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Mazar-i Sharif e la sua moschea blu

19 Giugno 2024 · Manuel Santoro · 1 commento

Mazar-i Sharif è un vivace centro urbano del nord dell’Afghanistan, una città relativamente moderna situata sulle ampie steppe vicino al confine con l’Uzbekistan. Rispetto ad alcune delle città vicine, è stata a lungo eclissata dal potere e dal prestigio della vicina Balkh. La svolta avvenne grazie ai sogni di un gruppo di nobili del XII secolo che affermarono di aver trovato la tomba nascosta di Ali, il genero del Profeta Maometto, sepolto in un villaggio locale.

Per Balkh iniziò il declinò mentre Mazar-i Sharif crebbe come luogo di pellegrinaggio. Oggi, il suo santuario (il motivo principale per cui sono venuto qui) è il fulcro delle celebrazioni nazionali del Nowruz. Non solo, la città è un ottimo punto di partenza per esplorare interessanti località vicine, come la già citata Balkh e Samangan.

Mazar-i Sharif è una città multiculturale, con grandi comunità di Tagichi, Uzbeki e Hazara. Questa mescolanza culturale si riflette in ogni aspetto della vita cittadina. La posizione della città la rende anche un centro ideale per il buzkashi, il vero sport delle pianure afghane. Le partite si tengono la maggior parte dei fine settimana durante l’inverno fino al Capodanno afghano.

In questo periodo, Mazar-i Sharif si riempie di visitatori per le celebrazioni annuali del Nowruz, coincidenti con il festival Gul-e Surkh, chiamato così per i tulipani rossi che fioriscono sulla steppa, simbolo di prosperità e fertilità.

Vista panoramica di Mazar-i Sharif

Contenuti del post

  • Come arrivare a Mazar-i Sharif da Kabul
  • Richiedere i permessi per viaggiare a Mazar-i Sharif
  • Cosa vedere a Mazar-i Sharif
    • Il santuario di Hazrat Ali (o Moschea Blu)
    • I mercati
  • Cosa vedere nei dintorni di Mazar-i Sharif
    • Balkh
    • Samangan
    • Takht-e Rostam
  • La mia esperienza a Mazar-I Sharif in video
  • Dove dormire a Mazar-i Sharif
    • Barat Hotel
    • Rahat Hotel

Come arrivare a Mazar-i Sharif da Kabul

Per raggiungere Mazar-i Sharif da Kabul, il viaggio via terra attraverso il Salang Pass richiede almeno 8 ore. Sebbene la strada sia stata migliorata e sia percorribile con un’auto normale, le recenti alluvioni hanno causato nuovi danni, aumentando il tempo di percorrenza. Gli autobus sono un’opzione disponibile, ma in caso di problemi il viaggio può durare fino a 18 ore. Un’alternativa più costosa ma decisamente più rapida è l’aereo, con voli giornalieri in partenza da Kabul operati da Ariana Airlines (la compagnia che ho scelto io) e Kam Air.

In volo da Kabul a Mazar-I Sharif

Richiedere i permessi per viaggiare a Mazar-i Sharif

Per poter viaggiare in Afghanistan, è essenziale procurarsi un’autorizzazione speciale dai Talebani. A Kabul, bisogna richiedere due permessi specifici. Il primo si ottiene presso il Ministero del Turismo, dove occorre indicare le province che si intende visitare. Successivamente, ci si deve recare alla Direzione del Turismo – Afghan Tour per ottenere il secondo permesso.

Una volta ottenuti questi permessi a Kabul, sarà necessario rivolgersi agli uffici locali nelle diverse destinazioni pianificate. Ad esempio, a Mazar-i Sharif, l’ufficio responsabile per la provincia di Balkh si trova alle coordinate: 36°42’20.2″N 67°06’19.7″E. Questi passaggi sono essenziali per garantire che il viaggio avvenga nel rispetto delle normative locali e per la propria sicurezza.

NOTA BENE: se come me arrivate in città il giovedì pomeriggio troverete gli uffici chiusi e questo potrebbe pregiudicare la visita più importante, ovvero la moschea blu. Gli uffici riapriranno solamente il sabato.

Per maggiori informazioni consulta il seguente articolo del blog: Viaggiare in Afghanistan al tempo dei talebani. La guida completa

Cosa vedere a Mazar-i Sharif

Il santuario di Hazrat Ali (o Moschea Blu)

Nel cuore di Mazar-i Sharif, in Afghanistan, sorge il Santuario di Hazrat Ali, noto ai più come la Moschea Blu. Questo luogo, impregnato di storia e leggenda, è ritenuto uno dei possibili siti di sepoltura di Ali ibn Abi Talib, cugino e genero del Profeta Maometto. Camminare tra le sue mura è come sfogliare un antico manoscritto, dove ogni pagina svela un frammento di passato e spiritualità.

