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Visitare a Kathmandu: Pashupatinath e Boudhanath

13 Settembre 2014 · Manuel Santoro · Lascia un commento

La pioggia della notte sembra essere finalmente cessata. Appena fuori la nostra guest house fermiamo un taxi con l’intenzione di raggiungere il più importante tempio hindu del Nepal, Pashupatinath. Una corsa solo andata da Thamel normalmente costa attorno alle 300 rupie. Il taxi non sembra essere uno dei migliori di Kathmandu e in effetti bastano poche centinaia di metri per fermarsi e non ripartire più nonostante le nostre insistenti spinte. Probabilmente ha imbarcato acqua in una delle tante voragini lungo le strade di Kathmandu. Siamo costretti a prendere un altro taxi. Veniamo lasciati nei pressi di una affollata via di bancarelle. Facile immaginare che ad essere venduti siano prodotti religiosi: incenso, immagini di divinità hindu, coloratissime polveri di tika, prasad, perline, tagedi e chi più ne ha più ne metta.

Pashupatinath, bancarelle
Pashupatinath, bancarelle
Pashupatinath, bancarelle
Entriamo nel sito attraverso un ingresso laterale in quanto ai turisti stranieri non è consentito accedere dal corpo centrale. Costo del biglietto, 500 rupie. Alcune donne cercano insistentemente di venderci i loro souvenir. Ci avviciniamo ad una una terrazza con vista sul fiume sacro Bagmati, l’equivalente del Gange in India, e dall’alto osserviamo in silenzio i ghat utilizzati per le cremazioni dei corpi. E’ qui, sul lato sud del sito, che ogni giorno vengono celebrati i funerali delle persone comuni. Solamente ai membri della famiglia reale è consentito essere cremati dinanzi al tempio principale. I corpi, avvolti in teli e inizialmente deposti sulle rive del fiume, vengono cremati su una pira di legno attorniati dai parenti. Dall’altra parte del Bagmati alcuni fedeli preparano le loro offerte per le divinità.

Pashupatinath, fiume Bagmati
Pashupatinath, fiume Bagmati
Pashupatinath, ghat
Pashupatinath, ghat
Ben presto il cielo si va coprendo e comincia a cadere una leggera e fastidiosa pioggerella. Attraversiamo un ponte pedonale sul fiume e ci ripariamo per qualche minuto in compagnia di una scimmia sotto le arcate del Tempio di Ram. La pioggia sembra diminuire di intensità e così ci incamminiamo lungo una scalinate che risale il fianco della collina costeggiando diversi santuari immersi nella vegetazione. Alcuni ragazzini si guadagnano la giornata fabbricando colorati braccialetti per turisti. Vagabondiamo tra gli edifici religiosi dedicati a Shiva facendo attenzione a non irritare le tante scimmie che popolano il luogo. Un pittoresco gruppo di Sadhu si presta alle fotografie dei presenti in cambio di una piccola offerta in denaro.
Pashupatinath, santuari sulla riva orientale
Pashupatinath, scimmia
Pashupatinath, santuari sulla riva orientale
Pashupatinath, santuari sulla riva orientale
Pashupatinath, santuari sulla riva orientale
Pashupatinath, Sadhu
Pashupatinath, Sadhu
Pashupatinath, Sadhu
Quello che osserviamo dal vicino punto panoramico sul Tempio principale e sul Bagmati se da un lato può essere un’esperienza forte, dall’altro la ritengo doverosa in quanto permette di meditare sul tema della morte. Alcune donne piangono i propri cari mentre vengono avvolti in veli in attesa dell’ultimo saluto. L’odore acre delle cremazioni aleggia nell’aria. E’ un luogo contrastante. I turisti osservano la scena mentre si sta consumando il dramma della morte. E’ necessario quindi aver un atteggiamento rispettoso nei confronti dei presenti. E’ un’esperienza emotivamente toccante, più di quanto mi aspettavo.
Pashupatinath, vista panoramica
Pashupatinath, vista panoramica
Pashupatinath, vista panoramica
Pashupatinath, vista panoramica
Lasciamo il sito per spostarci in taxi nel vicino sobborgo di Boudhanath dove è situato il più grande Stupa buddhista del Nepal, circondato da monasteri e abitazioni dai colori vivaci. Sembra di essere arrivati in Nepal. Nei pressi della spettacolare costruzione addobbata di bandiere di preghiera, tra i tantissimi piccioni che svolazzano tra i turisti, si aggirano monaci tibetani dalla testa rasata e in tunica bordeaux. Prima di effettuare il rituale giro della cupola in senso orario ci addentriamo tra le stradine attorno allo stupa alla ricerca di un luogo dove pranzare.

Bodhnath
Bodhnath
Bodhnath, Stupa
Bodhnath, Stupa
La nostra scelta ricade sull’economico e tibetano (non poteva essere altrimenti) Double Dorjee Restaurant. Mentre mangiamo una fumante thukpa (zuppa di carne e verdure con pasta fatta a mano) accompagnata da pane tibetano abbiamo modo di conoscere un simpatico monaco con il quale scambiamo qualche battuta sulle religioni. Torniamo all’ingresso. Pennacchi d’incenso si levano nell’aria mentre alcuni pellegrini girano le ruote di preghiera del santuario dedicato a Hariti, la dea del vaiolo.

Bodhnath, Double Dorjee Restaurant. Thukpa
Bodhnath, Double Dorjee Restaurant. Thukpa
Bodhnath, santuario di Hariti
Bodhnath, santuario di Hariti
Proprio dal piccolo edificio è possibile accedere alla base dello stupa per effettuare il giro in senso orario sotto gli occhi penetranti del Buddha appena sotto la torre centrale dorata. Nel cortile a est del complesso osserviamo alcuni fedeli prostrarsi a terra. Facciamo ritorno a Kathmandu, Ram ci attende per ospitarci a casa sua.

Bodhnath
Bodhnath
Bodhnath, Stupa
Bodhnath, Stupa

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