino sulla pista seguita anche dalle jeep separano Tangbe da Chhuksang. Il tracciato costeggia costantemente un pendio roccioso nella parte est della vallata. Lungo il tragitto incontriamo diversi portatori, alcuni stracarichi con addirittura tre zaini sulle spalle. E’ incredibile vedere come alcuni turisti non si pongono minimamente il problema. Capisco che è un lavoro come altri ma spesso si oltrepassa il limite dello sfruttamento. All’ingresso del paese fa bella mostra un piccolo complesso con quattro chorten.
Raggiungendo Chhuksang
Raggiungendo Chhuksang
Pranziamo al Parkashi Lodge & Restaurant con un piatto di spaghetti al tonno, ottimi, ma quante mosche volteggiano nella sala! Il villaggio, caratterizzato da case intonacate e stretti vicoli, è situato alla confluenza dei fiumi Narshing Khola e Kali Gandaki ed è composto da ben tre nuclei distinti. Su molte abitazioni sono appese corna di pecora e rametti intrecciati e legati a forma di croce. La tradizione vuole che questi possano allontanare gli spiriti maligni che minacciano la popolazione. Attraversiamo il Narsingh Khola in secca e proseguiamo verso nord affrontando salite e discese. Chele la vediamo da lontano adagiata su uno sperone roccioso.

Chhuksang
Chhuksang
Chhuksang
Chhuksang
Chhuksang
Chhuksang
Per un lungo tratto, alla ricerca di fossili, facciamo una deviazione sul letto del Kali Gandaki ma siamo sfortunati. Il vento comincia a soffiare con tutta la sua forza nella valle alzando densi turbini di polvere. Riprendiamo il sentiero fino a giungere a una sponda del fiume dove una grande roccia si è staccata dal crinale soprastante creando una galleria nella quale il fiume scorre impetuoso nei pressi di un canyon. Oltrepassiamo il Kali Gandaki grazie a un ponte di acciaio adornato da colorate bandiere di preghiera.

Raggiungendo Chele, fiume Kali Gandaki
Raggiungendo Chele, fiume Kali Gandaki
Raggiungendo Chele, fiume Kali Gandaki
Per raggiungere Chele è necessario un ultimo sforzo, una ripida e faticosa salita sino allo alle porte d’ingresso del villaggio. Quando arriviamo la tea house in cui avremmo dovuto pernottare è già piena. Fortunatamente Deepak riesce a trovare l’ultima camera disponibile presso il Mira Coffee Shop. Altri turisti saranno costretti a dormire nella sala da pranzo. Dopo una meritata doccia, un secchio con acqua bollita, approfittiamo delle ultime ore di luce per visitare il paesino appollaiato sotto una parete rocciosa. Dalla sommità di un colle che sovrasta il villaggio ammiriamo il tramonto sulle montagne circostanti mentre per le greggi e i pastori è ora di fare ritorno in paese. Scende la notte e noi ne approfittiamo per salire sul terrazzino della nostra tea house. Che spettacolo! Il cielo è limpido e centinaia di stelle brillano in cielo...

Chele
Chele
Chele
Chele
Chele
Chele

2 commenti:

  1. Risposte
    1. ciao! ...e non ho pubblicato le successive tappe! I paesaggi sono sempre più spettacolari!

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