Il complesso si articola in cinque edifici distinti, con il Santuario di Hazrat Ali che troneggia al centro come un cuore pulsante. All’estremità occidentale si trova la moschea, orientata verso La Mecca, un faro per i fedeli che qui si raccolgono in preghiera. Intorno, giardini rigogliosi offrono rifugio e serenità, un’oasi di pace dove il tempo sembra sospendersi e la frenesia del mondo esterno si dissolve in un silenzio contemplativo.

Secondo la tradizione musulmana sciita, la “mazar” – da cui la città prende il nome, significando “Tomba dell’Eccelso” – custodisce le spoglie di Ali, sepolte originariamente dai suoi figli, Hasan e Hussein, in un luogo segreto. Fu Ja’far as-Sadiq, il sesto Imam sciita, a svelare la posizione della tomba, oggi venerata nella Moschea dell’Imam Ali a Najaf, in Iraq.

La leggenda narra che, dopo l’assassinio di Ali, i suoi seguaci, temendo la profanazione del corpo, posero le sue spoglie su una cammella bianca. Il viaggio fu lungo e arduo, finché l’animale non cadde esausto, segnando il luogo della nuova sepoltura. Fu solo nel XII secolo che il corpo venne riscoperto, dando origine alla storia del santuario.

La nascita di Mazar-i Sharif è legata a un sogno: all’inizio del XII secolo, un mullah locale sognò Ali che rivelava la sua sepoltura segreta vicino a Balkh. Il sultano selgiuchide Sanjar, dopo aver verificato la veridicità del sogno, ordinò la costruzione di una città e di un santuario sul luogo indicato. Questo luogo sacro, sebbene distrutto da Gengis Khan, fu ricostruito nel XV secolo da Sultan Husayn Mirza Bayqarah. Le decorazioni odierne sono frutto di restauri moderni, ma tra i pochi artefatti originali vi è una lastra di marmo con inciso “Ali, Leone di Dio”.

Nella pianta del sito degli anni 1910 si vedeva un piccolo recinto murato, poi abbattuto per creare parchi, i cui portali rimangono come ingressi del santuario. Col tempo, il complesso ha accolto tombe di vari leader politici e religiosi afgani, come Amir Dost Muhammad, Wazir Akbar Khan, Amir Sher Ali e la sua famiglia, conferendo al luogo una dimensione irregolare, segno di una storia in continua evoluzione.

Santuario di Hazrat Ali

I mercati

I bazaar di Mazar-i Sharif sono un caleidoscopio di colori, suoni e odori (spesso davvero pungenti), rappresentando il cuore pulsante della città. Nel labirinto del bazaar centrale si vende un po’ di tutto, dal pane che sembra quello del vicino Uzbekistan alle verdure, dalle spezie alla carne messa lì, in esposizione, senza refrigerazione… Le contrattazioni animate sono un rituale quotidiano, un’esperienza autentica che mostra la vita afgana nella sua essenza. Ciò che rende davvero speciali i bazaar di Mazar-i Sharif è l’atmosfera vibrante e l’ospitalità della gente. Nonostante le difficoltà del passato, gli abitanti accolgono i visitatori con sorrisi, tazze di tè e selfie.

Nel bazaar di Mazar-i Sharif


Cosa vedere nei dintorni di Mazar-i Sharif

Balkh

Balkh, anticamente celebrata come la “Madre delle Città” dagli Arabi, vanta una storia eccezionalmente ricca che la collega a Zoroastro, fondatore del primo monoteismo nel VI secolo a.C. Fu una satrapia dell’Impero Achemenide e teatro di cruciali conflitti tra Persiani e Greci sotto Alessandro Magno, noti per le loro pratiche zoroastriane e l’importante matrimonio di Alessandro con Rossane.

Balkh prosperò come nodo commerciale sulla Via della Seta e si convertì al buddismo prima di essere arricchita dall’Islam e diventare un centro di cultura islamica. Nonostante un breve risveglio sotto i Timuridi, la città declinò irrimediabilmente, abbandonata nel XIX secolo a causa di malattie come colera e malaria, mentre Mazar-e Sharif cresceva nelle vicinanze.

Il santuario di Khoja Abu Nasr Parsa, situato nel parco centrale di Balkh, è un classico esempio di architettura timuride, simbolo dell’ultimo periodo di splendore della città prima del suo declino. Costruito negli anni 1460 e dedicato a un famoso teologo della corte del sultano Baiqara, il santuario è caratterizzato da un imponente portale d’ingresso decorato con mosaici blu e pilastri intrecciati, con dietro i resti di due minareti e una cupola turchese. Nonostante i danni subiti, l’edificio rimane straordinario.

Accanto si trova una madrassa moderna, mentre un terremoto negli anni ’90 ha danneggiato la cupola, recentemente restaurata.

Vicino al parco, nascosto dagli alberi, si trova l’arco imponente della Madrassa di Sayid Subhna Quli Khan, risalente al XVII secolo. Di fronte al santuario si erge la tomba di Rabi’a Balkhi, la prima donna poeta persiana, celebre per i suoi versi mistici e spesso erotici.

La fortezza di Bala Hissar, con le sue imponenti mura, domina il bordo nord della città, costruita dai Timuridi nel XV secolo. Questa fortezza è piena di buche scavate dai locali in cerca di tesori. La vista dalle mura offre uno scorcio interessante su Balkh, verde e disseminata di complessi murati.

La Moschea No Gombad, rovinata e risalente al IX secolo, è considerata la più antica dell’Afghanistan. Il suo nome deriva dalla struttura originaria a nove cupole, un design raro nell’architettura islamica. Oggi rimangono solo le colonne e gli archi, decorati con stucchi intagliati. Il sito, ancora utilizzato per le preghiere, è coperto da un tetto metallico e circondato da un muro di mattoni di fango, con un custode che apprezza le donazioni e mostrerà volentieri i suoi piccioni.

Samangan

Samangan è un antico centro situato in una valle di fertile terreno agricolo, dove l’Hindu Kush incontra la steppa dell’Asia centrale. Già antica al tempo delle visite degli Arabi e dei Mongoli, fu un importante centro buddhista sotto i Kushan nei secoli IV e V d.C..

I resti di questo sito, Takht-e Rostam, si trovano su una collina sopra la città. Conosciuta nel Medioevo come tappa carovaniera chiamata Aibak, nome ancora in uso tra i locali, Samangan ospita ancora un mercato settimanale il giovedì ed è nota per i suoi artigiani che producono strumenti musicali tradizionali afghani come il dutar (liuto a due corde) e il zirbaghali (tamburo di terracotta). La città ospita una grande comunità uzbeka, con immagini del generale Dostum esposte.

Situata appena a ovest della principale autostrada, l’accesso alla città porta alla piazza principale e al bazaar, mentre Takht-e Rostam si trova a 3 km a sud-ovest, raggiungibile con un autorickshaw.

Takht-e Rostam

Takht-e Rostam è uno dei più sorprendenti siti dell’Afghanistan, situato su una collina sopra Samangan. Questo complesso stupa e monastero buddhista, accessibile con un biglietto di 250 Afgani, offre una vista panoramica sulla valle sottostante. Il suo stupa, alto 28 metri, è un esempio unico di architettura buddhista, essendo scavato nella roccia anziché costruito sopra il terreno, circondato da una fossa profonda circa 8 metri che evidenzia la grandiosità del lavoro di scultura.

Sulla sommità dello stupa si trova un edificio di pietra scolpita, una harmika che un tempo conteneva le reliquie del sito, con un foro nel tetto per un ombrello cerimoniale. Conosciuto anche come il Trono di Rostam nella leggenda, questo luogo sarebbe stato il sito delle nozze tra il leggendario re e la principessa Tahmina di Samangan. Le grotte sottostanti, scavate nella roccia, includono celle monastiche e un grande salone con nicchie per statue di Buddha, illuminato da finestre scolpite che creano un’atmosfera serena.

La mia esperienza a Mazar-I Sharif in video


Dove dormire a Mazar-i Sharif

Nei miei giorni di permanenza ho pernottato in due differenti strutture. Il motivo è semplice, la prima non mi ha soddisfatto ed ho dovuto cambiare a causa delle condizioni igieniche. Di seguito le mie recensioni:

Barat Hotel

Posizione: 36.71117151801552, 67.11296464232832

La grandezza della camera non giustifica il prezzo pagato, 1500 AFG. Camera sporca e polverosa (nel letto rimanenze di cibo), bagno lurido e acqua calda non disponibile al momento. Wi-fi lento ed intermittente. Di buono solamente la posizione, di fronte la Moschea Blu.

Barat Hotel

CONSIGLIATO: NO

Rahat Hotel

Posizione: 36.71116377077343, 67.10282845358228

Stesso prezzo della struttura precedente, 1500 AFG per una camera matrimoniale ad uso singola. Hotel pulito e confortevole a non troppa distanza dalla Moschea Blu. Wi-fi disponibile, il più rapido del mio viaggio in Afghanistan. Ottima colazione incluse con pane fresco e uova.

CONSIGLIATO: SI

Rahat Hotel

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